‘Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte’ al Teatro Elfo Puccini di Milano: come raccontare temi dolorosi con leggerezza e comicità

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‘Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte’ al Teatro Elfo Puccini di Milano: come raccontare temi dolorosi con leggerezza e comicità

@ Amelia Natalia Bulboaca (19-05-2021)

Il Teatro d’arte contemporanea Elfo Puccini riaccoglie il pubblico dopo la lunga interruzione pandemica, riproponendo uno dei suoi più grandi successi: ‘Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte’ è la riduzione teatrale operata da Simon Stephens a partire dal best-seller di Mark Haddon, ‘The Curious Incident of the Dog in the Night-Time’. Lo spettacolo si sa, ha già vinto tanti premi (tra cui sette Laurence Olivier Awards anche come migliore opera teatrale e quattro Tony Awards) e l’accurata regia di Bruni e De Capitani ne hanno assicurato il successo anche presso il pubblico italiano, soprattutto quello più giovane.

Cristopher Boone, il protagonista, interpretato dal talentuoso Daniele Fedeli, è un adolescente con un disturbo dello spettro autistico che fa fatica a relazionarsi con le altre persone. Ha difficoltà soprattutto con le metafore e con il contatto fisico. Odia il giallo ma ama il rosso e tutto ciò che ha a che fare con la matematica e le scienze esatte. Infatti, come spesso accade (anche se è un cliché per certi versi fuorviante aspettarsi che tutte le persone affette da queste malattie siano dei geni, quasi fosse un imperativo categorico che imponiamo loro), Cristopher ha un quoziente d’intelligenza molto alto che gli consentirà di superare brillantemente esami molto difficili. Non solo, grazie alla passione per le avventure di Sherlock Holmes e alla sua intraprendenza, riuscirà a smascherare l’assassino di Wellington, il cane della vicina di casa, la signora Shears, anche se ciò che scoprirà gli sconvolgerà tutte le sicurezze e la vita come l’aveva conosciuta fino all’età di quindici anni.

Numerosi sono i temi e i difficili snodi esistenziali evocati da questa scrittura. C’è l’universo dell’adolescente a-normale o ‘diversamente normale’ (come ci piace dire oggi inflazionando la categoria semantica della diversità fino a renderla praticamente superflua) alle prese con le problematicità legate al contatto e alla comunicazione con i suoi stessi genitori e con il mondo circostante. Ci sono poi le difficoltà degli adulti che lo circondano, che sembrano faticare ancora più di Cristopher a stabilire relazioni serene e che, al contrario, vediamo votati a fallire incessantemente e a provocare il male in tutte le sue declinazioni: abbandono, tradimenti, e persino il crimine. Tutto questo è raccontato con grande leggerezza e comicità, anche se non mancano scene dall’intensità catartica – quelle scene cioè che fanno del teatro il tempio della religiosità laica e che, purtroppo, vediamo sempre più raramente sui palcoscenici. Una scena che ci è sembrata davvero riuscita e costruita con grande maestria registica è quella in cui Cristopher viene a conoscenza del segreto della madre. Lo vediamo contorcersi nel dolore più atroce che ci sia: quello dell’abbandono. Il suo urlo squarcia la maschera di tutte le mediocri ipocrisie degli adulti ‘normali’, capaci di commettere l’orrore a sangue freddo.

Eccellente interpretazione di tutta la storica compagnia dell’Elfo, tra cui una sempre empatica e soave Elena Russo Arman che qui troviamo nei panni Siobhan, l’insegnante che incoraggia Cristopher a scrivere la sua storia. Bravo ed empatico Davide Lorino che recita la parte di Ed, il papà di Cristopher, alle prese con tanti segreti inconfessabili e con un rapporto – quello con il figlio – di grande tenerezza e amore.

La scenografia è minimalista ma riesce ad animarsi grazie alle proiezioni video di Francesco Frongia e ai bellissimi disegni in bianco e nero del poliedrico Ferdinando Bruni. La scrittura drammaturgica si rivela efficace soprattutto nella prima parte mentre nella seconda si allunga perdendo d’intensità. Spettacolare il numero cabarettistico sul teorema di Pitagora che conclude lo spettacolo tra scrosci di applausi ben meritati.

LO STRANO CASO DEL CANE UCCISO A MEZZANOTTE

di Simon Stephens dal romanzo di Mark Haddon
traduzione di Emanuele Aldrovandi
regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
scene di Andrea Taddei, costumi e disegni di Ferdinando Bruni
maschere Saverio Assumma
musiche originali TehoTeardo
movimenti scenici Riccardo Olivier e Chiara Ameglio di Fattoria Vittadini
video di Francesco Frongia
luci Nando Frigerio, suono Giuseppe Marzoli
con Corinna Agustoni, Cristina Crippa, Elena Russo Arman, Ginestra Paladino, Debora Zuin, Nicola Stravalaci, Daniele Fedeli, Davide Lorino, Marco Bonadei, Alessandro Mor
assistente alla regia Alessandro Frigerio
assistente scene costumi Roberta Monopoli
assistenti tirocinanti Accademia di Brera scene-costumi Luna Aulehla, Silvia Pagano, Leonardo Locchi
coproduzione Teatro dell’Elfo e Teatro Stabile di Torino
questo spettacolo è presentato per gentile concessione della Warners Bros. Entertainment
Spettacolo sostenuto nell’ambito di NEXT 2018/19

Autore: Amelia Natalia Bulboaca

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