Tria apre la rassegna “Raizes” al Centro Zo di Catania

  

Tria apre la rassegna “Raizes” al Centro Zo di Catania

Le voci e il sound di Gabriella Lucia Grasso e di Samuela Schilirò con gli arrangiamenti di Giando Militello. Questo l’affascinante mix del progetto TRIA con cui, venerdì 24 luglio alle ore 21 riparte l’attività dal vivo di Zo centro culture contemporanee, unico “Organismo di Programmazione Multidisciplinare” in Italia riconosciuto dal Mibact. Dopo il lock down, dunque, questo scorcio d’estate sarà dedicato alla world music e al jazz con i concerti delle due rassegne Raizes e Open Jazz, un assaggio delle attività multidisciplinari che ripartiranno a ottobre a pieno regime, con teatro, musica danza e circo. «Dopo mesi di chiusura forzata e di incertezze legate alla crisi del settore culturale – spiega il direttore artistico di Zo, Sergio Zinna – vogliamo riprendere le attività, anche se nel pieno rispetto delle norme anti-covid. All’esterno, nella splendida cornice di spiazZo, il pubblico potrà assistere ai concerti o cenare durante le rappresentazioni, godendo anche del nuovo panorama costiero svelato dalla neo-demolizione dell’ex palazzo delle poste. Sarà una ripartenza graduale – aggiunge Zinna – con il coinvolgimento di artisti del territorio, anch’essi molto colpiti dall’emergenza, con la voglia di offrire alla città proposte artistiche di qualità, momenti di condivisione collettiva e supporto agli operatori dello spettacolo». TRIA nasce dall’audacia sperimentale e dagli istinti musicali della chansonnière catanese Gabriella Lucia Grasso e della rockeuse Samuela Schilirò; è un progetto musicale che fonde la tradizione cantautorale siciliana con un rock dalle suggestioni 60’s di matrice americana: l’esito è un sound ricercato e innovativo destinato all’internazionalizzazione nel solco della world music. TRIA adotta la sonorità della lingua siciliana come strumento espressivo per narrare, con delicatezza e incisività, piccole storie e sentimenti essenziali a permettere l’immedesimazione da parte del pubblico. Si tratta di un progetto rigorosamente Live: live è la produzione minimalista che si avvale di suoni schiettamente acustici, unplugged la performance sul palco sul quale si intrecciano chitarre classiche e acustiche, mandolino, marranzano, cajón, shakers, sonagli e percussioni. Le voci di Gabriella e Samuela, autrici di testi e musiche, trascorrono dal sussurro all’insolenza, sorrette dai grooves del polistrumentista Giando Militello, coautore degli arrangiamenti. Il nome TRIA definisce le radici mediterranee del progetto: il greco trìa – tre suggerisce insieme il numero dei componenti dell’ensemble e quello delle punte dell’isola Trinacria da cui il viaggio ha preso avvio.

Autore: Redazionale

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