‘La vita straordinaria di David Copperfield’ di Armando Iannuccio, ovvero come il cinema anticipa il presente

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La vita straordinaria di David Copperfield di Armando Iannuccio, ovvero come il cinema anticipa il presente

@ Amelia Natalia Bulboaca (08-10-2020)

Basato sul romanzo di Charles Dickens, il film del regista candidato all’Oscar Armando Iannucci non è l’ennesima trasposizione cinematografica di un classico della letteratura mondiale. Ciò che contraddistingue il disegno registico di Iannucci è la scelta di portare alla luce le «scene spassose del romanzo», laddove tradizionalmente gli adattamenti erano calati nell’atmosfera tipicamente austera dell’epoca vittoriana e facevano leva sugli elementi drammatici della storia. Ecco che un insolito cambio di prospettiva, un nuovo sguardo capace di cogliere il lato umoristico della vicenda è capace di rimescolare le carte in tavola e di restituire una storia sorprendente, che parla al pubblico del ventunesimo secolo con la freschezza e la briosità di un rinnovato linguaggio filmico e culturale. Merito anche dei brillanti attori che scuotono l’impostazione mentale eurocentrica del pubblico: un cast che, per esplicito desiderio di Iannacci, è davvero il «più eterogeno possibile», con buona pace di chi inarcherà qualche incredulo e risentito sopracciglio: dal candidato all’Oscar Dev Patel (già noto per il ruolo da protagonista nel film The Millionaire) nel ruolo di David, a Tilda Swinton (Leone D’oro alla carriera alla 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia) che riveste i panni di Betsey Trotwood, l’eccentrica zia di David, all’ormai famosissimo ed eclettico Hugh Laurie che qui interpreta Mr. Dick, lo stravagante cugino alla lontana della zia. Per Rosalind Eleazar, attrice teatrale e televisiva, chiamata a rappresentare Agnes, la figlia diMr. Wickfield (Benedict Wong), si tratta del debutto sul grande schermo.

Il film risulta coraggioso sotto ogni aspetto, dal dinamismo a dir poco spumeggiante, comico e a tratti anche surreale: David vede i candidi riccioli di Dora, della quale si era perdutamente innamorato, persino sulle nuvole, sulla testa dei cocchieri o sulle cupole degli edifici. Infatti, ricorda il regista, «ci sono dei momenti che rasentano la slapstick comedy, come quando David inizia il tirocinio nello studio legale e deve scendere a patti con le scricchiolanti assi del pavimento», ma non mancano neanche gli elementi di pura poesia, per quanto inseparabili da una debordante ilarità: Mr. Dick non riesce a distogliere il pensiero dalla testa decollata di Carlo I e dalle sue ultime parole al punto da annotarle compulsivamente. Su istigazione di David, le strisce di carta sono incollate su un aquilone che, librandosi nell’aria, affranca la mente dall’ossessione monomaniacale – logos fluttuante, parole risucchiate dal cielo, levità che guarisce.

A questo film va il merito di aver portato alla luce lo spirito contemporaneo nella scrittura di Dickens, reinterpretando un grande classico, anzi rendendolo un evergreen proprio grazie alla riuscita scommessa di leggerlo in chiave attuale: gli attori non solo riflettono il cosmopolitismo delle nostre metropoli ma, cosa assai più rilevante, i ruoli assegnati sono capaci di stravolgere le false sicurezze del pubblico abituato a essere rassicurato nei suoi inveterati pregiudizi che a loro volta si reggono su inaccettabili e stantii stereotipi (di genere, di classe, di provenienza etnico-religiosa e così via). Il film racconta certamente l’Inghilterra vittoriana ma su un altro livello è anche l’affresco della nostra società di oggi e della società che verrà, i cui cittadini dalle multiple e complesse radici culturali avranno, auspicabilmente, uguali opportunità e non saranno più emarginati e guardati con sospetto. Da questo punto di vista, il film è una sfida lanciata anche all’industria cinematografica, nella quale attori di colore o appartenenti alle cosiddette minorità etniche difficilmente ottengono ruoli da protagonisti e spesso e volentieri devono recitare la parte di elementi deboli, di immigrati o di altre categorie di sfruttati e sottomessi, andando a rafforzare proprio quegli stereotipi che avrebbero dovuto invece demolire.

Una parola, infine, sui costumi: non vedrete i tipici completi dai toni tradizionalmente cupi e smorti dei consueti adattamenti dickensiani. Vedrete invece una Tilda Swinton indossare abiti che hanno la vaporosità pastello dei macarons, a sottolineare la necessità di ribaltare e stravolgere gli schemi fissi e l’immaginario visivo di chi guarda. Poiché ogni storia cambia ogni volta che cambia la voce, il tono, e le intenzioni intime di chi, raccontandola si racconta – non a caso il film inizia e si chiude con un David Copperfield diventato scrittore famoso che sale sul palcoscenico di un teatro (immortale metafora della vita di shakesperiana memoria) per tramandare la sua storia, dalla sua viva voce.

LA VITA STRAORDINARIA DI DAVID COPPERFIELD

Titolo originale The Personal History of David Copperfield

Data di uscita 16 Ottobre 2020 (Italia) 28 Agosto 2020 (USA)

Genere Drammatico , Commedia

Anno 2019

Regia Armando Iannucci

Attori Gwendoline Christie, Ben Whishaw, Tilda Swinton, Sophie McShera, Hugh Laurie, Dev Patel, Aneurin Barnard, Benedict Wong, Peter Capaldi, Rosalind Eleazar, Morfydd Clark, Bronagh Gallagher, Darren Boyd, Anthony Welsh, Ruby Bentall, Aimee Kelly, Nikki Amuka-Bird, Adam Darlington, Lynn Hunter

Paese Regno Unito, USA

Durata 119 Min

Distribuzione Lucky Red

Autore: Amelia Natalia Bulboaca

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