Omicidi e corruzione a Los Angeles nel deludente ‘City of Lies’ di Brad Furman

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Omicidi e corruzione a Los Angeles nel deludente ‘City of Lies’ di Brad Furman

 

Difficile pensare ad un altro film con tante potenzialità, che possa risolversi in maniera così deludente. Se ne sono accorti anche i produttori che hanno ritardato notevolmente l’uscita perché consci dei troppi limiti. Iniziato a girare il 13 dicembre 2016, è stato terminato una cinquantina di giorni dopo. Con un’attesa inusuale per le major, il trailer è stato proposto nel maggio del 2018 e la prevista circuitazione a livello mondiale prevista per l’inizio settembre dello stesso anno, è stata spostata a data da destinarsi senza fornire spiegazioni. Dopo un ulteriore silenzio, è stato presentato in anteprima mondiale il mese scorso al nostro Noir in Festival, manifestazione sicuramente prestigiosa e molto ben curata, ma che permetteva un primo vaglio dell’opera in sordina, cosa che la proposta in vetrine maggiormente coperte dai media non avrebbe potuto permettere. Ora la presentazione sui nostri schermi (salvo errori, l’Italia è il primo paese in cui viene proposto in maniera ufficiale) e la conferma che molte sono le cose che non hanno funzionato.

Il gossip (confermato da testate di sicura affidabilità) dice che Johnny Depp ha aggredito durante le riprese il location manager Gregg ‘Rocky’ Brooks, il quale lo ha querelato e ha chiesto un risarcimento danni; la vicenda è stata resa nota direttamente da Brooks nel luglio 2018 ma smentita in seguito da Depp e da tutto lo staff. Questo avrebbe potuto convincere la distribuzione a fare calmare le acque prima di proporlo. Che fosse stato ‘beccato’ in stato di ebbrezza durante le riprese sembra consolidato, e la sua non felice interpretazione potrebbe essere legata a questo suo stato psicofisico non perfetto. Depp appare varie volte come spaesato e Forest Whitaker lo supporta bene, ma lui stesso alla fine non riesce ad essere coinvolgente. Assieme, portano avanti senza convinzione un film che sembra nettamente più lungo della sua durata ufficiale che non raggiunge le due ore.

Molto, troppo parlato, non riesce a coinvolgere lasciando allo spettatore il compito di guardare quello che passa sullo schermo senza essere mai completamente partecipi. Per cercare di dare ritmo a quanto girato, è stato chiamato Leo Trombetta che ha al suo attivo il montaggio di buoni film di azione e ha lavorato per la serie televisiva statunitense, ormai cult, True Detective prodotta e distribuita dalla HBO. Ma anche a lui non è riuscito questo piccolo miracolo, e, quindi, il rischio di noia è sempre presente. Il film è tratto dal libro LAbyrinth di Randall Sullivan, giornalista di Rolling Stones che in un articolo si era occupato dell’uccisione di due notissimi Rapper, quella di Tupac Shakur, avvenuta il 13 settembre 1996 a Las Vegas, e quella di Notorious B.I.G. ucciso il 9 marzo 1997 a Los Angeles. Per rendere il tutto più interessante a livello cinematografico, lo sceneggiatore Christian Contreras – con solo una precedente esperienza in una serie televisiva del 2011 – ha creato il personaggio del giornalista di colore che tartassa l’ex detective che seguiva i casi in quegli anni. Ma la figura è mal delineata, perfino le scene girate all’interno della redazione appaiono poco credibili. E Forest Whitaker sembra davvero poco coinvolto in quello che dice e fa: sicuramente una delle sue meno riuscite interpretazioni.

Altra libertà nella trasposizione è che la vicenda viene raccontata al presente, spostando ogni cosa di 20 anni e cercando, in questa maniera, di creare maggiore interesse mostrando gli interpreti prima giovani (soprattutto Depp) e poi coi capelli grigi. Ma anche questo ci sembra non avere avuto esito positivo. Anche i Poliziotti di Los Angeles appaiono descritti in maniera epidermica e anche la scena all’inizio in cui si scopre che una rapina da oltre 700.000 dollari in una banca è stata orchestrata da un uomo che dovrebbe fare rispettare la legge è sprecata; è più importante vedere la paura della cassiera che ha permesso di realizzare il colpo che parlare del suo ragazzo, l’infido poliziotto. Per tutto il tempo si ripete, con vari episodi che non riescono ad interessare più di tanto, che tutti i cattivi non sono stati condannati, che anzi molti sono rimasti al loro posto senza nemmeno problemi di carriera. E’ la trasposizione di una vicenda realmente accaduta, ma il desiderio di voler essere completamente fedeli alla vicenda, appare come il tentativo di scusarsi per un’opera mal riuscita. Una settimana prima dell’incontro con l’ex detective da parte del regista e dello sceneggiatore, il Poliziotto è deceduto: morte improvvisa e prematura di Poole all’età di 58 anni. Quindi, non sappiamo se almeno a lui sarebbe piaciuto.

Il regista Brad Furman aveva buone credenziali per dirigere questo film, dopo avere realizzato il discreto The Infiltrator (2016), anche questo basato su di una storia vera ambientato nel mondo della criminalità. Qui si parlava di un funzionario delle dogane degli Stati Uniti che svela uno schema di riciclaggio di denaro che coinvolge il colombiano Pablo Escobar. Ma una sceneggiatura non certo perfetta, la poco convincente interpretazione dei protagonisti e la mancanza di un minimo spessore psicologico anche nei personaggi minori sicuramente non gli ha permesso di esprimere quelle che, probabilmente, potrebbero essere le sue potenzialità.

Russell Poole è un ex-detective che ha dedicato la sua vita ad un caso mai risolto, gli omicidi, avvenuti a fine anni Novanta, delle due star del rap Tupac Shakur e The Notorious B.I.G.. Vent’anni dopo riceve la visita di Jackson, un reporter dell’ABC che a sua volta legò a quel caso il suo unico momento di notorietà e oggi vede smantellate le teorie esposte nel documentario che gli valse un Emmy Award. I due si immergono insieme in una nuova indagine decisi a smascherare il coinvolgimento della corrotta polizia di Los Angeles.

 

Scheda film:

Titolo: City of Lies – L’ora della verità

Titolo originale: City of Lies

Genere: Biografico, dramma, criminale

Regia: Brad Furman

Paese/Anno: Gran Bretagna, USA – 2019

Sceneggiatura: Christian Contreras, tratto dal romanzo LAbyrinth di Randall Sullivan

Fotografia: Monika Lenczewska

Montaggio: Leo Trombetta

Scenografia: Clay A. Griffith

Costumi: Denise Wingate

Colonna sonora: Chris Hajian

Interpreti: Johnny Depp, Forest Whitaker, Toby Huss, Dayton Callie, Neil Brown Jr., Louis Herthum, Shea Whigham, Xander Berkeley, Rockmond Dunbar, Wynn Everett, Shamier Anderson

Produzione: Miriam Segal, Paul Brennan, Stuart Manashil Per Good Films, in associazione con Lipsync, Romulus Entertainment, Vx119, Infinitum Nihil

Durata: 112 minuti

Distribuzione: Notorious Pictures

Data uscita: 10/01/2019

 

Autore: Furio Fossati

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