Le “Thermoplastiche” di Vincenzo Sanfilippo: una personale su Apocryphal Gallery

, ,   

Le “Thermoplastiche” di Vincenzo Sanfilippo: una personale su Apocryphal Gallery

«THERMOPLASTICHE» é la sedicesima mostra personale organizzata da Apocryphal Gallery. I lavori dell’artista Vincenzo Sanfilippo saranno visibili fino al 29 gennaio 2021 solo su Instagram nel profilo: @apocryphalgallery della galleria. Era il 10 marzo del 2020 – scrive Mario Nalli, artista – quando il covid 19 ci ha chiuso in casa. Allora, poiché gli artisti in questo periodo non avrebbero avuto la possibilità di esporre, ho pensato di mettere a disposizione questa galleria virtuale e dare visibilità a opere di “piccolo formato”. Mi sono chiesto: posso fare delle mostre? E dove posso renderle visibili? Qual’è piattaforma social più idonea se non Instagram? Per tale ragione ho messo a disposizione degli artisti questo mezzo per non fermare l’esperienza espositiva. Lo scopo dell’Apocryphal Gallery è di esaltare uno spazio irreale falsando la percezione e la visuale in piani diversi fuori dal comune e le dimensioni dell’opera, sottolineandone tutte le sue peculiarità. Chi usufruisce, vedrà le opere diversamente dal solito”. Lo stesso autore Vincenzo Sanfilippo così scrive: “Siciliano fin nel midollo, anche se mi sono formato e vissuto a Roma, conservo nel mio lessico il sentire della città natale, la civitas barocca di Catania. Il mio è stato un lungo apprendistato professionale accanto alla vicinanza di grandi maestri, divenuti poi amici. Con loro ho condiviso tempo e dettagli, armonie/disarmonie e progetti, idee e affinamenti, maturati nel corso di una attività succinta ma vissuta in una costante ricerca sia di linguaggio concettuale, sia strumentale. Modello con artigianalità materiali per definizione sfuggenti e instabili. Ma tutti, quasi tutti, i materiali per me sono una possibilità di meraviglia. Considero anche la scrittura un ‘materiale’ efficacissimo, ma spesso tralascio parole e concetti per esprimermi con una linea, uno schizzo, una macchia di colore. Certamente nei miei lavori affido alla capacità del disegno progettuale la valenza narrativa ed evocativa della materia prescelta per realizzare le opere attraverso la poetica della ‘concettualizzazione dei materiali’.

Mi piace assemblare forma e sentimento di suggestioni d’immagini evocanti anche un complesso substrato letterario elevato all’unicità e dignità dell’opera d’arte realizzata come pura occasione di esplorazione e riscatto. Pertanto, mi reputo uno sperimentatore criticamente educato alla pittura e alla scultura e pronto a sconfinare anche nella celebrazione dell’azione, pronto a dipingere mentre si svolge la rappresentazione performativa della installazione quale esigenza emergente di una ampliata collocazione spaziale delle opere.

Apocryphal Gallery da un’idea di Mario Nalli

Inaugurazione 19 gennaio 2021 ore 19:00 e fino al 29 gennaio 2021

Solo su Instagram: @apocryphalgallery

Info: apocrifagallery@gmail.com

Breve nota biografica:

Artista interdisciplinare, saggista di teatro e arte contemporanea. Nato a Catania nel 1947, dopo gli studi classici, mi trasferisco nel 1966 a Roma, dove in Accademia di Belle Arti – docenti Nello Ponente e Toti Scialoja – conseguo nel 1971 la Laurea in Discipline dello Spettacolo e Progettazione Scenica. In quegli anni di formazione partecipo al clima della ricerca artistica e letteraria italiana di quel periodo, condividendo esperienze e progetti con alcuni artisti della Scuola Romana e del Teatro Laboratoriale. L’esercizio della pittura, le scenografie, le sculture, le installazioni, le performance teatrali, mi conducono all’ampliamento di contaminazioni narrative che, dalla tradizione, si evolvono innestandosi nella più viva attualità. Contemporaneamente negli anni ‘80/’82 collaboro da Roma nel nuovo gruppo redazionale del “Giornale del Sud” creato e diretto da Giuseppe Fava, commediografo-saggista e sceneggiatore italiano. Continuo con La Gazzetta del Sud e attualmente con il giornale di cultura Scénario – www.inscenaonlineteam.net. In questo intreccio di vita e lavoro tra arte e critica d’arte, tra teatro e spazio scenografico, costruisco le ragioni d’essere della comune opera, elaborando una originale poetica che fa del sedimento della memoria creativa una vocazione.

Autore: Redazionale

Condividi