Carbonio Editore presenta ‘Buio’ di Anna Kańtoch, analisi ipnotica e fantascientifica su omosessualità femminile e incesto

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presenta

Anna Kańtoch

Buio

Collana Cielo stellato
Traduzione di Francesco Annicchiarico
(pp. 192, € 16 – eBook € 8.99)

In libreria e online in formato digitale

Un romanzo che avrebbe fatto la gioia di Sigmund Freud

“I miei ricordi di Buio sfociano tutti in un’assolata eter­nità, in cui noi giochiamo liberi dai vincoli del tempo.”

Polonia, 1935. Una donna senza nome, narratrice della storia, viene dimessa da un sanatorio per malati di nervi sul Baltico. Giunta a Varsavia con il fratello maggiore presso cui è ospite, la donna continua a essere in balìa del suo tempo interiore in cui gli eventi non fanno altro che confondersi tra loro.

Ciò che crede reale lo è davvero?

O è, invece, il frutto di una nostalgia ossessiva del passato quando non presagio di un futuro ancora da compiersi?
L’unico posto in cui la donna vorrebbe ritirarsi, nell’auspicio di trovarvi requie e risposte, è Buio, la residenza di campagna di famiglia, il rifugio dell’infanzia, teatro però dell’oscura morte, accaduta vent’anni prima, di Jadwiga Rathe, un’affascinante attrice, venuta in visita nella tenuta per posare come modella del padre della protagonista, rinomato oculista dell’epoca, col pallino della pittura.

Grazie a una setta di spiritisti che la avvicina e la convince a indagare su quanto successo, la donna senza nome riuscirà a tornare a Buio, confrontandosi con una se stessa bambina che non conosceva e una famiglia non così idilliaca come ricordava, finché una scioccante verità si farà strada tra le mille proiezioni e invenzioni dell’io, aprendo scenari del tutto inaspettati.

Con una scrittura ricercata e nitida, una sapienza compositiva e sensibilità naturalistica notevolissime, Anna Kańtoch costruisce una trama audace, torbida e ipnotica, che richiama le atmosfere di Thomas Mann e Anaïs Nin.
Un romanzo che si presenta come un noir, ma pagina dopo pagina, si schiude a svariate, sorprendenti interpretazioni: una storia di iniziazione sessuale, un’esplorazione del proprio Io, un classico dell’orrore, persino un esperimento fantascientifico. 

Perturbante rondò psicanalitico sulle mistificazioni della memoria, le contorsioni dell’identità, sull’implacata dialettica attorno al vero-verosimile-falso, dove il tempo assume un ruolo prominente a volte correndo in avanti, a volte ritraendosi vertiginosamente, Buio è un’investigazione tanto discreta quanto incisiva su argomenti tabù come l’omosessualità femminile e l’incesto, da cui trapela un non detto che grida la sua oscena verità.

HANNO DETTO:

«Nel nuovo romanzo di Anna Kańtoch ritroviamo una storia impossibile da racchiudere dentro un’interpretazione univoca, presentata con una lingua raffinatissima.»

ksiazki.wp.pl  

«Lo stile di Anna Kańtoch riflette la maturità di un’autrice
che ha fiumi di pagine alle spalle e una curiosità mai sazia
nel raccontare nuove storie e affrontare nuovi temi.»
PoloniCult  

«È un libro che intriga e inquieta e più di una volta inganna ricompensando poi la fiducia con momenti pieni di intimità.»

kawerna.pl

 

LAUTRICE

Nata a Katowice nel 1976, arabista di formazione, Anna Kańtoch è esponente di punta del gruppo letterario “Harda Horda” – che riunisce alcune tra le autrici fantasy polacche più influenti e innovative. Ha pubblicato dodici romanzi e numerosi racconti, spaziando dal noir alla fantascienza, dallo steampunk al giallo, fino alla young-adult fiction. Con Buio ha vinto il premio Żuławski, il massimo riconoscimento critico per la letteratura fantastica del suo Paese.

Autore: Redazionale

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