Tornano i festival di teatro contemporaneo di Officine Papage in Liguria e Toscana dal 16 luglio al 30 agosto

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Progetto DISTANZE POSSIBILI

drammaturgia di Mariagiulia Colace

con Marco Pasquinucci e Caterina Simonelli

16 LUGLIO / 30 AGOSTO

Toscana e Liguria

Tornano i festival di teatro contemporaneo di Officine Papage in Liguria e Toscana.

Da Piero Ciampi a Asimov per raccontare la distanza, e definire insieme il percorso minimo tra due punti necessario ad aprire le porte del sogno.

23 luglio / 30 agosto – Toscana (Pisa e Grosseto)

Festival delle Colline Geotermiche – La libertà in un metro

24 luglio / 30 agosto – Liguria (Genova e La Spezia)

Festival Nuove Terre – le Arti della Scena – Fattore di protezione minimo un metro

Arena Geotermica Larderello

  • Soliloqui positronici, omaggio a Isaac Asimov
  • 16/08 h.8.00 – Pomarance, Il boschetto di Gallerone (Pisa)
  • 18/08 h.19.00 – Framura, Località Costa  – Piazza della Chiesa (La Spezia)

Isaac Asimov, autore pilastro della fantascienza e teorizzatore delle tre leggi della robotica, attraverso i suoi robot ci parla di umanità.

Perché i robot sono così intriganti? Come fa il metallo a farci sentire così umani? E soprattutto… Cosa invidia, all’uomo, una macchina perfetta?

Mik-28, Robbie, Susan Calvin…Asimov ci racconta di robot che sembrano umani e umani che sembrano robot. Questi monologhi vogliono essere un omaggio ad alcuni dei personaggi creati dall’autore.

  • Il fuorigioco di Orione, ovvero partitella di pallone per sfuggire alla morte
  • 16/08 h.21.30 – Pomarance, Lo stadio (Pisa)
  • 18/08 h.22.00 –  Framura, Località Costa  – Piazza della Chiesa (La Spezia)

Se potessimo riprogrammarci, così come si fa con le macchine, cosa cambieremmo in noi stessi?

Se ognuno di noi potesse avere un se stesso bambino davanti, cosa gli raccomanderebbe per diventare un adulto felice?

Un intero paese ha preso parte a un esperimento.

Le indicazioni lasciate sono poche. “LORO” un misterioso direttivo composto da psicologi, ingegneri e scienziati hanno consegnato a ciascun individuo un bambino robot. Unica comanda “rendeteli felici”.

Marco e Caterina – due dei cittadini che prendono parte dell’esperimento – preparano il necessario per il primo test previsto dal programma, fanno i conti con la propria umanità e si chiedono: come si misura la felicità?

 

 

ARENA GEOTERMICA SITE SPECIFIC

  • L’IMBARAZZO DELL’INFINITO: esperienza per spettatore solo

dal 21/08 al 27/08  dalle h.18.00

Larderello, Refrigerante Centrale 3 (Pisa)

Un gioco è bello quando dura poco.

(saggezza popolare)

 

Noi profumiamo del profumo dell’eternità, ma non abbiamo l’olfatto per sentirlo.

(Abdelmajid Benjelloun)

 

C’è nessuno?

(particella di iodio Lete)

dedicato e ispirato ad Isac Asimov – Io robot – racconto: Bugiardo!

Tutti ci provano, con il tramonto. Chi con i colori, chi con le parole, chi con la pellicola. Gli estimatori, davanti al Sole che cala, attendono un po’ di più. La condizione ottimale è davanti al mare, perché l’Orizzonte offre un limite chiaro, un traguardo. C’è un momento preciso, sanno gli estimatori, in cui non si capisce se il Sole ancora c’è, o se non c’è più. Se a forza di guardarlo ci inganniamo che stia ancora lì, o se effettivamente sia sparito. Quel pezzettino – eppure così grande che tra tutto il cielo e tutto il mare si perde. Gli estimatori sanno che è quel limite, che fa tutto il tramonto. Chi si alza prima, non può capire. Chi fa la foto e si volta, non può capire. Gli estimatori di tramonti sanno, che per un breve attimo, tutti i colori diventano lo stesso colore, e che ogni cosa si mostra fatta della stessa sostanza. Gli estimatori sanno che la fine del tramonto c’è, e non si può dire mai quando.

Un essere umano di fronte un altro essere umano, che umano non è. Perché non ha un orizzonte da raggiungere. Un essere umano di fronte a un umanoide, una macchina, l’estrema evoluzione della leva di Archimede. Identici in tutto e per tutto. Con una sola piccola differenza. Anzi due. La macchina per piangere ha una riserva limitata di lacrime. La macchina non ha una fine. E ne è così imbarazzato da non saper più che fare.

Un viaggio/percorso/esperienza all’interno del refrigerante della centrale 3 di Larderello, umana cattedrale del nostro territorio, lo spettatore è invitato ad un’esperienza, uno spettacolo immersivo in cui le emozione e il racconto sono il refrigerante stesso, la sua architettura, la sua grandiosità, la sua circonferenza chiusa di cielo stellato, se di notte guardi in su, dal suo interno. Lo spettacolo si segue in cuffia. Allo spettatore, unico, all’entrata sarà fornita una cuffia e un ricevitore da cui ascolterà una voce. Lo spettatore è solo, l’unica compagna è una voce che racconta, che lo guida, che si confonde con i propri pensieri… Uno progetto appositamente pensato per spettatore unico, da ripetersi più volte al giorno (10 spettatori al giorno) e per più giorni per raggiungere una maggiore utenza. Un progetto pensato per agire la profondità.

  • END MEETING FOR ALL, Isaac Asimov Reprise

30/08 h.21.30

Palcoscenico virtuale con platee reali diffuse a Deiva Marina, Bonassola, Framura (Liguria) e Pomarance, Monterortondo Marittimo, Castelnuovo Val di Cecina (Toscana)

Lo spettacolo prevede una messa in scena particolare, in più piazze contemporaneamente, grazie al collegamento attraverso la piattaforma Zoom di attori e pubblico. Verranno allestite platee senza palco nei diversi territori. Il pubblico sarà invitato a sedersi e a collegarsi sul proprio cellulare attraverso un link. Da lì inizierà il racconto, che unirà il pubblico delle platee dei diversi territori, geograficamente divisi ma uniti online.

APPUNTI GENERALI

 

“Il punto è che la finzione ci ha consentito non solo di immaginare le cose, ma di farlo collettivamente.” [Yuval Noah Harari]

 

Le tre leggi della Robotica di Isaac Asimov:

“Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.”

“Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge.”

“Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.”

Qualcosa ha permesso all’essere umano di diventare il padrone del mondo: il sapere immaginare cose che non esistono, e il saperlo fare insieme. Immagina con tutti gli strumenti a sua disposizione e lo fa all’infinito. Così ha costruito città, confini, paesi, chiese, religioni, razze, macchine… alla continua ricerca della completezza, della perfezione. Fino a immaginare un se stesso perfetto, completo, senza difetti e chiamarlo Robot, umanoide, clone. Lo ha tirato fuori da sé, questo mostro, lo osanna, e lo teme. Lo colloca nelle situazioni più diverse e impensabili, futuri distopici o utopici, altri pianeti. Lo eleva a ruolo di carnefice o lo abbassa a ruolo di vittima.

E continua a immaginare, l’uomo, sempre più velocemente, sempre più voracemente.  Diventando l’unico essere vivente capace di sognare un mondo migliore e distruggere quello in cui abita.  Ma se potesse davvero pensare, un Robot, se potesse sviare alle tre leggi della robotica ipotizzate da Asimov e dire quello che pensa, cosa direbbe? Potrebbe mai provare invidia per un essere umano?

 

Come avete potuto – voi – immaginare un essere… una cosa come me?

Una macchina. Senza tutto… questo. Senza paura, senza malinconia, senza fine.

Non avere una fine è così imbarazzante.

Non si capisce il bianco della magnolia, senza fine.

Non si capiscono neanche le barzellette senza fine.

Non si capisce uno sputo a terra, senza fine.

Non si capisce nulla, senza fine.

 

 

www.officinepapage.it

Autore: Redazionale

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