Centro Il Maggiore di Verbania | Le proposte teatrali della Stagione 2020-21 (parte 1)

  

PRIMO ATTO 

STAGIONE TEATRALE 2020-2021

 

OPERA PANICA

SABATO 3 OTTOBRE ORE 21.00
DOMENICA 4 OTTOBRE ORE 21.00

 

di Alejandro Jodorowsky

traduzione di Antonio Bertoli
con Valentina PicelloFrancesco BrandiLoris FabianiFrancesco Sferrazza Papa
e con i DUPERDU

 regia e spazio scenico Fabio Cherstich
costumi Gianluca Sbicca
Produzione Teatro Franco Parenti

«Lo spettacolo è pensato come un pastiche indisciplinato e visionario, un cabaret tragicomico come la nostra esistenza. Sul palco si alternano una selezione delle 26 mini-pièce che compongono il testo originale con songs philosophique dal sapore brechtiano, piccoli balletti e alcune video-pantomime. Quattro attori interpretano i tanti personaggi protagonisti del testo, accompagnati dalla musica composta ad hoc ed eseguita dal vivo dal duo di musicisti milanesi Duperdu. Durante la preparazione dello spettacolo ho incontrato Jodorowsky a Parigi per parlare con lui del testo e mi è rimasta impressa una frase che mi ha detto citando il suo manifesto per un teatro panico “I romani dicevano Io indicandosi la pancia. Per loro il cervello era solo un congelatore delle idee che nascono calde all’altezza dell’ombelico. Il teatro si esprime con l’inconscio. Bisogna permettere ad esso di fluire in scena con la stessa libertà con cui sgorgano i sogni.”»

(Fabio Cherstich)

 

SE DICESSIMO LA VERITÀ

VENERDÌ 23 OTTOBRE ORE 21.00

da un’idea di Giulia Minoli

Drammaturgia di Emanuela Giordano e Giulia Minoli
regia Emanuela Giordano

Con Daria D’AloiaGiuseppe GaudinoDomenico MacrìValentina Minzoni
musiche originali di Tommaso Di Giulio

produzione Co2 Crisis Opportunity Onlus
in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Nato come opera-dibattito sulla legalità, lo spettacolo, con il titolo Dieci storie proprio così ha debuttato nella stagione 2011 al Teatro di San Carlo di Napoli. Nel 2017 in coproduzione con il Piccolo Teatro, si è arricchito di un’ulteriore evoluzione narrativa in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e in particolare con il Corso di Sociologia della Criminalità organizzata di Nando dalla Chiesa.

Ora dopo otto anni e tante storie raccontate, la forma scenica si è evoluta grazie ad una narrazione segnata dal bisogno di capire il nostro prossimo futuro, minacciato da un disimpegno che lascia ancora più spazio al potere criminale, alla “prassi” della corruzione come modus vivendi. Ecco perché un diverso assetto scenico ed un nuovo titolo Se dicessimo la verità perché la verità è molto più insidiosa e scomoda di quanto siamo disposti a confessarci. «Purtroppo, non possiamo più parlare solo di “infiltrazioni del crimine” – spiegano le autrici – ma di “complicità con il crimine”, di “prassi criminale” a cui ci stiamo abituando, con distratta colpevolezza. Il teatro non dà lezioni di vita e non ci offre soluzioni a buon mercato, offre stimoli e opportunità di conoscere e di riflettere, questo noi cerchiamo di fare, con convinzione, pensando soprattutto ai ragazzi. E proprio ai ragazzi ci rivolgiamo con un lavoro che, parallelamente realizziamo nelle scuole di tutta Italia perché lo spettacolo non sia solo un’occasione isolata ma parte di un percorso di avvicinamento a temi fondamentali per la loro crescita»

 

CITA A CIEGAS

SABATO 7 NOVEMBRE ORE 21.00
DOMENICA 8 NOVEMBRE ORE 16.00

di Mario Diament
traduzione, adattamento e regia di Andrèe Ruth Shammah
con Luca LazzareschiLaura MarinoniElia Schilton, Silvia Giulia Mendola,
Valentina Bartolo
scena Gianmaurizio Fercioni 
costumi Nicoletta Ceccolini
musiche Michele Tadini
produzione Teatro Franco Parenti e Fondazione Teatro della Toscana

Un thriller appassionante, un avvincente intreccio di incontri apparentemente casuali dove violenza e inquietudine serpeggiano dentro rapporti… chiamiamoli d’amore.

La storia inizia con un uomo cieco seduto su una panchina di un parco a Buenos Aires.

È un famoso scrittore e filosofo – chiaramente ispirato all’autore argentino Jorge Luis Borges – che era solito godersi l’aria mattutina.

Quella mattina, la sua meditazione viene interrotta da un uomo e, da qui, hanno inizio una serie di incontri e di dialoghi, che svelano legami tra i personaggi sempre più inquietanti, misteriosi e a tratti inaspettatamente divertenti.

Come Borges, che crebbe parlando e scrivendo in inglese e spagnolo e visse in diversi paesi, Diament è uno scrittore interculturale, un emigrato e un esule che scrive della e sull’Argentina, sull’identità e l’isolamento, tanto come fece il grande poeta argentino.

MADAME TOSCA

MARTEDÌ 17 NOVEMBRE ORE 21.00
MERCOLEDÌ 18 NOVEMBRE ORE 21.00

con Laura Morante
e con Mimosa Campironi voce e pianoforte

Laura Morante in Madame Tosca sarà Sarah Bernhardt, l’attrice a cui Victorien Sardou dedicò il celebre dramma trasformato in libretto da Illica e Giacosa messo in musica da Puccini.

La realtà e la finzione finiscono per mescolarsi in un gioco di specchi che rafforza la leggenda del personaggio con il respiro del cuore pulsante di una donna esistita per davvero.

Madame Tosca nasce come opera per voce recitante e pianoforte di Mimosa Campironi, edita da Casa Musicale Sonzogno.

 

MINE VAGANTI

SABATO 5 DICEMBRE ORE 21.00
DOMENICA 6 DICEMBRE ORE 16.00

 regia di Ferzan Ozpetek
con Francesco Pannofino, Paola Minaccioni, Arturo Muselli, Giorgio Marchesi e Caterina Vetrova,

produzione Teatro Nuovo  –  in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana

Come trasporto i sentimenti, i momenti malinconici, le risate sul palcoscenico?

Questa è stata la prima domanda che mi sono posto, e che mi ha portato un po’ di ansia, quando ha cominciato a prendere corpo l’ipotesi di teatralizzare Mine vaganti. La prima volta che raccontai la storia al produttore cinematografico Domenico Procacci, lui rimase molto colpito aggiungendo entusiasta che sarebbe potuta diventare anche un ottimo testo teatrale. Poco dopo avviammo il progetto del film e chiamammo Ivan Cotroneo a collaborare alla sceneggiatura.

Oggi, dietro invito di Marco Balsamo, quella prospettiva si realizza con un cast corale e un impianto che lascia intatto lo spirito della pellicola.

Certo, ho dovuto lavorare per sottrazioni, lasciando quell’essenziale intrigante, attraente, umoristico. Ho tralasciato circostanze che mi piacevano tanto, ma quello che il cinema mostra, il teatro nasconde, e così ho sacrificato scene e ne ho inventate altre, anche per dare nuova linfa all’allestimento.

Racconto storie di persone, di scelte sessuali, di fatica ad adeguarsi ad un cambiamento sociale ormai irreversibile. Qui la parte del pater familias è emblematica, oltre che drammatica e ironica allo stesso tempo.

Le emozioni dei primi piani hanno ceduto il posto a punteggiatura e parole. Il teatro può permettersi il lusso dei silenzi, ma devono essere esilaranti, altrimenti vanno riempiti con molte frasi e una modulazione forte, travolgente. A questo proposito, ho tratto spunto da personali esperienze.

Ho realizzato una commedia che mi farebbe piacere andare a vedere a teatro, dove lo spettatore è parte integrante della messa in scena e interagisce con gli attori, che spesso recitano in platea come se fossero nella piazza del paese e verso cui guardano quando parlano. La piazza/pubblico è il cuore pulsante che scandisce i battiti della pièce.

Ferzan Ozpetek

 

Ferzan Ozpetek firma la sua prima regia teatrale mettendo in scena

l’adattamento di uno dei suoi capolavori cinematografici MINE VAGANTI

 

David Di Donatello, 5 Nastri D’Argento,  4 Globi D’Oro,

Premio Speciale della Giuria al Tribeca Film Festival di New York,

Ciak D’Oro come Miglior Film

 

AMLETO

VENERDÌ 18 DICEMBRE ORE 21.00

 di William Shakespeare
adattamento di Francesco Niccolini
regia di Alessio Pizzech

con Sebastiano Lo Monaco

 e Vincenzo Bocciarelli, Barbara Moselli, Silvia Siravo, Turi Moricca,
Francesco Iaia Giuseppe Nitti, Tommaso Garè, Tommaso Russi, Gaetano Tizzano, Leonardo Todini

Un Amleto che si risveglia e scopre di essere diventato vecchio. Che il tempo è passato solo per lui e Ofelia, legati da una disperata intimità. Mentre tutti gli altri sono rimasti giovani, soli e ignari dei loro destini. Questo il personaggio di cui Lo Monaco vestirà i panni, un Amleto invecchiato con i suoi dolori, solo, in un mondo del quale non riconosce più nulla, se non una gioventù e un’innocenza perdute. Questo anche il punto di partenza dell’originale adattamento curato da Francesco Niccolini per la regia di Alessio Pizzech.

Una lotta tra le età dell’anima, affidata al corpo e alla voce di un attore adulto e carismatico come Sebastiano Lo Monaco, per spostare il centro della riflessione da un’età anagrafica ad un tempo intimo e personale. Allo stesso tempo, un cast di attori giovani affiancheranno il protagonista, creando un effetto straniante. E così Amleto si rivolgerà allo zio Re Claudio quarantenne come se si sentisse già fuori dai giochi, come se un’intera generazione di ventenni, senza orientamento, avessero travolto il suo mondo interiore.

 

LO SCHIACCIANOCI

DOMENICA 27 DICEMBRE ORE 16.00

coreografie Raphael Bianco
assistente alla coreografia Elena Rolla
maitre de ballet Vincenzo Galano

light design Enzo Galia

costumi Agostino Porchietto

in collaborazione con Accademia delle Belle Arti di Cuneo

 musica P.I. Čajkovskij

danzatori della Compagnia EgriBianco Danza

Lo Schiaccianoci apparentemente è il balletto meno drammatico della trilogia di Čajkovskij, ma in realtà è un percorso di crescita, di scelte e di distacco dal mondo dell’infanzia.

Le inquietudini della giovane Clara sono le inquietudini di bambini che si affacciano alla vita adulta, distaccandosi dal loro mondo fantastico, dalla protezione dei propri feticci. In questa mia versione, liberamente ispirata all’omonimo balletto, La Fata Confetto sarà il personaggio guida che conduce Clara e gli spettatori fra dolci e doni misteriosi, in una progressiva maturazione attraverso la scelta di sorprese non sempre felici ma utili, e dove i topi rappresentano l’anima nera, i fantasmi e le inquietudini di una giovane fanciulla ignara ancora di sé. Sulle note della straordinaria partitura di Čajkovskij, ho immaginato un nuovo percorso per Clara, saldamente legato, a livello coreografico, alle radici classico-accademiche pur essendo un balletto dall’impianto contemporaneo, sfrondando la narrazione da tutti o quasi gli episodi del primo atto. Lascio al centro dell’azione la notte di Natale, la magia, i sogni e il senso di smarrimento di Clara in un labirinto speculare fra mondo onirico e realtà, in un caleidoscopico ed elettrizzante gioco di scelte per trovare la strada giusta e riscoprirsi adulta. Un balletto dedicato ai bambini dei quali non sempre cogliamo l’enigmatico groviglio di emozioni, incertezze e sentimenti.
Raphael Bianco

 

BIGLIETTI:

biglietti saranno in vendita online da sabato 26 settembre e da mercoledì 30 settembre anche presso la biglietteria del teatro aperta dal mercoledì al sabato dalle 17.00 alle 19.00 e nei giorni di spettacolo dalle 18.00.

Per lo spettacolo inaugurale della stagione, OPERA PANICA, è stata predisposta la seguente promozione: acquistando un biglietto intero il secondo sarà al prezzo di €2,00.

Tutti gli spettacoli si terranno all’interno della sala teatrale e per poter garantire delle serate in piena sicurezza e nel rispetto delle normative anticontagio sarà previsto il distanziamento delle sedute e ulteriori linee guida consultabili qui.

MAGGIORI INFORMAZIONI www.ilmaggioreverbania.it

Il Maggiore – www.ilmaggioreverbania.it
Via San Bernardino 49, 28922 Verbania Pallanza
Facebook:  Il Maggiore Verbania
Per informazioni info@ilmaggioreverbania.it

Autore: Redazionale

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