Al Teatro Duse di Genova ‘Così è (se vi pare)’, cento anni e non dimostrarli

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Al Teatro Duse di Genova ‘Così è (se vi pare)’, cento anni e non dimostrarli

GENOVA – Così è (se vi pare) è un’opera teatrale tratta da La signora Frola e il signor Ponza, suo genero, novella di Luigi Pirandello pubblicata nel 1917 nella raccolta E domani, lunedì…. Lo stesso anno il grande drammaturgo siciliano la trasformò per poter essere rappresentata sulle scene con la sua stessa regia al Teatro Olimpia di Milano. Quasi tutti le figure presenti nello scritto vengono traslate nella commedia, con l’aggiunta di Lamberto Laudisi che sostituisce la figura del narratore e diviene centrico per ogni parte del dramma. E’ facile intuire che questo personaggio abbia molte delle caratteristiche di chi lo ha creato e che le frasi da lui dette rappresentano il pensiero dell’autore. Altra aggiunta importante, a parte i due incontri tra suocera e genero, è l’avere dato corpo e voce alla moglie del uomo, fornendo un ulteriore dubbio a chi era convinto di avere capito qualcosa dell’intrigata vicenda.

La commedia che noi conosciamo è nata da un completo rimaneggiamento fatto dallo stesso Pirandello nel 1925 il quale si era reso conto che certi dialoghi potevano essere migliorati: amava molto questa sua creatura e la portò a livelli forse non di Sei personaggi in cerca di autore (1921) ma, comunque, in grado di avere una sua vita autonoma interessante e di continuare ad essere rappresentata un po’ in tutto il mondo anche ai giorni nostri. La figura di Laudisi è interpretata da Filippo Dini, quarantacinquenne genovese diplomatosi alla Scuola del Teatro Stabile responsabile di questa nuova versione: attorno a lui ruota ogni cosa, è lui il riferimento per le ‘verità’ credute da persone cui l’unica certezza è di non avere certezze. Attore attivo da oltre 20 anni, in qualità di regista nel 2015 ha curato il complesso testo di Anthon Cechov Ivanov (1887) con cui ha vinto il Premio Le Maschere del Teatro Italiano.

Impegnato nel cinema, nella televisione e nel teatro, ha una grande capacità nel rispettare il testo iniziale per poi rileggerlo in maniera solo apparentemente classica. Si avvicina al copione con piglio intellettuale, creando dialoghi urlati sempre bene espressi dalla lingua forbita che caratterizza tutta l’opera del figlio di Girgenti a cui nel 1934 era stato riconosciuto il Nobel della Letteratura per il suo coraggio e l’ingegnosa ripresentazione dell’arte drammatica e teatrale. L’approccio è perfetto e ricrea immediatamente le giuste atmosfere, mentre nella seconda parte preferisce stemperare la tensione con qualche raffinata macchietta, per poi riprendere saldamente il tono più drammatico. Coadiuvato da un gruppo di attori di assoluto livello quali Maria Paiato – che ha guadagnato convinti applausi a scena aperta – e Andrea Di Casa – che non ha fatto rimpiangere Giuseppe Battiston interprete dello stesso personaggio nelle 4 settimane di repliche al Teatro Carignano di Torino – Dini crea un bell’amalgama di attori tutti in grado di reggere questo trattato sulla pazzia in cui trionfa il relativismo, in cui non importa quello che è ma quello che appare, in cui possono esistere verità antitetiche in cui è impossibile capire dove sia il giusto e dove lo sbagliato.

Con la stessa logica di Pirandello che parlava attraverso Laudisi, Dini sceglie per se stesso questo ruolo in maniera da potere ‘influenzare’ il comportamento degli altri personaggi. E’ bravo, rende perfettamente la supponenza di quest’uomo che dice una cosa che convince tutti per poi affermare l’esatto opposto: forse, non è una scelta felice relegarlo su di una carrozzella quasi per renderlo più umano.

La vera protagonista di Così è (se vi pare) è una cittadina di provincia, la sua borghesia impegnata più a dare voce ai pettegolezzi che non a costruire una vera vita sociale, l’importanza del censo che fa giudicare in maniera inappellabile chiunque. Bene orchestrate le azioni anche sullo sfondo della scena – sono visibili sempre tre zone in cui accade qualcosa – a cui danno sfondo le davvero ottime le scene di Laura Benzi e vita le ben calibrate luci di Pasquale Mari. Belli i cambi di scena a sipario aperto e realizzato con la partecipazione di vari interpreti, dando ulteriore coesione a quanto visto.

La storia è nota e si occupa di nuovo impiegato della Prefettura che giunge in una tranquilla cittadina di provincia sconvolgendo i ritmi dei borghesi del luogo, impegnatissimi a cercare di capire i rapporti che ci sono tra l’uomo, la suocera che vive da sola in bell’appartamento, e la moglie che potrebbe essere sia la seconda (ed allora l’anziana signora che la crede sua figlia sarebbe pazza) se la prima fosse morta quattro anni prima, o la prima che dopo essere stata ricoverata in clinica psichiatrica non è riconosciuta come tale dal marito (ed allora il pazzo sarebbe lui). Ma nelle oltre due ore del suo sviluppo la vicenda tende a divenire sempre più oscura portando molti a quella pazzia che loro cercavano nell’uomo e nella donna.

 

Scheda spettacolo:

Francesca Agostini, Mauro Bernardi, Andrea Di Casa, Filippo Dini, Ilaria Falini, Mariangela Granelli, Dario Iubatti, Orietta Notari, Maria Paiato, Nicola Pannelli, Benedetta Parisi, Giampiero Rappa

Così è (se vi pare)

Di Luigi Pirandello

Musiche Arturo Annecchino

Luci Pasquale Mari

scene Laura Benzi

costumi Andrea Viotti

assistente ai costumi Eleonora Bruno

regia Filippo Dini

assistente alla regia Carlo Orlando

produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

Autore: Furio Fossati

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