Festival Re-INVENTARIA 2020 – X edizione la festa del teatro off, dal 13 al 18 ottobre a Roma

  

 

Associazione Culturale Teatro Trastevere

presenta

Festival Re-INVENTARIA 2020 – X edizione

la festa del teatro off

dal 9 al 18 ottobre 2020

CARROZZERIE n.o.t | TEATRO TRASTEVERE

 

 

SEZIONE TEATRO TRASTEVERE

 

DAL 13 AL 18 OTTOBRE ore 21

 

“Giunto alla sua decima edizione, il Festival Inventaria – La festa del teatro off, organizzato dalla compagnia DoveComeQuando, si reinventa per ripartire in condizioni inedite per il teatro e l’Italia ed eccezionalmente si trova ad aprire la stagione del teatro off capitolino.

Sei proposte in concorso, il debutto del nuovo spettacolo di DoveComeQuando e un ironico concerto-spettacolo in chiusura caratterizzano questa edizione compatta, ribattezzata Re-Inventaria, ma come sempre votata alla drammaturgia contemporanea e alla pluralità dei linguaggi: teatro sperimentale, civile, drammatico, ironico, dell’assurdo, poetico, musicale e stand-up racchiusi in 9 serate di programmazione tanto fitta quanto variegata.

Per il decimo anno consecutivo (Re-)Inventaria si conferma un festival totalmente indipendente, autofinanziato e sostenibile. A ospitare il festival, nel rispetto delle misure sanitarie prescritte, sono Carrozzerie n.o.t e Teatro Trastevere. Oggi più che mai, partecipare, in sicurezza, a un evento dal vivo rappresenta un regalo che si sceglie di fare a se stessi. La fruizione dal vivo si fa esperienza. La prossimità degli animi, comunità. La semplicità, spettacolo interiore. Questa è la piccola, irripetibile bellezza del teatro off.”

 

Pietro Dattola – direttore artistico

 

SEZIONE TEATRO TRASTEVERE

Festival Re-INVENTARIA 2020 – X edizione

la festa del teatro off

 

13 ottobre ore 21.00

IN CONCORSO – PRIMA ROMANA

Associazione Malalingua

Ostinata Passione

Sono nata in Puglia nella sera del 31 luglio dell’infido 1927 e mi circondano secoli di fuoco.

di e con Marianna de Pinto

supervisione artistica Marco Grossi

luci Claudio De Robertis

 

Cecilia Mangini ed Elisa; due piani di narrazione che si rincorrono: la storia di una donna del popolo e le immagini documentate dalla prima donna documentarista italiana, il terzo occhio che ci racconta la Storia e ci insegna la responsabilità. Decenni di storia nazionale, di evoluzione di costumi, di conquiste di diritti, di perdita di identità. Ripercorrendo la Storia d’Italia dagli anni 30 agli anni 70 lo spettacolo segue, in particolare il filone femminile. Dai riti magico-religiosi del sud degli anni 50, alle donne operaie della catena di montaggio, dalle tabacchine del Salento, alle emigrate del sottobosco del lavoro domestico. Anni di cambiamenti e conquiste, in una forbice che allontana sempre di più il progresso dallo sviluppo. La condizione della donna come e quando è davvero migliorata? Quale è stato il prezzo da pagare per la desiderata parità? Il tutto per tentare di rispondere alla domanda finale: cosa, da allora, è cambiato?

 

 

14 ottobre ore 21.00

IN CONCORSO – PRIMA ROMANA

Giulia Cerruti/Crack24

Monologo di donna con salsiccia

 

  Un tema visto e rivisto, quello della Morte, anche sgradevole se vogliamo,

  che però non passa mai  di moda.

  Come i mocassini.

 

  di e con Giulia Cerruti

 

  scenografia Elena Massola

  tecnica Ermanno Marini

 

  Finalista al premio Attori DOC – Luigi Vannucchi

  Finalista al bando Luna Crescente

 

Un delirio tragicomico che parte dal nulla, come tutti i pensieri catastrofici che balenano   all’improvviso e senza motivo mentre sei impegnato in mille altre attività. Ho comprato lo yogurt? Mi sta meglio il blu o il verde? E se morissi domani? Domande che ognuno di noi si fa. Che l’umanità si fa dall’inizio della storia. Nulla di originale. Ciò che c’è di originale in questo spettacolo è una madre che adora i funerali, una ninnananna che fa rimpiangere ai bambini di essere nati, un’attrice che per affrontare il palcoscenico e il giudizio del pubblico si veste con un pigiama a forma di maiale. La protagonista prende in giro se stessa per non riuscire ad uscire da questo tunnel di pensieri e di domande sulla morte che fanno parte dell’essenza stessa dell’uomo, e lo fa con il distacco che solo l’ironia permette.

 

 

15 ottobre ore 21.00

IN CONCORSO

Matteo Cirillo

Oggi sposo

 

Quando vieni lasciato puoi sempre contare sui tuoi migliori: Tavernello, Xanax e Dott.Petrella.

 

  di e con Matteo Cirillo

regia Duilio Paciello

 

Premio Traiano (V ed.) – Miglior spettacolo e miglior attore

Premio della Città di Leonforte – Miglior attore

Tac_Theatre and Cinema – Miglior spettacolo

 

 

Un ragazzo si sta per sposare ma la sposa non arriva, lo sposo ricorda il loro primo incontro, il   loro primo bacio e ricorda quel giorno in cui si è innamorato per tutta la vita. Ci vogliono solo 8.2 secondi per innamorarsi di una persona, ma potrebbe non bastare una vita intera per dimenticarla. Si dice che l’amore è eterno finché dura. Ma finché dura che cosa? L’amore o la vita? Lo sposo dichiara amore eterno non solo in questa vita, ma anche per tutte le altre che verranno. “Oggi sposo” è un monologo brillante e ironico sull’amore perfetto che esiste solo nella sua forma imperfetta. Attraverso situazioni comiche, drammatiche e surreali, lo sposo racconta le diverse fasi del loro rapporto: la conoscenza, l’idillio, la convivenza e la «separazione». Il letto matrimoniale adesso è troppo grande per lui da solo, quindi dorme su una sedia, dorme scomodo ma la scomodità lo fa sentire meno solo.

 

 

16 ottobre ore 21.00

IN CONCORSO

Gruppo Batisfera

Come sto

 

Non me ne frega niente di sapere come stai… Ma come stai?

 

scritto e diretto da Angelo Trofa

con Valentina Fadda e Angelo Trofa

 

scenografia Sabrina Cuccu

 

luci Luca Carta

costumi Sabrina Cuccu, Adriano Geraldo

attrezzeria Simona Passi

 

Spettacolo vincitore del Pitch Contest di

Sardegna Teatro 2017

Selezionato Fringe Festival Torino 2017

Selezionato Fringe Festival Roma 2020

 

Quotidianamente siamo assediati dalla domanda “Come stai?”.

 Sto bene, sto male, abbastanza bene, abbastanza male.

 La domanda è troppo banale per rispondere con tutta la complessità necessaria o è troppo      complessa per rispondere con tutta la semplicità necessaria.

 Come Sto è un dialogo sconnesso, un fiume di parole dove stati d’animo, sensazioni, eventi e  accidenti concorrono a dare risposta alla domanda “Come stai?”. Mille risposte possibili, tutte insieme, mescolate, in contraddizione. Come Sto è uno spettacolo teatrale divertente, che alterna con ritmo serratissimo quadri dal colore diverso. Una struttura drammaturgica apparentemente aperta che lentamente irretisce lo spettatore e i suoi protagonisti.
Come Sto parla della confusione umana, del senso di disagio nel ritrovarsi e capirsi. Un quadretto assurdo e definitivo, un fluire di parole per definirsi almeno per un attimo, per recintare temporaneamente il caos dilagante, tutto quel rumore che concorre a rendere difficile la risposta all’eterna domanda:
“Come sto?”

 

17 ottobre ore 21.00 

IN CONCORSO

Villari/Profita

Filo d’erba

 

Erba non è più un luogo come un altro e il cortile di via Diaz è un luogo congelato nel tempo.

 

di e con Cinzia Villari, Lorenzo Profita

 

  sonorizzazione Cristiano D’Alieso

  luci Valeriano Solfiti

 

Filo d’erba è uno spettacolo ispirato ai fatti tragici di Erba del 2006. Non è un lavoro d’inchiesta, né tantomeno di denuncia. La vita di provincia ha mutato luce e temperatura. Il cambiamento è stato veloce. Non è più protetta e protettiva, lontana dall’alienazione e dalla violenza della città. Ma si continua a crederlo. Non ci si rassegna al cambiamento. La confidenza, le relazioni, la solidarietà, la sicurezza sono finite. Qui la ricchezza è in un reticolo di strade, di agglomerati, di zone residenziali, saldate l’una all’altra. Ma non si è più vicini davvero. Ora si è anonimi, indistinti, tagliati dal traffico e da sacche di vuoto che un giorno all’improvviso, si riempiono di un nuovo cantiere per allontanarsi e allontanare ancora. Ed è qui che la simbiosi amorosa a volte può diventare salvagente di tutti i mali. Gli stessi interessi, le stesse opinioni, gli stessi valori, le stesse ossessioni diventano garanzia di un’auto-protezione “Il mondo qui fuori non ci protegge ma se noi stiamo insieme la violenza non entra”. Ma quando il mondo di fuori mette a rischio il protetto mondo di dentro l’equilibrio s’incrina e la coppia può giungere a commettere azioni “inimmaginabili”. Nell’ordinaria normalità esplode una storia di straordinaria anormalità.

 

 

18 ottobre ore 21.00

FUORI CONCORSO

Ivan Talarico

Pöesiëkanzǿnī

Astrazioni per l’uso

Ivan Talarico scrive poesie e canzoni. Questo lo rende colpevole. Difficile dormire di notte con questa colpa, così il sonno della ragione genera reading. Poesie e canzoni sono a disposizione del pubblico, possono essere montate, smontare, rimontate, capite, dimenticate, assemblate, personalizzate e condivise.

 

AVVERTENZA

 

Se poesie e canzoni si ribaltano possono causare problemi di comprensione seri o fatali.

Per evitare il rischio che si ribaltino devono essere fissate in modo permanente ai sentimenti.

Gli accessori per il fissaggio ai sentimenti non sono inclusi nel reading perché sentimenti diversi richiedono diversi tipi di accessori di fissaggio. Usa sistemi di fissaggio adatti alle pareti dei tuoi sentimenti. Per maggiori dettagli, rivolgiti a un poeta autorizzato o a un cantautore di fiducia.

 

 

 

Teatro Trastevere

Il Posto delle Idee

 

via Jacopa de’ Settesoli 3, 00153 Roma

prevista tessera associativa

mart-dom ore 21

contatti: 065814004

info@teatrotrastevere.it www.teatrotrastevere.it

https://www.facebook.com/teatrotrastevere/  https://twitter.com/teatrotrast

 

Ufficio Stampa Teatro Trstevere

Vania Lai

vanialai1975@gmail.com

3388940447

 

DoveComeQuando

inventaria@dovecomequando.net

320-08.29.337

334-75.29.917

 

 

 

Intero 12 euro

Ridotto 10 euro riservato a:

partecipanti di

Premio di drammaturgia DCQ-Giuliano Gennaio

Festival  Inventaria

   Scene da una fotografia     

                                                              

Autore: Redazionale

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