Perdere un luogo dell’anima per ragioni economiche. “Il giardino dei ciliegi” al Teatro Niccolini di Firenze 13-14 novembre

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Perdere un luogo dell’anima per ragioni economiche. “Il giardino dei ciliegi” al Teatro Niccolini di Firenze

Un modo per interrogarsi su che cosa significa perdere un luogo dell’anima per ragioni economiche. Al Teatro Niccolini di Firenze, nell’ambito del Festival d’Autunno 2018 / Progetto d’Area Metropolitana, martedì 13 e mercoledì 14 novembre, ore 21, arriva Il giardino dei ciliegi. Trent’anni di felicità in comodato d’uso della giovane compagnia bolognese Kepler-452. Una produzione ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Il centro del dramma è la scomparsa di un luogo magico, che in questa rilettura dell’opera di Anton Čechov diventa la casa di Giuliano e Annalisa Bianchi, sfrattati dopo 30 anni dalla loro colonica in comodato d’uso gratuito dal Comune nella periferia di Bologna. I due personaggi “immaginari” realmente esistenti, interpreti di Ljuba e Gaev, sono in scena con Paola Aiello, Nicola Borghesi, Lodovico “Lodo” Guenzi, il cantante de Lo Stato Sociale, diretti dallo stesso Borghesi.

Un’indagine su dove oggi si sia posata la dialettica tra illuminismo e magia, tra legge e natura, e su dove ci troviamo noi. Forse, più semplicemente, è la storia di un incontro. Nel dramma Il giardino dei ciliegi Anton Čhecov immagina che in un anno non definito di fine Ottocento il giardino dei ciliegi di Ljuba e Gaev, proprietari terrieri nella Russia prerivoluzionaria, vada all’asta per debiti insieme alla loro casa. Ad acquistarlo è Lopachin, ex-servo della gleba arricchitosi dopo la fine della schiavitù, rampante rappresentante della borghesia in ascesa.

Il centro del dramma è la scomparsa di questo luogo, profondamente impregnato delle vite di chi lo abita, che, nella rilettura dell’opera di Čechov della giovane compagnia bolognese Kepler-452 diventa il luogo della coppia. I Kepler-452 hanno cominciato così, come sono soliti fare, a sbirciare nelle pieghe della loro città, Bologna, alla ricerca del loro Giardino dei ciliegi.

“Tra i moltissimi incontri che abbiamo fatto nel corso della nostra indagine – raccontano Nicola Borghesi, Paola Aiello ed Enrico Baraldi − ce n’è stato uno che ha cambiato definitivamente il corso delle prove e, inaspettatamente, delle nostre vite: quello con Giuliano e Annalisa Bianchi, che per trent’anni hanno vissuto in una casa colonica concessa in comodato d’uso gratuito dal Comune nella periferia di Bologna. Giuliano e Annalisa Bianchi per trent’anni si sono occupati di due attività principali: il controllo della popolazione dei piccioni e l’accoglienza di animali esotici o pericolosi. Si attiva così un ménage strano, marginale, meraviglioso: convivono in casa Bianchi babbuini, carcerati ex 41-bis in borsa lavoro, una famiglia rom ospite, boa constrictor. Trent’anni, come ci dicono Giuliano e Annalisa, di pura felicità.”

Finché nel 2015 si avvicina il momento dell’apertura, proprio di fronte al loro giardino dei ciliegi, di un grande parco a tema agroalimentare. In coincidenza con l’avvicinarsi dell’apertura del parco i Bianchi ricevono un avviso di sfratto. La magia di questo contemporaneo Giardino dei ciliegi – gli animali, le relazioni, gli affetti – cessa improvvisamente di esistere in una mattinata di settembre. Una storia così lontana nel tempo e nello spazio da quella di Gaev e Ljuba eppure così simile nella sua essenza.

“Abbiamo trascorso molto tempo con i Bianchi – concludono Aiello, Baraldi, Borghesi – cercando di capire che cosa fosse successo e quale sia la loro posizione rispetto alla vicenda che li ha travolti, provando a innamorarsi senza perdere la lucidità. Dopo un lungo corteggiamento siamo riusciti a convincerli ad andare in scena, a vestire i panni di Ljuba e Gaev e a rappresentare, insieme a noi, la storia dello sgombero e del loro incontro.”

 

IL GIARDINO DEI CILIEGI

ideazione e drammaturgia Kepler-452 (Aiello, Baraldi, Borghesi)

con Annalisa e Giuliano Bianchi, Paola Aiello, Nicola Borghesi, Lodovico “Lodo” Guenzi

scene e costumi Letizia Calori

luci Vincent Longuemare

suoni Alberto “Bebo” Guidetti

video Chiara Caliò

regista assistente Enrico Baraldi

assistente alla regia Michela Buscema

regia Nicola Borghesi

si ringraziano per l’ospitalità e la disponibilità ATER Circuito Multidisciplinare dell’Emilia Romagna, Teatro Comunale Laura Betti e Teatro dell’Argine

Durata: 1h e 40’, atto unico

 

Autore: Matteo Brighenti

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