Teatro Menotti Milano | Interpretare il futuro. La stagione 2020-21

  

 

LA STAGIONE 2020 | 2021

 

La Stagione 2020|2021 del Teatro Menotti, 15 titoli tra produzioni e spettacoli ospiti, 1 Focus su La Ruina, 1 premio teatrale (Scintille 2020) rivolto alle giovani compagnie under 35, per oltre 110 alzate di sipario.

Nel 1972 gli astronauti dell’Apollo 17 fotografarono per la prima volta la Terra vista dallo spazio.

Un’immagine di straordinaria bellezza, finalmente non simulata, di un pianeta sospeso tra l’immensità dello spazio e l’inafferrabilità del tempo.

Per la prima volta guardarsi dal di fuori non era una metafora poetica, ma una realtà oggettiva.

In questo periodo difficile in cui siamo chiamati a sfide individuali e condivise, in cui l’io deve coincidere con il noi,  l’ immagine della Blu Marble è tornata inevitabilmente alla mente a ricordarci che siamo gli abitanti fragili di un pianeta fragile sommerso nel blu.
Abbiamo scelto questa immagine come manifesto del secondo capitolo della stagione 2020/2021 che si occuperà dei temi legati alla crisi ambientale, sociale e culturale del Pianeta Blu, attraverso spettacoli, letture sceniche, proiezioni cinematografiche, incontri, per un’attività che invaderà il teatro quotidianamente.

Metteremo in scena i capolavori della letteratura contemporanea che hanno raccontato il controverso rapporto tra la Terra e i suoi abitanti. Dall’analisi spietata e poetica di Jonathan Safran Foer sulla “casa in fiamme” che non riusciamo a salvare in Possiamo salvare il mondo prima di cena, ai viaggi temporali e surreali di Kurt Vonnegut e il suo capolavoro Mattatoio n.5, al cult generazionale Guida Galattica per gli Autostoppisti, alla penna dissacrante e divertita di Ennio Flaiano con il suo Marziano a Roma.

Autori ed opere, parole e suoni per misurare la temperatura del nostro pianeta.
Ad arricchire il cartellone la compagnia catalana Agrupación Señor Serrano con l’esplorazione senza mappa sulla verità.

E se il futuro appare incerto ed oscurato, abbiamo comunque deciso di rivolgere lo sguardo sul presente, concentrarci sui singoli passaggi e invitare il pubblico a seguirci attraverso i capitoli di questa lunga, complicata e affascinante stagione teatrale che proseguirà a gennaio con il CAPITOLO 3.

Saverio La Ruina e il suo teatro potente e necessario, Milvia Marigliano e la vita e i versi di Alda Merini, l’irriverenza di Shakespeare raccontato in 90 esilaranti minuti, la comicità dissacrante e sempre attuale degli Uccelli di Aristofane, la controversa storia della “saponificatrice di Correggio” in  Mater Dulcissima, i monologhi e le canzoni indimenticabili di Gaber in Far finta di essere sani e la poesia contemporanea della rock star americana Bruce Springsteen, portata in scena da Mariangela D’Abbraccio.

Mai come in questa fase ci siamo resi conto di come il teatro sia necessario. L’abbiamo visto negli sguardi emozionati, nella notte tra il 14 e il 15 giugno, quando abbiamo voluto essere il primo teatro ad aprire dopo il lockdown, in un’azione per noi simbolica e concreta.

L’abbiamo visto nella partecipazione convinta e numerosa in occasione dell’avvio estivo di questa stagione teatrale 2020/2021, che abbiamo voluto chiamare Capitolo 1, con la complicità degli artisti a noi più vicini, che hanno animato il cortile di palazzo Sormani, uno dei luoghi più prestigiosi della città.

Lo vediamo e lo ascoltiamo nelle continue richieste di informazioni da parte del nostro pubblico che ci dimostra quotidianamente vicinanza e voglia di ricominciare.

La nostra risposta, contro quell’immobilismo che rischia di essere il virus peggiore, deve essere rispettosa delle regole e dello “stato delle cose” di questa inedita ed imprevista situazione, che ci costringe ad essere più che mai concentrati sul presente, mentre tentiamo di interpretare un futuro che sembra più lontano e sfocato del solito. E il presente significa anche rispetto, consapevolezza e sostenibilità.

Per tutto questo, ma anche per insistere nella ricerca di linee progettuali originali, abbiamo articolato la nostra stagione teatrale 2020/2021 in capitoli autonomi, ognuno con la propria narrazione, ognuno modulato e modulabile rispetto alle diverse situazioni che saranno imposte.

Un marziano a Roma

Il capitolo 2 FRAGILI COME LA TERRA prova ad offrire nuove modalità di fruizione e partecipazione del pubblico nei nostri spazi teatrali, rivoluzionando i contenuti per una ricognizione su un tema universale e ambizioso che mette al centro il pianeta blu e i suoi abitanti.

Sguardi differenti, riflessioni molto serie e semi serie per “prendere la temperatura” alla casa che ci ospita, osservata dal di fuori e dal di dentro. Un viaggio in compagnia di autori “cult” come Jonathan Safran Foer, Kurt Vonnegut, Ennio Flaiano, Douglas Adams che spaziano tra la letteratura, il cinema e l’impegno civile. Spettacoli, letture sceniche, film, eventi collaterali, incontri con al centro le tematiche delnostro “abitare insieme”, mescolate alle estreme suggestioni spazio temporali della fantascienza d’autore.  

Un teatro che si trasforma in osservatorio con percorsi alternativi e non consueti, che intendono rovesciare il rapporto palcoscenico/spettatore verso una condivisione articolata su piani differenti; appuntamenti con modalità, orari e spazi diversificati per consentire al più alto numero di persone di frequentare il progetto, nel rispetto delle norme emergenziali sanitarie.

FRAGILI COME LA TERRA vuole anche essere una risposta alla crisi occupazionale del fare teatro soprattutto nei riguardi delle nuove generazioni con la formazione di una compagnia under 35, il COLLETTIVO MENOTTI, formata da una decina di attori e musicisti professionisti che saranno impegnati lungo buona parte del periodo della  proposta (novembre, dicembre) per le prove e la realizzazione degli spettacoli (anche collaborando alla regia ed alla drammaturgia) delle letture sceniche e delle varie attività collaterali previste dal programma.

Milvia Marigliano ph Bepi Caroli

Uccelli di Aristofane-photo Gianfranco Ferraro

Nel presentare il capitolo 3 della stagione che occuperà il periodo Gennaio/Maggio 2021 ci pare necessaria e doverosa una cautela sostanziale relativa alle decisioni governative e locali che saranno prese rispetto all’andamento della situazione epidemiologica. Non sarebbe rispettoso nei confronti del pubblico, degli artisti, del personale tecnico e organizzativo trascurare o minimizzare gli aspetti legati a quelle che saranno le possibilità e la sostenibilità di un periodo che non può che apparire incerto. In questa incertezza consapevole ci pare più che mai un messaggio forte quello di dedicare ancora più attenzione al presente, che è forse uno degli insegnamenti che ci lascerà questa orrenda esperienza. Sarà necessario guardare con rispetto al futuro, anche quello imminente che abbiamo sempre pensato di poter dominare.

Non si tratta di convivere con il virus – una delle invenzioni mediatiche più odiose – ma di affrontare questa realtà mai vissuta in precedenza, con riguardo attento verso lo STATO DELLE COSE, compresa la nuova sensibilità psicologica individuale e collettiva.

Il teatro, proprio perché spazio della collettività e dell’incontro, deve essere raccontato come un luogo sicuro, senza deroghe, dove per un po’ la qualità dei contenuti dovrà per forza sostituire l’aritmetica dei numeri.

 

Emilio Russo

 

 

STAGIONE  2020|2021

 

 

16 / 17 ottobre

 

Premio Scintille – Il Teatro in vetrina – undicesima edizione

 

Compagnia Chièdiscena, “Presente”

Le ore piccole, “Annunciazione”

Compagnia Gallo/Caria, “Bianca Stella/ ballata per piccole cose”

Operazione M.I.R.O., “MAPERO’”

Compagnia Carnevale, “Per un sorso di tè dopo un pezzo di pane”

Collettivo Nonnaloca, “Vuoi tu”

Officine Porpora, “Cinque sensi non sono una tragedia”

Compagnia Andrea Piazza/Francesco Toscani, “Che cosa sono i morti 

 

CAPITOLO II

 

“Fragili come la terra”

 

24-25-30-31 ottobre | 1° novembre

Produzione Tieffe Teatro Milano                                                                      PRODUZIONE

UN MARZIANO A ROMA   

Regia e adattamento Emilio Russo

Con Milvia Marigliano

 

5 | 15 novembre

Produzione Tieffe Teatro Milano PRODUZIONE

GUIDA GALATTICA PER GLI AUTOSTOPPISTI                        

Con Collettivo Menotti: Giuditta Costantini, Nicolas Errico, Jacopo Sorbini

e Chiara Tomei.

Musiche eseguite dal vivo da Riccardo Dell’Orfano e Davide Benecchi

 

19 | 29 novembre                                                    

Produzione Tieffe Teatro Milano PRODUZIONE
MATTATOIO N.5                                                                                                                          

Con Collettivo Menotti: Giuditta Costantini, Nicolas Errico, Jacopo Sorbini

e Chiara Tomei

 

2 | 3 dicembre          

Produzione GREC Festival de Barcelona, TeatreLliure, Conde Duque Centro de Cultura Contemporánea, CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli – Venezia Giulia, Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, Zona K, MontyKultuurfaktorij, GrandTheatre, FeikesHuis.
Zona K in collaborazione con TieffeTeatro Milano

THE MOUNTAIN

Regia di Àlex Serrano, Pau Palacios, Ferran Dordal

Con Anna Pérez Moya, Àlex Serrano, Pau Palacios, David Muñiz OSPITALITÀ

 

10 | 20 dicembre

Produzione Tieffe Teatro Milano PRODUZIONE

POSSIAMO SALVARE IL MONDO PRIMA DI CENA

Con Collettivo Menotti: Enrico Ballardini, Giuditta Costantini, Helena Hellwig, Claudio Pellegrini, Martina Sammarco                                   

                                   

 E inoltre…

 

Il cinema in teatro in collaborazione con Cineteca italiana

Un Marziano a Roma, film del 1983 per la regia di Bruno Rasia e Antonio Salines

Eating animals, pellicola nata dall’incontro tra Natalie Portman e Jonathan Safran Foer

Mattatoio n.5, film del 1972 diretto da George Roy Hill

Guida galattica per gli autostoppisti, film del 2005 diretto da Garth Jennings

 

Gli incontri

 

Quando siete felici fateci caso: incontro intorno all’universo di Kurt Vonnegut

 

De Rerum Natura, LUCREZIO: figure nella tempesta. Dialogo con Milo De Angelis, letture di Viviana Nicodemo

 

Ennio Flaiano: un marziano nella cultura italiana

 

 

CAPITOLO III

 

“Lo stato delle cose”

 

FOCUS LA RUINA

19 | 31 gennaio

Con Saverio La Ruina OSPITALITÀ

 

4 | 14 febbraio

Produzione Tieffe Teatro Milano/Khora Teatro/ La Macchina del Suono  COPRODUZIONE

LE OPERE COMPLETE DI WILLIAM SHAKESPEARE IN 90 MINUTI      

Uno spettacolo interpretato e diretto da

Roberto Andrioli, Fabrizio Checcacci, Lorenzo Degl’Innocenti

 

25 febbraio | 7 marzo

Produzione TieffeTeatro Milano            PRODUZIONE

MATER DULCISSIMA                                                                              

Regia di Alessandro Averone

Con Antonio Tintis, Alessandro Averone, Mimosa Campironi, Mauro Mastropietro, Marco Quaglia, Gabriele Sabatini

 

18 | 28 marzo                                                                      

Produzione TieffeTeatro Milano PRODUZIONE

UCCELLI DI ARISTOFANE                                                                                  

Adattamento e regia di Emilio Russo
Con Camilla Barbarito, Giuditta Costantini, Nicolas Errico, Daniele Gaggianesi, Claudio Pellegrini,

Alessia Pellegrino, Claudio Pellerito, Giulia Perosa, Fabio Zulli

                                  

8 | 18aprile                                                                          

Produzione TieffeTeatro Milano PRODUZIONE

In collaborazione con Fondazione Giorgio Gaber

FAR FINTA DI ESSERE SANI                                                                  

Di Giorgio Gaber e Sandro Luporini

Regia di Emilio Russo

Con Andrea Mirò, Enrico Ballardini e i Musica da Ripostiglio

 

6|16 maggio

Produzione Teatro Nazionale di Genova, DEOS, Tieffe Teatro Milano                 COPRODUZIONE

ALDA, DIARIO DI UNA DIVERSA                                                                 

Drammaturgia Giorgio Gallione

Con Milvia Marigliano

 

20|23 maggio

Produzione Nido di Ragno OSPITALITÀ

COME UN KILLER SOTTO IL SOLE

Intorno alle canzoni di Bruce Springsteen

Regia Francesco Tavassi

Con Mariangela D’Abbraccio

 

 

LE PRODUZIONI

 

24-25-30-31 ottobre | 1 novembre

Produzione Tieffe Teatro Milano

 

UN MARZIANO A ROMA

Di Ennio Flaiano

Regia e adattamento Emilio Russo

Con Milvia Marigliano

 

Vi racconteremo di qualcuno che ha fatto il percorso al contrario ed è finito sulla Terra. Da Marte immaginava un pianeta accogliente, placido e blu, così come lo aveva visto da lontano. Quando è arrivato, però, ha trovato ignoranza, caos, superficialità, vanità e indifferenza. Forse un po’ d’amore. Troppo e troppo poco.

Vi racconteremo del suo ritorno nello spazio in silenzio e di nascosto senza nemmeno salutare. Così va la vita.

Nel 1954 Ennio Flaiano scrisse un breve racconto intitolato “Un marziano a Roma” nel quale con surreale naturalezza narrava il singolare, quanto imprevisto, atterraggio sulla terra di una aeronave da cui sbarcava un essere proveniente da Marte. Il tutto avveniva a Roma e precisamente a Villa Borghese.

Quell’idea è diventata in seguito un controverso spettacolo teatrale, un film e addirittura un modo di dire. È un’opera carica di satira sui costumi dell’Italia del dopoguerra e sulle dinamiche culturali della Capitale ed è ancora di enorme attualità.

L’epopea tragicomica di Kunt il marziano si consuma in pochi giorni, parte dal 12 ottobre per concludersi il 6 gennaio del 1954. A fare da controcanto alle disavventure del povero marziano, nella nostra narrazione, saranno le voci di un’intera città, che prima accoglie la novità come una speranza di una possibile vita migliore e poi beffeggia, dimentica e brucia. Le intuizioni visionarie di Flaiano anticipano l’idea di società effimera, omologata e in bilico, tra il reale e l’immaginario, alla vana ricerca di un senso al nulla virtuale che ci circonda.

A dare corpo e voce al coro dei personaggi di Un Marziano a Roma, un’attrice di talento e spessore come Milvia Marigliano.

 

5 | 15 novembre

Produzione Tieffe Teatro Milano

 

GUIDA GALATTICA PER GLI AUTOSTOPPISTI  

Dal romanzo di Douglas Adams

Con Collettivo Menotti: Giuditta Costantini, Nicolas Errico, Jacopo Sorbini e Chiara Tomei.

Musiche eseguite dal vivo da Riccardo Dell’Orfano e Davide Benecchi

 

Vi racconteremo di vagabondi che, esplorando lo spazio, scoprono che alla fine dell’infinito c’è sempre il proprio ristorante preferito. Di nemici potenti come topi, di astronavi perfette su rotte scriteriate. Di robot paranoici. Vi insegneremo come abbandonare il vostro pianeta su astronavi di passaggio e di come un asciugamano vi potrà salvare. Basta non dimenticarlo. Così va la vita.

A distanza di quarant’anni, la guida turistica intergalattica di Douglas Adams continua ad appassionare lettori di ogni età ed estrazione, rappresentando non soltanto una lettura di culto anche tra chi non è appassionato di fantascienza, ma un caposaldo della letteratura contemporanea

Una giovane compagnia, il Collettivo Menotti, mette in scena le esilaranti situazione nonsense, piene di humour britannico e di personaggi assurdi della saga letteraria di Adams. Lo spettacolo sarà ambientato nel Ristorante al Termine dell’Universo dove le parole e la musica s’incontreranno in un grottesco cabaret spaziale.

 

19 | 29 novembre

Produzione Tieffe Teatro Milano                                                 

 

MATTATOIO N.5    

Dal romanzo diKurt Vonnegut                                                                                                              

Con Collettivo Menotti: Giuditta Costantini, Nicolas Errico, Jacopo Sorbini e Chiara Tomei

 

Vi racconteremo del tempo. Di come mette tutti alla prova con gioie e dolori, nel bene e nel male. Di come a volte fa errori, a volte li svela, a volte li nasconde. È il Tempo e può volare. Vi racconteremo di un bizzarro viaggiatore nel tempo. Lui dice che passato, presente e futuro sono sempre esistiti e sempre esisteranno e, per questo, è davvero sciocco che la gente pianga ai funerali. E dice anche che… Così va la vita.

Il Collettivo Menotti porta in scena uno dei capolavori di Kurt Vonnegut, un romanzo di fantascienza ma anche un manifesto anti-guerra. Mattatoio n.5 racconta la storia di Billy Pilgrim, un uomo americano “alto e gracile, e fatto a forma di bottiglia di Coca-Cola” che combatte i tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Prima di essere catturato e trasportato a Dresda dove sarà tenuto come prigioniero, Billy si “stacca” dal tempo, cominciando a muoversi tra le diverse parti della sua vita senza un ordine particolare, viaggiando con un semplice batter d’occhio, senza alcun controllo.

 

10 | 20 dicembre

Produzione Tieffe Teatro Milano

 

POSSIAMO SALVARE IL MONDO PRIMA DI CENA

Dal libro di Jonathan Safran Foer

Con Collettivo Menotti: Enrico Ballardini, Giuditta Costantini, Helena Hellwig, Claudio Pellegrini, Martina Sammarco   

 

Vi porteremo nella casa in fiamme, che è poi la vostra. Vi diremo che non abbiamo troppo tempo da perdere.

Vi racconteremo una storia che non è una buona storia. Una storia che non basta conoscere, ma a cui dobbiamo imparare a credere. Parla del destino di un pianeta che diventa troppo caldo per poter essere abitato, che è poi anche il destino della nostra specie.

Questa storia, ascoltata fino in fondo, ci dice anche che ognuno di noi può agire, può cambiare le cose, invertire la rotta. Forse non lo faremo. Crederci è difficile. Così va la vita.

Jonathan SafranFoer nel suo libro racconta, con straordinario impatto emotivo, la crisi climatica del nostro pianeta e lo fa alternando in modo originale storie di famiglia, ri­cordi personali, episodi biblici, dati scienti­fici e suggestioni futuristiche che saranno portate in scena dalla giovane compagnia Collettivo Menotti.

Una storia non facile da raccontare, un argomento che scuote gli animi, parole e musica potenti, capaci di accompagnare lo spettatore in un viaggio in cui la scienza lascerà il posto alle emozioni.

 

4 | 14 febbraio

Produzione TieffeTeatro Milano/ Khora Teatro/La Macchina del Suono

 

LE OPERE COMPLETE DI WILLIAM SHAKESPEARE IN 90 MINUTI

(In versione abbreviata)

Una commedia scritta da Adam Long, Daniel Singer e Jess Winfield

Uno spettacolo interpretato e diretto da Roberto Andrioli, Fabrizio Checcacci,

Lorenzo Degl’Innocenti

 

Dopo aver debuttato all’Edinburgh Festival Fringe nel 1987 è stato replicato al Criterion Theatre di Londra per nove anni, diventando uno degli spettacoli più conosciuti al mondo.

Una parodia di tutte le opere di William Shakespeare eseguita in forma comicamente abbreviata da tre attori, usando le più svariate tecniche interpretative.

Veloce, spiritoso e fisico, è pieno di risate per gli amanti e soprattutto per gli odiatori di Shakespeare.

Una sfida teatrale ai limiti dell’incredibile: come condensare l’opera omnia del Bardo, 37 opere, in 90 minuti? O raccontare l’Amleto in 43 secondi?

Tutto Shakespeare in 90 minuti è un’immersione leggera e stravagante nel mondo shakespeariano, un omaggio divertito e divertente al grande drammaturgo. La potenza e la poesia dei suoi versi vengono prevedibilmente meno ma lo scopo, in fondo, non è altro che divertire il pubblico, incuriosirlo e svelare il lato comico che si cela anche nelle tragedie più cupe.

Fabrizio Checcacci, Roberto Andrioli e Lorenzo Degl’Innocenti (In ordine rigorosamente di età), dopo tanti anni di amicizia si sono ritrovati ed hanno deciso di unire le loro esperienze nel campo della prosa, musica e commedia dell’arte, e darsi al Bardo!

 

25 febbraio | 7 marzo

Produzione TieffeTeatro Milano

 

MATER DULCISSIMA
Vita, morte e delitti di Leonarda Cianciulli, la Saponificatrice di Correggio

Di Amedeo Guarnieri

Regia di Alessandro Averone

Con Antonio Tintis, Alessandro Averone, Mimosa Campironi, Mauro Mastropietro,

Marco Quaglia, Gabriele Sabatini

Scene Alberto Favretto

Costumi Marzia Paparini
Musiche Mimosa Campironi

Luci Luca Bronzo

 

Lo spettacolo è liberamente ispirato alla vita di Leonarda Cianciulli che, a quasi cinquant’anni dalla morte (1970), resta una delle figure più affascinanti e controverse della cronaca nera della storia recente. Per molti, la «saponificatrice di Correggio» incarna ancora lo stereotipo della strega, della megera, il ritratto del diavolo in persona.

Ma prima che assassina, Leonarda è stata semplicemente donna e madre, nata e cresciuta nell’Italia meridionale, ai principi del Novecento, in una terra intrisa di magia e superstizione, maledizioni e sacrifici propiziatori, dove religione e pensiero esoterico si intrecciano in un groviglio inestricabile.

È il 1930, quando a seguito di un terribile terremoto, Leonarda e la sua famiglia sono costretti a trasferirsi nel piccolo paese di Correggio, al Nord, in un mondo culturalmente e socialmente completamente diverso.

Leonarda ebbe quattordici figli, tredici di essi morirono in culla e la vita del solo superstite divenne per lei un’ossessione, il bene supremo da difendere a tutti i costi. Rileggendo la vicenda sotto questa lente, il personaggio di Leonarda esce dalla cronaca per sprofondare nell’archetipo del mito, quello di una madre decisa a sfidare il destino e la morte per salvare la vita della sua creatura.

Riavvolgendo il nastro del magnetofono di Saporito, il professore del manicomio che la prese in cura nella sua struttura di Aversa, sprofondiamo in una vicenda dolorosa, poetica e grottesca, capace di mischiare fantasia, magia e umorismo nero.

Come un’eroina tipica della drammaturgia di Raúl Damonte Botana, in arte Copi, Leonarda si racconta ora come una bimba ferita, ora come donna in lotta contro una terribile malattia e le nefaste conseguenze della maledizione di sua madre.

 

18 | 28 marzo

Produzione TieffeTeatro Milano

 

UCCELLI DI ARISTOFANE

Adattamento e regia Emilio Russo

Con Camilla Barbarito, Giuditta Costantini, Nicolas Errico, Daniele Gaggianesi,

Claudio Pellegrini, Alessia Pellegrino, Claudio Pellerito, Giulia Perosa, Fabio Zulli

Assistente alla regia Claudia Donadoni

Scene Lucia Rho

Costumi Pamela Aicardi

Luci Mario Loprevite

Interventi di teatro d’ombra della Compagnia Controluce

 

Spettacolo vincitore del Premio Nazionale Franco Enriquez 2019, sezione migliore adattamento e regia.

 

Pisetero ed Evelpide, cittadini ateniesi, decidono di lasciare la polis per andare in cerca di un posto dove trascorrere la vita senza grattacapi, lontano dai meccanismi complicati della vita sociale e istituzionale di Atene.

In un immaginario luogo tra terra e cielo, lontano da noie e dispiaceri, i due realizzano un sogno utopico: quello di una città che rinnovi la perduta età dell’oro, quando gli uccelli, più antichi di Crono e dei Titani, padroni del tempo, erano sovrani di una patria dolce e materna, senza leggi né violenza.

In scena una compagnia di giovani interpreti tra parole e musica in uno spettacolo che restituisce la forza comica e le emozioni della straordinaria e controversa opera del grande poeta ateniese.

Per il racconto/viaggio dei due “profughi” alla ricerca della città e della vita ideale utilizzeremo diversi linguaggi, dal teatro d’ombre, al canto, al movimento all’interno di una scenografia che richiama gli spalti di un teatro antico, specchio della platea reale in un gioco ad incastro tra il tempo e lo spazio”.

 

8| 18aprile

Produzione TieffeTeatro Milano

In collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber

 

FAR FINTA DI ESSERE SANI

Di Giorgio Gaber e Sandro Luporini

Adattamento e regia Emilio Russo

Con Andrea Mirò, Enrico Ballardini e “Musica da Ripostiglio”

 

Sono passati quasi 50 anni, sono tanti. Stupisce e rincuora il fatto che Gaber sia riuscito ad anticipare i tempi. A scrivere la storia prim’ancora che questa fosse presente: terribilmente d’attualità, del resto lui era capace di raccontare la realtà come pochi al mondo, ma – allo stesso tempo – di andare oltre. In Far finta di essere sani tutto questo è ancora più evidente seguendo il filo rosso di canzoni e monologhi dalla tematica certa e forte e ci piace molto l’idea e la possibilità di raccontarlo oggi.

L’ironia si fa più dominante e a volte anche un po’ più aggressiva. Il tema che già trapelava negli spettacoli precedenti è quasi esclusivamente quello dell’“interezza”.

Pare che l’uomo attraversi una fase un po’ schizoide dove a volte il proprio corpo è assai distante da certi slanci ideali. L’analisi, anche se alleggerita dall’ironia, può sembrare pessimistica ma suggerisce la possibilità di abbracciare le più grosse realtà sociali partendo da se stessi.

Gaber/Luporini sottolineano una certa incapacità di far convergere gli ideali con il vivere quotidiano, il personale con il politico. Il “signor G” vive, nello stesso momento, la voglia di essere una cosa e l’impossibilità di esserla. É forte, molto forte lo slancio utopistico.

Chiedo scusa se parlo di Maria, non del senso di un discorso, quello che mi viene, non vorrei si trattasse di una cosa mia e nemmeno di un amore, non conviene.

 

6|16 maggio

Produzione Teatro Nazionale di Genova| DEOS| Tieffe Teatro Milano

ALDA, DIARIO DI UNA DIVERSA
Drammaturgia e regia Giorgio Gallione
con Milvia Marigliano e i danzatori Luca Alberti, Angela Babuin, Eleonora Chiocchini,
Noemi Valente, Francesca Zaccaria
coreografie Giovanni Di Cicco
scene Marcello Chiarenza
costumi Francesca Marsella
luci Aldo Mantovani

 

I sogni, i ricordi, gli amori, la follia. Intrecciando teatro e danza, poesia e biografia, lo spettacolo ci immerge nel mondo, dolente e bellissimo, di Alda Merini.

Conclamata voce tra le più alte e libere della poesia italiana, Alda Merini è un universo ancora da svelare: l’esperienza manicomiale, gli affetti, la maternità, le passioni, la solitudine sono vene in cui scorre il sangue della scrittura.

Alda. Diario di una diversa, con regia e drammaturgia di Giorgio Gallione, è un omaggio lucido e commovente a una donna che seppe attraversare gli abissi della follia. Tra autobiografia e creazione lirica, tra ricordo e allucinazione, il racconto si dipana nei meandri di una storia di vita unica, dolente e bellissima.

Nella vibrante interpretazione di un’attrice del calibro di Milvia Marigliano, l’avventura umana di Alda Merini supera l’iconografia ormai consolidata per tornare restituita a nuova, folgorante verità. Per Giorgio Gallione, il lavoro «è un affresco, una visione, un lucido delirio che attraversa tutta l’opera di questa straordinaria poetessa.

Un universo di contrasti forti, caratterizzato da continui slittamenti emotivi, poetici e stilistici tipici dell’artista». Lo spettacolo è ambientato nel suggestivo spazio mentale creato da Marcello Chiarenza, e procede per quadri, in cui i linguaggi della scena si intrecciano e si fondono.

A far da contraltare e completamento alle visioni della poetessa sono i danzatori Luca Alberti, Angela Babuin, Eleonora Chiocchini, Noemi Valente, Francesca Zaccaria, con le coreografie di Giovanni Di Cicco.

 

LE OSPITALITÀ



 

2|3 dicembre

Produzione GREC Festival de Barcelona, TeatreLliure, Conde Duque Centro de Cultura Contemporánea, CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli – Venezia Giulia, Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, Zona K, MontyKultuurfaktorij, GrandTheatre, FeikesHuis. Con il sostegno di Departament de Cultura de la Generalitat, Graner – Mercat de lesFlors.

 

THE MOUNTAIN

“THE MOUNTAIN” è inserito all’interno della stagione REALITY? di ZONA K.
Lo spettacolo fa parte della collaborazione tra Teatro Menotti e ZONA K.

CreazioneAgrupaciónSeñor Serrano

Regia e drammaturgiaÀlex Serrano, Pau Palacios, FerranDordal

Performance Anna PérezMoya, Àlex Serrano, Pau Palacios, David Muñiz

Musica Nico Roig

Video-programmazione David Muñiz

Video-creazioneJordi Soler Quintana

Spazio scenico e modellini in scala Lola Belles, Àlex Serrano

Assistente di scenografiaMarionaSignes

Costumi Lola Belles

Design di luci Cube.bz

Maschera digitaleRomán Torre

Design di produzione Barbara Bloin

Produzione esecutiva Paula Sáenz de Viteri

Diffusione in Italia Ilaria Mancia

ManagementArt Republic Una

 

C’è un’immagine ampiamente diffusa che ripercorre la storia delle idee: scalare una montagna, superare tutte le difficoltà per raggiungerne la cima e, una volta lì, poter vedere il mondo “così com’è”. Raggiungere la verità e non solo ombre o riflessi. È una bella immagine a tutti gli effetti. Ma è davvero così? Spesso guardando dall’alto non si vede altro che nuvole e nebbia che ricoprono tutto o un paesaggio che cambia a seconda dell’ora del giorno o del tempo. Allora, com’è questo mondo? Come è questa verità? Esiste la verità? È la verità una cima da coronare e basta, o piuttosto un sentiero freddo e inospitale che deve essere continuamente percorso? A The Mountain convergono la prima spedizione sull’Everest, il cui esito è ancora oggi incerto; Orson Welles che semina il panico con il suo programma radiofonico La Guerra dei Mondi; giocatori di badminton che giocano a baseball; un sito Web di fake news; un drone che scruta il pubblico; molta neve; schermi mobili; immagini frammentate; e Vladimir Putin che parla soddisfatto di fiducia e verità.

LA SPEDIZIONE Una rete di idee, storie, immagini, azioni e concetti è alla base del quadro drammaturgico di The Mountain. Con questi materiali, dispiegati in strati che si mescolano creando connessioni inaspettate, lo spettacolo si presenta come un’esplorazione senza mappa sul mito della verità. George Mallory e il Monte Everest. Nel 1924 una spedizione britannica tentò per la prima volta di raggiungere la vetta dell’Everest. È stata un’avventura favolosa con un finale tragico. Mallory è stato visto l’ultima volta dal campo base a soli 200 metri sotto la vetta quando un banco di nebbia lo ha coperto. Nessuno sa se è arrivato in cima. Perché stava cercando di scalare quella montagna? Ha raggiunto la vetta? Che tipo di verità stava cercando lassù? Cosa certifica che qualcosa è realmente accaduto o no? La voce di Ruth, moglie e filosofa di Mallory, ci guiderà attraverso una riflessione sulla verità fondata sulla tenacia e sull’onestà, sull’affrontare il nostro rapporto con i fatti e le storie attraverso l’amore come asse d’azione. La guerra dei mondi. È stata una trasmissione radiofonica realizzata da Orson Welles nel 1938 basata sul romanzo di H.G. Wells. Il programma ha messo a dura prova la credibilità della radio e la fiducia che il pubblico aveva riposto in essa: migliaia di persone hanno creduto che i marziani stessero attaccando gli Stati Uniti. Quella trasmissione radiofonica, ha rivelato qualcosa sulla vulnerabilità del pubblico di fronte a nuovi media? Questo programma, ci dice qualcosa sul nostro tempo? Cos’è la fiducia e come funziona? La fiducia ha qualcosa a che fare con la verità? Putin, lo showman della verità. Vladimir Putin diventa l’M.C. del pezzo, il maestro di cerimonie. Con uno stile diretto e incisivo, riflette sul senso di verità e di fiducia, sul rapporto tra fatti e storie, sul ruolo dei media nel raccontare la storia, ecc. Putin si avvicina alla verità attraverso la seduzione e cerca di attirarci verso il lato oscuro della verità, verso il sospetto, la sfiducia e l’inganno. Ma perché Putin e non un altro volto? Forse proprio perché è il volto che vogliamo che difenda questo tipo di pensiero, piuttosto che il volto di qualcuno che ammiriamo o a chi ci sentiamo più vicini.

 

 

19|31 gennaio

FOCUS LA RUINA

 

19|24 gennaio

Produzione Scena Verticale

 

MARIO E SALEH

con il sostegno di MIBACT, Regione Calabria

in collaborazione con TMO – Teatro Mediterraneo Occupato di Palermo

scritto e diretto da Saverio La Ruina

con Saverio La Ruina e ChadliAloui

collaborazione alla regia Cecilia Foti

musiche originali Gianfranco De Franco

scene e costumi Mela Dell’Erba

disegno luci Michele Ambrose

audio e luci Mario Giordano

organizzazionegenerale Settimio Pisano

amministrazione Tiziana Covello

promozione Rosy Chiaravalle

 

All’indomani di un terremoto, in una delle tende allestite nei luoghi del sisma, si ritrovano Mario, un occidentale cristiano, e Saleh, un arabo musulmano. La relazione ravvicinata tra i due si evolve tra differenze e agnizioni. Eventi esterni e fatti concreti ribaltano le percezioni che hanno l’uno dell’altro. Le certezze che sembrano farsi strada si ridefiniscono continuamente alla luce di quanto accade tra di loro, sorprendendo loro per primi.

Più che addentrarsi in dispute religiose, lo spettacolo si concentra su fatti del quotidiano attraverso i quali misurare possibili conciliazioni e opposizioni. Oltre alle inevitabili differenze, che possono trovare pacificazione, irrompono avvenimenti dall’esterno che vanno a spezzare gli equilibri tra i due, ridefinendo via via le loro acquisizioni, in uno spiazzamento continuo delle loro certezze.

Incontrare musulmani, migranti e non, è stato come trovarsi di fronte a mondi dentro un mondo più grande, dove tanti islam si inseguono, si differenziano e anche si oppongono fra di loro.

Un argomento che richiede un approccio delicato, dato che scalda gli animi con una virulenza che lascia interdetti e a volte impotenti.

 

26|27 gennaio

Produzione Scena Verticale

 

DISSONORATA

Un delitto d’onore in Calabria
di e con Saverio La Ruina
musiche dal vivo Gianfranco De Franco
collaborazione alla regiae contributo alla drammaturgia Monica De Simone
luci Dario De Luca
organizzazione e distribuzione Settimio Pisano

Premio UBU 2007“Migliore attore italiano” – “Migliore testo italiano”
Premio Hystrio alla Drammaturgia 2010
Premio ETI – Gli Olimpici del Teatro 2007Nomination
“Migliore interprete di monologo”
Premio Ugo Betti per la drammaturgia 2008
“Segnalazione speciale”
Premio G. Matteotti 2007
“Segnalazione della commissione”

Spesso, ascoltando le storie drammatiche di donne dei paesi musulmani, mi capita di sentire l’eco di altre storie. Storie di donne calabresi dell’inizio del secolo scorso, o della fine del secolo scorso, o di oggi. Quando il lutto per le vedove durava tutta la vita. Per le figlie, anni e anni. Le donne vestivano quasi tutte di nero, compreso una specie di chador sulla testa, anche in piena estate. Donne vittime della legge degli uomini, schiave di un padre-padrone. E il delitto d’onore era talmente diffuso che una legge apposita quasi lo depenalizzava.”

Partendo dalla “piccola” ma emblematica storia di una donna calabrese, lo spettacolo offre lo spunto per una riflessione sulla condizione della donna in generale. Parlando del proprio villaggio, parla della condizione della donna nel villaggio globale. Nello spettacolo risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud, di madri, di nonne, di zie, di loro amiche e di amiche delle amiche, di tutto il parentado e di tutto il vicinato. E tra queste una in particolare. La “piccola”, tragica e commovente storia di una donna del nostro meridione. Dal suo racconto emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un’amara ironia.

 

 

28|29 gennaio

Produzione Scena Verticale

 

LA BORTO

di e con Saverio La Ruina
musiche composte ed eseguite dal vivo Gianfranco De Franco
contributo alla drammaturgia Monica De Simone
disegno luci Dario De Luca
organizzazione e distribuzione Settimio Pisano

Premio UBU 2010 “Migliore testo italiano”
Nomination Premio UBU 2010 “Migliore attore”
Premio Hystrio alla Drammaturgia 2010
Testo selezionato per il progetto Face à Face 2010

Non è solo la storia di un aborto. È la storia di una donna in una società dominata dall’atteggiamento e dallo sguardo maschili: uno sguardo predatorio che si avvinghia, violenta e offende; un atteggiamento che provoca gli eventi ma fugge le responsabilità.

L’aborto ne è solo una delle tante conseguenze. Ma ne è la conseguenza più estrema. La protagonista racconta l’universo femminile di un paese del meridione.

Schiacciata da una società costruita da uomini con regole che non le concedono appigli, e che ancora oggi nel suo profondo stenta a cambiare, Vittoria racconta il suo calvario in un sud arretrato e opprimente. E lo fa nei toni ironici, realistici e visionari insieme, propri di certe donne del sud.

Non mancano momenti sarcastici e ironici come quando gli uomini geometri misurano il corpo femminile come se al posto degli occhi avessero il metro. O come quando il paese si trasforma in una immensa chiesa a cielo aperto per scongiurare le gravidanze. Né quelli commoventi legati alla decimazione del “coro” delle donne.

Ma quando la protagonista chiude il cerchio col racconto del calvario della nipote, il sarcasmo e la commozione lasciano il posto a una profonda amarezza, mettendoci davanti alla dura e ambigua realtà dei nostri giorni.

 

30|31 gennaio

Produzione Scena Verticale

 

POLVERE

Dialogo tra uomo e donna
di Saverio La Ruina
con Saverio La Ruina e Cecilia Foti
musiche originali Gianfranco De Franco
contributo alla drammaturgiaJo Lattari
contributo alla messinscena Dario De Luca
aiuto regia Cecilia Foti
disegno luci Dario De Luca
audio e luci Mario Giordano
realizzazione quadro Ivan Donato
organizzazione e distribuzione Settimio Pisano
con il sostegno di Mibact, Regione Calabria, Comune di Castrovillari
si ringrazia il White Dove di Genova

 

Premio Lo Straniero 2015
Premio Enriquez 2015 alla drammaturgia
Premio Enriquez 2015 Miglior Attore
Premio Annibale Ruccello 2015 alla drammaturgia

 

Le botte sono la parte più fisica del rapporto violento di coppia; l’uccisione della donna la parte conclusiva. Ma c’è un prima, immateriale, impalpabile, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna, la circonda, la avvolge, ne mina le certezze, ne annienta la forza, il coraggio, spegne il sorriso e la capacità di sognare. Una polvere opaca che confonde, fatta di parole che umiliano e feriscono, di piccoli sgarbi, di riconoscimenti mancati, di affetto sbrigativo, talvolta brusco. 

Da un’operatrice di un Centro antiviolenza

Non so quanto c’entri il femminicidio con questo lavoro. Ma di sicuro c’entrano i rapporti di potere all’interno della coppia, di cui quasi ovunque si trovano tracce.

Saverio La Ruina

Testo tradotto in inglese (Dust) da Thomas Haskell Simpson.

 

20|23 maggio

Produzione Nido di Ragno

COME UN KILLER SOTTO IL SOLE

Intorno alle canzoni di Bruce Springsteen

Regia Francesco Tavassi

Testi di Leonardo Colombati

Con Mariangela D’Abbraccio

 

È curioso ed interessante che Mariangela D’Abbraccio, una delle migliori attrici del teatro italiano, scelga di portare in scena la poesia contemporanea della rock star americana Bruce Springsteen. Fondamentale è la lettura del libro “Bruce Springsteen COME UN KILLER SOTTO IL SOLE – testi scelti 1972 – 2017” edizione critica a cura di Leonardo Colombati pubblicato da Mondadori.

Io stesso da amante del suono maschio ed energico del rock di Springsteen, mi sono accorto di quanto sia importante che la fruizione delle tematiche sociali e politiche espresse con sintesi nella poesia dei testi delle canzoni del “Boss”possa essere offerta anche a chi non conosce la lingua americana attraverso la traduzione di Colombati e l’interpretazione di una attrice sensibile e potente come Mariangela D’Abbraccio.

Springsteen nel suo vasto lavoro di autore e musicista ci propone una visione alternativa e trasversale del Sogno Americano rivelandone l’altra faccia quella che riguarda gli ultimi, per questo, è considerato il poeta dei «blue collars» (i «colletti blu», ovvero gli operai con la tuta da lavoro, in contrapposizione alla categoria dei cosiddetti «colletti bianchi» .

Dagli anni 70 ad oggi i suoi testi, spesso autobiografici, hanno raccontato il romanzo della grande America delle illusioni e delle disillusioni, della depressione economica e delle periferie urbane e sociali.

Mariangela accompagnerà il pubblico in uno spazio con atmosfere da dopo concerto, dove flashano immagini videograficizzate, di periferie, fabbriche e performance musicali, si assiste ad uno spettacolo di pura poesia rock.

 

 

IL NUOVO MENOTTI TEATRO FILIPPO PEREGO:

CANTIERE MENOTTI

 

Resilienza, resistenza e proattività. Il Menotti si prepara ad affrontare il futuro grazie a nuove progettualità, con l’obiettivo di proseguire nell’offrire al suo pubblico e alla città di Milano una proposta culturale sempre più variegata e ad altissimo valore aggiunto, rendendo il Menotti all’avanguardia dal punto di vista stilistico e funzionale. La ristrutturazione degli spazi del foyer renderà ancora più accessibile e piacevole per il pubblico vivere il Teatro e permetterà la produzione e la realizzazione di attività e iniziative sempre diverse, in un’ottica di ricerca costante, scambio e contaminazione, da sempre tratti distintivi del Menotti.

I prossimi mesi saranno impegnati nella realizzazione dei lavori che porteranno alla riapertura del teatro ristrutturato.

Stiamo coinvolgendo il tessuto imprenditoriale in un progetto di sostegno e sviluppo, volendo lanciare un forte segnale, nonostante le difficoltà economiche che hanno travolto il settore culturale e non solo. Infatti, crediamo però che possano essere proprio l’arte e la bellezza a segnare la rinascita delle nostre comunità dopo questa tragica esperienza collettiva.

In questa fase, la collaborazione tra il Teatro e il mondo imprenditoriale risulterà essere tassello fondamentale per il nuovo Menotti, anche grazie alla realizzazione di momenti speciali, partnership e progetti dedicati. A questo proposito, desideriamo ringraziare i primi aderenti alla corporate membership Cantiere Menotti, ovvero Gruppo CAP, Repower, Corepla e GGLASS che da subito hanno scelto di sostenere il Teatro Menotti nel suo percorso di rinascita e di sviluppo futuro, oltre a SAIB che ha scelto di essere partner del progetto “Ascoltiamo il Teatro, annulliamo le distanze” rivolto all’inclusione delle persone ipoudenti. Proprio questo progetto, le sue finalità, la prossimità con il territorio e l’importanza di creare sinergie tra il mondo della cultura e il mondo profit hanno fatto sì che queste importanti realtà, aprissero la strada a tutti coloro i quali vorranno costruire insieme partnership di successo al fianco del Menotti, contribuendo ad incrementare il suo valore per tutta la comunità.

Aderire al progetto Cantiere Menotti è semplice e anche grazie ad Art Bonus, gli aderenti potranno beneficiare anche di un credito d’imposta pari al 65% del loro contributo.

Per informazioni: Martina Di Castri cantiere@teatromenotti.org

 

OLTRE IL SIPARIO

 

Nella stagione 20/21 abbiamo voluto dare un segno tangibile di riconoscenza a chi, durante la pandemia, si è speso generosamente per tutta la comunità.

Con l’iniziativa “TI ASPETTIAMO IN TEATRO” daremo la possibilità di assistere gratuitamente ai nostri spettacoli al personale medico e paramedico delle realtà più importanti del panorama ospedaliero milanese. Ogni sera riserveremo dei posti agli operatori degli ospedali Sacco, Fatebenefratelli, Ospedale Buzzi, Melloni, San Paolo e San Carlo.

E’ ormai consolidata e proficua la collaborazione con OPERA SAN FRANCESCO. In occasione dei debutti degli spettacoli chiediamo ai nostri spettatori di portare cibo non deperibile che viene raccolto dai volontari e smistato velocemente nelle piccole mense di sostegno.

Il progetto ASCOLTIAMO IL TEATRO, ANNULLIAMO LE DISTANZE, con il fondamentale supporto della SAIB SPA di Caorso, ci ha dato la possibilità di adeguare la nostra sala all’ induzione magnetica, una tecnologia che permette ai portatori di impianto cocleare o apparecchio acustico di poter fruire pienamente degli spettacoli che portiamo in scena.

Stiamo inoltre formando il personale all’uso della lingua dei segni (LIS) in modo da poter accogliere adeguatamente gli spettatori che la praticano.

Per il quarto anno consecutivo il Menotti sarà sede di BOOKCITY con il progetto autogestito, “FRAGILI COME LA TERRA FORTI COME IL FUTURO” CIAO ALESSANDRA. Uno sguardo rivolto al mondo della scrittura al femminile, ma che offre spazio anche ad autori esordienti.

Come sempre uno spazio del cuore è dedicato alla nostra amica autrice Alessandra Appiano e al premio letterario istituito in sua memoria. Interverranno attori e autori che renderanno questo incontro un evento poliedrico e, perché no, anche divertente.

Ecco! siamo arrivati sin qui…ma intendiamo andare avanti, il teatro è la nostra vita, per quello che possiamo, vogliamo rendere migliore anche quella degli altri.

Pamela Aicardi

Responsabile area sociale

 

 

STAGIONE 2020 | 2021

BIGLIETTERIA

CAMPAGNA ABBONAMENTI

 

PREZZI

CAPITOLO 2

 

  • Intero – 15.00 €
  • Ridotto over 65/under 14 – 00 €

 

 

CAPITOLO 3

 

  • Intero – 30.00 € + 2.00 € prevendita
  • Ridotto over 65/under 14 – 00 € + 1.50 € prevendita

 

ABBONAMENTI

 

MENOTTI CARD RICARICABILE: 4 biglietti a € 40,00 da utilizzare anche in coppia e valido per l’intera stagione

 

 

TEATRO MENOTTI

Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 02 36592544 – biglietteria@tieffeteatro.it

 

ORARI BIGLIETTERIA

Dal lunedì al sabato dalle ore 15.00 alle ore 19.00

Domenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo

 

Acquisti online

Con carta di credito su www.teatromenotti.org

 

ORARI SPETTACOLI

Martedì, giovedì e venerdì ore 20.30

Mercoledì e sabato ore 19.30 (salvo diverse indicazioni)

Domenica ore 16.30

Lunedì riposo

Autore: Redazionale

Condividi