Piccolo Teatro Grassi 11 settembre ore 20.30 | Tramedautore apre la XX edizione con ‘Stranieri’ di Antonio Tarantino

  

 

11 settembre 2020 ore 20.30

Piccolo Teatro Grassi

Stranieri

 Tramedautore apre la XX edizione con un omaggio ad Antonio Tarantino proponendo uno dei suoi testi più potenti e misteriosi. Stranieri, con la regia di Gianluca Merolli, affronta il tema della paura dell’altro e del diverso da un punto di vista inconsueto e straniante.

Durata: 1h e 30 minuti senza intervallo

Stranieri @ Manuela Giusto

“Cittadini senza stato” è il filo conduttore della XX edizione di Tramedautore, quest’anno focalizzata sull’Italia e sugli artisti italiani, con una piccola sezione internazionale che comprende brevi testi inediti di autori stranieri.
«Anche se la festa avrà toni più intimi – scrivono gli organizzatori – il festival non rinuncia a riunire intorno a sé autori e artisti, con cui è stato fatto un lungo percorso, insieme alle diverse istituzioni che lo hanno accompagnato, prima fra tutte il Piccolo Teatro. Dopo vent’anni, crediamo ancora che il teatro possa essere luogo di metabolizzazione del contemporaneo, strumento di conoscenza, leva di crescita di una comunità che vorremmo sempre più eterogenea e inclusiva».

Tramedautore apre la XX edizione con un omaggio ad Antonio Tarantino, autore di riferimento per il teatro italiano contemporaneo, recentemente scomparso, proponendo uno dei suoi testi più potenti e misteriosi, Stranieri, regia di Gianluca Merolli.

Incentrato sulla paura dell’altro e del diverso, è il racconto di un uomo, ormai arrivato alla fine dei suoi giorni, che vive solo e barricato nella propria casa e nella propria solitudine. Fuori dalla porta ci sono due “stranieri” che bussano con insistenza. In realtà sono la moglie e il figlio, che con gentilezza e discrezione, chiedono di entrare. Vengono da un altro paese, quello dei morti, da cui sono tornati per accompagnarlo nella loro dimensione. Anche se l’uomo urla insulti e minacce, i due rispondono con pazienza, come sapendo che, se anche la porta non verrà aperta, saranno le pareti a sciogliersi inesorabilmente cancellando ogni confine tra dentro e fuori.

Antonio Tarantino nel 1993 si aggiudica il Premio Riccione con Stabat Mater e La passione secondo Giovanni, cui seguono Il vespro della Beata Vergine e Lustrini, testi messi in scena dal regista franco-tunisino Chérif, insieme a Materiali per una tragedia tedesca (Premio Riccione 1997), rappresentato al Piccolo Teatro di Milano nel 2000, e vincitore del Premio Ubu. Tra gli altri testi La paceLa casa di Ramallah (2002), Stranieri (2007), Nel mondo grande e terribile (2008), Gramsci a Turi (2009), Medea (2011), Cara Medea Piccola Antigone (2012). Nel 2017 riceve il Premio Ubu alla carriera.

Autore: Redazionale

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