L’ultima cena secondo Manfrè. Il Teatro della Persona al Katane Hotel

,   

L’ultima cena secondo Manfrè. Il Teatro della Persona al Katane Hotel

Insolita cornice per un teatro di persone tra persone. E’ la formula cara a Walter Manfrè, regista raffinato dal taglio psicosociologico intimista, che serve “La Cena”, dai risvolti imprevedibili, su una grande tavola a cui siedono, in assoluta prossemicità, fiato a fiato, i commensali, attori e spettatori, secondo la formula: tutti insieme, tutti coinvolti in questo rito. La dislocazione, la vicinanza dei corpi, assumono così una dimensione di inedito spessore drammaturgico e di inevitabile impatto emotivo.

Sotto gli occhi degli impotenti spettatori, la cui “parte” consiste in una partecipazione passiva, ma non certo indifferente, scorrono le vicende contorte e maleodoranti di un padre predatore e di una figlia che ha cercato di liberarsi dal giogo fuggendo. Legami malati, torbidi, su cui si giocano le vite di ciascuno dei commensali, anche le nostre, toccate dalle vibrazioni mefitiche dei personaggi, materiche emanazioni di esistenze possibili che ci sfiorano. L’ umana appartenenza affonda il suo artiglio nel tradizionale effetto catartico.

La cena è consumata per il ritorno della figlia, accompagnata dal suo uomo. Su questo rito benevolo, nutritivo, conviviale, cala la mannaia della violenza subdola e insinuante del genitore possessivo, geloso, crudele che sviluppa tensioni insostenibili. Relazioni pericolose, perversioni tra vittime, carnefici e salvatori, durante un’effimera cena dove il cibo diventa punitivo, tra squallidi brodini e fredde patate al forno, sulla tavola delle verità taciute, negate, violate, castrate, fino all’amaro epilogo dove tutti si spogliano, anche la tavola, divenuta altare sacrificale, che man mano si sveste dei suoi commensali in action, ancora sotto effetto desco-strong.

“Un’esperienza impegnativa, ma interessante interpretare accanto allo spettatore”, dirà fuor di scena Andrea Tidona, un padre perfettamente in ruolo, come del resto la figlia, la trepidante Chiara Condrò, l’efficacemente mediocre genero, il criptico maggiordomo. Un cast calibrato, coeso e difforme al tempo stesso, per un coinvolgente Teatro della Persona, come è stato definito da Ugo Ronfani il percorso del regista.

Proposto dal Piccolo Teatro della Città, l’evento è un’esperienza da percorrere, insieme a Manfrè e ai suoi calzanti interpreti.

*****

LA CENA

di Giuseppe Manfridi

Regia di Walter Manfrè

Con

Andrea Tidona, Chiara Condrò, Stefano Skalkotos, Cristiano Marzio Penna

Al Katane Hotel di Catania fino al 18 Febbraio

Autore: Anna Di Mauro

Condividi