All’inseguimento del microchip. ‘Notturno bus’ di Davide Marengo (2007)

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All’inseguimento del microchip. ‘Notturno bus’ di Davide Marengo (2007)

@ Lucia Tempestini (13-08-2020)

L’intrigue annodato con astuzia dagli sceneggiatori vortica cruento e spesso grottesco intorno a Franz, conducente di autobus senza amore e con troppi debiti di gioco.

Un agente dei servizi segreti chiuso nel rimpianto di un antico amore (Fantastichini), un killer dispeptico e sadico (Citran, assai misurato) ed il suo socio rozzo e vorace, costantemente impegnato in conversazioni telefoniche primordiali con la consorte dal look leopardato (Iaia Forte in versione meretrix da angiporti), una ladra e truffatrice di piccolo cabotaggio (Mezzogiorno), si contendono un misterioso microchip per il quale scorrerà sangue sufficiente a inserire la pellicola nell’inflazionato e ambito genere noir (ma si tratta di una violenza fumettistica, molto pulp, che occhieggia stilemi tarantiniani).

Il regista innesca abilmente il motore narrativo per mezzo di piccoli oggetti: chiavi, borsette, libri, valigie, ecc. che seminano tracce e destano curiosità, e a tratti rallenta il moto inarrestabile, gli artifici pirotecnici del suo pastiche (il montaggio sincopato dell’inseguimento – rigorosamente notturno – fra due autobus è davvero godibile), per indugiare dentro malinconie improvvise; il sangue non è poi così divertente se, anziché approntare il solito improbabile liquido rosso lampone à la manière di Dario Argento, lo si mostra dall’alto, realisticamente cupo, mentre cola in una grata di scarico nel silenzio circostante. Inoltre, Marengo mostra di saper indagare e utilizzare quasi affettuosamente caratteristiche e difetti degli attori.

Mastandrea (Franz), sempre simpatico non c’è dubbio, un giorno forse comprenderà che la polvere da Oblomov suburbano sotto la quale si nasconde troppo spesso tende a solidificarsi, diventando vizio e prigione.

Giovanna Mezzogiorno, manierata dark (?) lady, per quanto si applichi caparbiamente (con una certa dose di supponenza) riesce solo a bamboleggiare entro stereotipi mal assimilati; erotismo e “metà oscura” sono in questo film i territori stranieri e incomprensibili che esplorerà negli anni successivi con tutti i gradi di introspezione di cui è capace.

Prezioso ci pare, invece, il Matera di Ennio Fantastichini per l’equilibrio che mantiene fra tedium vitae, gioco sarcastico, razionale esecuzione degli incarichi e desiderio di altri lidi (anche interiori). Il suo disincanto, ora sardonico ora sgualcito e triste, lascia segni profondi e non si dimentica.

NOTTURNO BUS (Italia 2007)

Diretto da Davide Marengo

Soggetto originale (dal romanzo di Giampiero Rigosi edito da Einaudi): Giampiero Rigosi, Maura Vespini, Isotta Toso, Cesare Cicardini, Maria Grazia Perria

Sceneggiatura: Fabio Bonifacci e Giampiero Rigosi

Con: Giovanna Mezzogiorno, Valerio Mastandrea, Ennio Fantastichini, Roberto Citran, Francesco Pannofino, Antonio Catania, Iaia Forte

Autore: Lucia Tempestini

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