Il mio Godard: tra rivoluzione, cinematografia e amore

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Il mio Godard: tra rivoluzione, cinematografia e amore

Come rappresentare la vita di un uomo che ha offerto attraverso il suo operato delle importanti innovazioni cinematografiche? Nel modo più intimo, oscuro, meno immediato: attraverso il suo privato. Chi poteva offrire un quadro non del Godard regista, ma di Jean-Luc? La moglie degli anni più turbolenti della sua esistenza: Anne Wiazemsky.

Tutto ha inizio sul set, mentre Godard prova delle scene e dirige della macchine da presa, di lì a poco viene inquadrata la sua giovane fidanzata Anne Wiazemsky. Stanno girando il film “La chinoise” con cui il regista spera di riuscire a conquistare il pubblico della repubblica popolare, avendo deciso di rappresentare la rivoluzione maoista. Cosa che non accadrà, quindi Godard decide di presentarlo al festival di Avignone, però durante la conferenza emerge la sua crisi creativa e la sua esigenza di proporre nei film trame che offrano un intento politico, ma davanti alle riluttanze dei giovani e le poche incoraggianti critiche non può far altro che accettare la sconfitta di un film che non è piaciuto al pubblico. Tale episodio lo porta a uno stato di crisi tale che inizia a frequentare i gruppi studenteschi rivoluzionari che animano il ‘68 francese. Diversi i momenti in cui Godard, sempre accompagnato da Anne, si trova nei cortei e puntualmente durante le fughe dalla polizia gli si rompono gli occhiali, simbolo di una miopia dell’artista nei confronti di quei giovani con cui prova a relazionarsi, ma le sue idee, i suoi discorsi non vengono approvati dal consesso studentesco sessantottino.

I limiti del suo pensiero, dovuti anche al solipsismo borghese che lo contraddistingue ma soprattutto all’indole vanitosa, cerebrale e anaffettiva, vengono rintracciati proprio nei risvolti del rapporto con la moglie Anne che prova a tenere stretta a sé in ogni modo, evitando che possa dedicarsi alla sua carriera di attrice e rivendicando sempre i “doveri coniugali” e la sua continua presenza.

Il rapporto coniugale giunge al punto di non ritorno quando i due si separano, lei va in Italia a girare un film, lui a Praga per sperimentare nuove tecniche cinematografiche. Il ricongiungimento tra i due è l’atto finale del loro matrimonio, entrambi prendono consapevolezza della diversità dell’altro al punto da non riuscirsi più a restaurare un equilibrio di coppia.

Il tutto si conclude con le riprese di un nuovo film di Godard in cui la predominanza della figura del regista sembra venire meno, a vantaggio di una condivisione collegiale delle scelte cinematografiche: così avviene la morte di Godard, ulteriore atto autocelebrativo, con il quale il regista francese porta le sue idee alle estreme conseguenze.

Un film caratterizzato una da narrazione per capitoli in stile documentaristico, atto a rappresentare le diverse fasi della vita di Godard nel corso degli anni, sempre in relazione con Anne. Intriganti le scene dialogiche in cui i pensieri dei personaggi sono marcati dai sottotitoli, per non parlare dell’espediente della narrazione esterna sia con la voce di Godard, sia con la voce di Anne.

 

SCHEDA FILM

Titolo originale: Le Redoutable

Regia: Michel Hazanavicius

Interpreti: Louis Garrel, Stacy Martin, Bérénice Bejo, Micha Lescot, Grégory Gadebois, Felix Kysyl

Durata: 102′

Nazione: Francia 2017

 

Autore: Marco D'Alessio

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