Le intelligenze aliene del pianeta Regis III. ‘L’invincibile’ di Stanislaw Lem, ed. Sellerio

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Stanisław Lem

L’Invincibile

Traduzione dal polacco Francesco Groggia

Titolo originale: Niezwyciężony

Nota di Francesco M. Cataluccio

 

Stanisław Lem, insieme a Philip K. Dick tra i grandi maestri della fantascienza moderna, anticipa domande e dilemmi dei nostri tempi in un romanzo sull’uomo e il suo rapporto con l’universo, sulla robotica e i rischi legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

L’incrociatore galattico Invincibile raggiunge il pianeta Regis III della costellazione della Lira, distante anni luce dalla Terra. La missione è di rintracciare un’astronave gemella e il suo equipaggio. Agli occhi dell’ufficiale Rohan e dell’astrogatore Horpach, e dei soldati e scienziati che compongono l’equipaggio dell’Invincibile, si affaccia un paesaggio sinistro: una distesa di sabbia del tutto spoglia, contornata da oceani d’acqua. Il mistero traspare anche da altri segni: gigantesche formazioni che sembrano comporre le rovine di una «città» che non somigliava a nulla che occhio umano avesse mai visto; acque popolate da esseri simili ai pesci terrestri ma in più dotati di una particolare sensibilità ai campi magnetici. L’avventura che Rohan e Horpach affrontano è a rischio estremo, ma soprattutto rivela una realtà che sconvolge le loro più strutturate certezze, cognitive così come esistenziali.
Il polacco Stanisław Lem è tra i maestri della fantascienza moderna. I critici lo considerano una sorta di Conrad degli spazi, per il suo modo (Francesco Cataluccio, nella Nota al volume, parla di «esplorazioni esistenziali») di affidare le azioni avventurose a personaggi psicologicamente tormentati. Era inoltre il tenace assertore di una narrativa che libera gli scenari fantastici più arditi partendo da una base di severo rigore scientifico. Così i suoi romanzi pongono con forza alcune domande: cos’è una vita? Cos’è una mente? Intelligenze aliene possono comunicare tra loro? Esisterà un evoluzionismo artificiale, non biologico?
Ed è straordinario come questi interrogativi siano oggi ancora più attuali di quando scrisse.

Autore

Stanisław Lem (Leopoli 1921-Cracovia 2005), laureato in medicina, si dedicò ben presto alla letteratura, soprattutto di fantascienza, ottenendo un grande successo. In particolare, il romanzo Solaris del 1961 (pubblicato da Sellerio nel 2013), da cui il regista russo Andrej Tarkovskij trasse l’omonimo film (1972), lo rese famoso in tutto il mondo. Tra le sue numerose opere, molte tradotte in italiano: Il pianeta mortoPianeta EdenI viaggi del pilota PirxVuoto assolutoIl pianeta del silenzioIl congresso di futurologia, e, nella collana «La memoria» anche L’Invincibile (2020).

Autore: Redazionale

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