E’ morta Isabella Biagini, showgirl di prima grandezza e dalla vita a lei avversa

  

La scomparsa di Isabella Biagini

 

Morta a Roma, sua città natale, a 74 anni e in indigenza

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E’ morta Isabella Biagini, all’anagrafe Concetta Biagini (Roma, 19 dicembre 1943 – Roma, 14 aprile 2018), attrice cinematografica, showgirl e imitatrice di prima grandezza, ma dalla vita a lei avversa

« Lei era la supermaggiorata. Lei era lei. Prodotto made in Italy di una sensualità dirompente, anni Sessanta: schiettamente carnale ma priva di ambiguità; simbolo di un erotismo domestico che si poteva immaginare con i capelli odorosi di ragù, le unghie con lo smalto rossofuoco smangiucchiato dal bucato, lo sguardo rassicurante di una femminilità un po’ ottusa che celebra sé stessa. »
(Maria Stella Conte, “La Repubblica”)

Corpo appesantito dai farmaci e dal cibo che si rimedia. Sguardo severo, seducente, risentito. Carriera già al declino, talento ancora intatto: capace di intrattenere nuovi amici (i ‘vecchi’ erano spariti dopo la morte di Enrico Simonetti) alternando ‘buffonerie’ da grand bourlesque a lacrime amare di madre angosciata per la sorte della figlia assegnata ad ‘una comunità’… Si cenava spesso in una fragorosa osteria di Piazza Vittorio, inizio anni novanta,  in un ambiente metà bohemien, metà ladrone. Più di una volta ebbi voglia di abbracciarla e proporle di venir via…. Ma seppi darmi un contegno…(che più non darei).

(Angelo Pizzuto, “PrimaFila”)

 

Da ragazzina viene notata dal regista Michelangelo Antonioni, che le affida una piccola parte nel film Le amiche (1955).

Il passaggio alla televisione è avvenuto in occasione di un concorso per annunciatrici in cui, sfoggiando un look da fatalona svampita, ha provocato tanta confusione e ilarità che, il giorno dopo, è stata scritturata per un ruolo comico.

Negli anni Sessanta e Settanta Isabella Biagini ha recitato in numerosi film della Commedia sexy all’italiana, al servizio di registi quali Luciano Salce, Steno, Mariano Laurenti, Bruno Corbucci, Fernando Di Leo, Joe D’Amato e molti altri, in cui ha incarnato spesso lo stereotipo dell’oca giuliva, ossia della bellona bionda e procace, ma superficiale e svampita.

Contemporaneamente per la RAI ha preso parte a diversi varietà televisivi, tra cui la commedia musicale Non cantare, spara (1968), con il Quartetto Cetra, Bambole, non c’è una lira (1978) e C’era una volta Roma (1979), rivelando una notevole versatilità e un’attitudine ironica e dissacrante e segnalandosi per la bravura nelle imitazioni, tra le quali spicca quella di Mina.

Divenuti sempre più rari gli impegni di lavoro, anche a causa della non sempre costante affidabilità professionale e della forte umoralità, la sua popolarità ha subito una flessione, confinandola nell’ambito dello spettacolo di cabaret e delle TV locali.

Nel 1984 avviene il suo rientro televisivo coi programmi Cari amici vicini e lontani con Renzo Arbore e TV Story con Walter Chiari.

Nel 1992 ha fatto scalpore la sua decisione di prendere parte al programma Agenzia matrimoniale in veste di cuore solitario: in quell’occasione l’attrice fu infatti accusata di volersi fare pubblicità in un momento di declino professionale.

Isabella Biagini ha avuto una vita privata aspra e tormentata, segnata da lutti, da due matrimoni falliti (dal primo dei quali nacque la figlia Monica, morta nel 1998) e da relazioni tormentate.

Nel 2016 viveva con una pensione di 700 euro al mese; nel gennaio 2017 è stata prima sfrattata (l’abitazione venne peraltro colpita da un incendio, secondo l’attrice doloso, il giorno prima dello sfratto) e poi investita da una macchina mentre cercava di raggiungere il suo cagnolino, come ha riferito in un videomessaggio per la prima puntata di Pomeriggio Cinque, programma condotto da Barbara d’Urso.

Autore: Redazionale

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