Altruismo rovesciato. ‘Loro’ 1-2 di Paolo Sorrentino

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Altruismo rovesciato. ‘Loro’ 1-2 di Paolo Sorrentino

“Loro” sono forse tutte quelle persone che hanno fatto di tutto per  entrare a far parte del “Suo” giro, conoscerlo e ricevere  dei vantaggi personali come pagamento e/o risarcimento di quello che hanno dato.

“Loro” sono forse anche quelli che fanno già parte della ” casta” di potere che “Lo” circonda.

Un potere che non si limita a quello strettamente politico, ma anche dei mass media, dello spettacolo, dei salotti buoni, dell’impresa e della finanza.

Non a caso Sorrentino, per descrivere momenti di vita di questi “Loro”, sembra quasi riproporre in alcune parti l’atmosfera  e il vuoto esistenziale della “Grande Bellezza”.

Se tutto questo esiste  è grazie a “Lui”. Al consenso e al potere che ha saputo ottenere forse proprio grazie alle sue grandi doti di venditore che hanno caratterizzato tutta la sua carriera. Emblematico è, a questo proposito, il colloquio che vede impegnato Berlusconi con Ennio Doris (ambedue interpretati superbamente da Tony Servillo) in cui quest’ultimo, dopo avere tessuto le doti di lungimiranza e capacità di decisione del “Cavaliere”, gli ricorda la sua dote forse più importante e caratterizzante: la capacità di vendere.

E’ questa che gli  ha permesso di spiccare il volo prima nell’edilizia , poi con la televisione e  quindi nella politica.

Il segreto?  Credere per primi nel sogno che si propone agli altri. Solo in questo modo potrà esser da loro considerato, condiviso ed in ultima analisi comprato.

Pur non entrando nella tipologia del venduto politico di Berlusconi agli italiani, Sorrentino  ci propone una versione più profonda ed impegnativa della semplice abilità del convincere.

E’ vero, in una scena in cui dialoga con il nipote, Berlusconi  aveva spiegato che l’importante era riuscire a convincere l’altro, anche utilizzando argomenti ed affermazioni non del tutto veritiere; ma in quest’altra scena, invece,  Doris gli ricorda: “devi donare  tutto te stesso. L’altruismo è la migliore forma di egoismo”.

In qualche modo Sorrentino ci fa riflettere sul fatto che l’ascesa ed il successo di Berlusconi sono stati legati alla sua capacità di venderci i suoi sogni e la sua storia;  ma che questo processo non può essere liquidato, come hanno fatto in molti, ritenendolo una sorta di manipolazione delle coscienze, anche grazie ad un uso spregiudicato del controllo dei mass media.

No! Qui si lascia intendere, senza mai entrare nella peculiarità politica , che il processo abbia avuto una sua capacità di proposta autentica.

Bisogna quindi evitare di confondere lo spettacolo collaterale e miserevole  dell’esercizio del potere, delle feste  smodate, della droga e del sesso, che sono state un tratto  della modalità del rapporto fra “Lui” e “Loro”,  con i contenuti della proposta che ha convinto parte degli italiani, portandolo al successo ed al potere.

Ma chi è dunque l’uomo che è il protagonista di questo processo?

A questo punto, lo sguardo e la trama del film si posano sui sentimenti più intimi dell’uomo Berlusconi, sulla sua generale voglia di vivere e sulle immancabili delusioni ed amarezze presenti nella vita di ognuno di noi.

Sugli slanci di attenzione e generosità nei confronti dei terremotati  documentati nel finale del film “Loro 2”e sull’amarezza nei confronti della perdita dell’amore della moglie Veronica  che, invano, cerca di riconquistare e che, indelebilmente, rivede giovane dichiararsi innamorata di “Lui”, proprio di lui.

Sarà la musica della canzone  di Fabio Concato : “Domenica bestiale” (convocato personalmente per cantarla nella villa del cavaliere) a fare da sottofondo al ricordo dei primi attimi d’amore con Veronica ed è sempre la musica ad essere compagna dei suoi ricordi, delle sue emozioni e della sua allegria, con il suo canto  accompagnato dalla chitarra del fido Apicella o ancora ricordata dal compagno Confalonieri quando lo stesso  gli  accenna  i comuni momenti giovanili dell’attività di piano bar.

Quando Sorrentino ci parla di Berlusconi ci racconta, è vero, di  un periodo della nostra storia; ma, la sua curiosità, come ha dichiarato in un’intervista, è rivolta soprattutto alle  caratteristiche della personalità dell’uomo:  “Vorrei provare a descrivere questo personaggio complesso. Sono interessato all’uomo che sta dietro il politico. Non sono interessato agli aspetti politici”.

Quest’uomo di potere e di comando presenta tutte le delusioni e gli entusiasmi di noi tutti e anche “Lui”, ci lascia intendere Sorrentino, ha dei “Loro“, forse più potenti di lui, a cui riferirsi: Il misterioso “Dio”  di cui non si conoscerà mai né il volto o l’identità; gli stessi rapporti mai chiariti, che la moglie gli rimprovera nell’ultimo litigio, nei confronti degli imprecisati, importanti finanziatori dei miliardi di lire con cui ha fatto decollare  le sue attività economiche.

Molti sono i personaggi  che compongono la carrellata dei “Loro” rappresentata da Sorrentino ed ognuno ha la sua storia e le sue ambizioni che ruotano attorno a “Lui” .

Pochi, forse pochissimi,  sono stati capaci di essere  dei compagni di strada e di avergli dato una valida collaborazione, oltre ad aver ricevuto una fetta del suo potere.

Molti vedranno delusa la propria voglia di emergere e di godere del contatto con “Lui“ per migliorare la loro condizione. C’è anche chi, alla fine, troverà invece “patetico” il suo comportamento e poco interessante, rinunciando anche ai possibili risvolti positivi  di carriera  di un rapporto con “Lui”.

Sarà Stella, la ragazza che, nel corso di una grande festa tenuta dal Cavaliere nella sua villa in assenza della moglie, lo rifiuterà, ritenendolo vecchio e  patetico, pur non riuscendo a smontare la sua fiducia in se stesso.

Un discorso a parte  merita la figura della moglie Veronica che, avendolo proprio  amato, si dichiara delusa dal suo comportamento  come amante, marito, imprenditore e politico.

Delusa  perché gli rimprovera di non essersi mai pienamente  rivelato, neanche nel suo rapporto con lei, e di non essere  mai stato veramente autentico, tradendo la fiducia di tutti.

Nella sua risposta,  Berlusconi le chiede : “ma tu, come mai sei rimasta tutto questo tempo con me, se pensavi veramente tutto questo?”

In qualche modo, Berlusconi le contesta un giudizio troppo severo, ricordandole come la vita l’abbia messo sempre di fronte a una dura lotta con gli altri che usavano gli stessi mezzi, anche a volte scorretti, che si è trovato ad usare. Le ricorda  che comunque ne era uscito vincitore e su quella vittoria aveva potuto costruire quella vita, quell’immagine, quelle condizioni economiche che avevano permesso di proteggere sia le sue  attività sia le persone più care  e Lei, prima di ogni altro.

Quello che Sorrentino mette in bocca a Berlusconi in questa scena è un discorso che abbiamo sentito tante volte e che in qualche occasione è stato fatto forse anche da molti di noi; ma, Veronica non gli risponderà e lo lascerà, facendogli capire che in quel modo e con quel comportamento ha perduto il suo amore.

In ogni caso per Berlusconi, comunque, la vita, pur tra  successi e delusioni, continua. La politica continua, e “Lui” e “Loro” continueranno ad avere interessi comuni da portare avanti ancora… e ancora… e ancora…

Dopo quasi dieci anni da “Il Divo” ( 2008), dedicato alla figura di Andreotti,  Sorrentino centra l’obiettivo della sua macchina da presa su Berlusconi, forse una delle figure umane, imprenditoriali e politiche più interessanti di questi ultimi anni.

Ne ha ricavato due film : “Loro 1”  e “Loro 2” di complessivi oltre 200 minuti, che forse potevano essere riuniti in un’unica pellicola e che comunque andrebbero visti uno dopo l’altro.

Splendida, come sempre, la fotografia di  Luca Bigazzi e ottimo il cast dei bravissimi attori che caratterizzano con cura e autenticità i diversi personaggi, a cominciare  da Toni Servillo nella parte sia di Berlusconi che di Ennio Doris.

Bravi anche  Riccardo Scamarcio (Sergio Morra), Elena Sofia Ricci (Veronica Lario), Kasia Smutniak (Kira), Fabrizio Bentivoglio (Santino Recchia) e un’interessante Alice Pagani  nel particolare ruolo di Stella.

Citiamo ancora, pur in ruoli minori, Giovanni Esposito (Apicella), Ugo Pagliai (Mike Bongiorno) , Ricky Memphis (Riccardo Pasta), Mattia Sbragia (Fedele Confalonieri) e Max Tortora (Martino).

Autore: Giuseppe Ardizzone

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