La solitudine, il più letale dei virus

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La solitudine, il più letale dei virus

@ Maximilian Nisi (30-10-2020)

Maximilian Nisi

Stiamo cercando di individuare le date per recuperare il nostro spettacolo su ‘Giuda’ al Teatro Lo Spazio di Roma, rinviato a seguito del Dpcm del 24 ottobre scorso. A breve sapremo se sarà possibile riprenderlo, non perché vada assolutamente fatto o visto, ma semplicemente perché credo che sia giusto e sano farlo.

Voglio credere che le comunicazioni ministeriali di questi giorni, atte a limitare il più possibile l’esposizione al virus, contenendone così la diffusione, siano state fatte da persone consapevoli di ciò che significano.

Il momento è sicuramente di nuovo molto critico, ho parecchi amici positivi al covid, attualmente in quarantena nelle loro case. Non sappiamo ancora se e come la situazione si evolverà. Capisco il timore di coloro che hanno deciso di chiudere per la seconda volta teatri, cinema e centri culturali, impedendo qualsiasi tipo di attività congregativa, malgrado i rigidi protocolli fossero stati tutti rispettati: distanziamento, sanificazione degli ambienti, entrate scaglionate, obbligo di mascherine e pubblico ridotto. Il teatro era diventato un luogo sicuro, forse uno dei più sicuri, un luogo che certamente non avrebbe contribuito a moltiplicare il contagio, come d’altra parte le statistiche dell’Agis avevano già evidenziato. Gli sforzi che stavamo facendo, come sempre in solitudine, con grande spirito di sacrificio e rinnovato senso di responsabilità sono stati resi vani.

È stato previsto un “ristoro”. Si spera che questo arrivi “entro la metà novembre”, come promesso e magari assieme a tutti gli arretrati non ancora percepiti. Ma non basta. Credo sia a questo punto lecito aspettarsi, quando l’emergenza sarà finita, un rilancio significativo del nostro settore, in termini di progetti mirati e finanziamenti equi rivolti non solo ai soliti pochi, che sono, poi, quelli che ne hanno meno bisogno.

Ci sono state diverse manifestazioni nelle principali piazze italiane. Parteciparvi, indossando la mascherina e mantenendo la debita distanza interpersonale, è stato un dovere, oltre che un diritto. Molti addetti ai lavori l’hanno fatto finalmente coesi e uniti in presenza anche di altri cittadini, perché questo problema non riguarda soltanto gli artisti. Il diritto alla cultura è sancito dalla nostra Costituzione in modo deciso e appartiene a tutti. Spesso ce ne dimentichiamo e dimentichiamo anche il ruolo centrale che l’Italia nei secoli con la sua cultura ha avuto nel mondo.

So che molte persone pensano che il teatro non sia necessario e che in questo frangente noi teatranti dovremmo mettere i nostri remi in barca. Io l’ho fatto nel primo lockdown ma ora quel che sento è diverso. Ritengo che il teatro, come qualsiasi altra forma d’arte, mai come in questo momento possa essere importante: può purificare pensieri e spirito, può aiutare ad elaborare il dolore e può farci uscire dalla solitudine, quel virus altrettanto letale che lentamente ci sta uccidendo.

Autore: Maximilian Nisi

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