‘Magari’ il sogno di una famiglia perfetta

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‘Magari’ il sogno di una famiglia perfetta

@ Loredana Pitino (27-05-2020)

In questo triste momento di chiusura dei cinema e dei teatri, la piattaforma digitale di Rai play sta presentando, in esclusiva, alcune pellicole che sarebbero dovute uscire in primavera. Si tratta di film italiani, opere prime di registi giovani.

La prima proposta, visibile a partire dal 21 maggio, è quella di un film del 2019 diretto da Ginevra Elkann, al suo esordio alla regia, Magari, proiettato in apertura al Locarno Festival il 7 agosto 2019, in prima mondiale.

Il soggetto e la sceneggiatura della stessa Elkann e di Chiara Barzini raccontano una piccola storia semplice e deliziosa che ci porta a fare un tuffo nel passato degli anni ‘80, dove una famiglia smembrata dalla separazione dei genitori vive, nelle singole persone dei tre figli piccoli, la lacerazione e il disagio della gestione di una situazione difficile che, in quegli anni, non era poi così frequente.

La piccola Alma, la più fragile, vive a Parigi con suoi due fratelli di poco più grandi, la madre Charlotte e il patrigno Pavel di fede ortodossa alla quale ha convertito la compagna e i suoi figli di estrazione cattolica. Charlotte, in attesa di un nuovo figlio da Pavel, ha una gravidanza difficile e, dopo essersi accordata con l’ex marito Carlo che vive a Roma, manda da lui i ragazzi per passare le vacanze di Natale e capodanno in montagna.

Invece Carlo, sceneggiatore di scarso successo, porta i ragazzi al mare di Sabaudia insieme a Benedetta, la sua collaboratrice e nuova compagna, in una casa disabitata e malandata dal forte sapore crepuscolare.

La convivenza di questa famiglia allargata sembra all’inizio difficile, perché i caratteri dei vari personaggi sono davvero divergenti. I bambini non parlano nemmeno più in italiano. Poi, lentamente, i nodi si sciolgono, gli spigoli si smussano. Intervengono amici e figure nuove che contribuiscono ad allentare la tensione e a creare un’altra atmosfera.

La piccola Alma conserva una fotografia – di quelle antiche foto tessera in serie – dove si vedono insieme il padre e la madre; guardando e baciando questa foto spera che possa tornare tutto come un giorno, come un tempo che lei nemmeno ricorda perché era troppo piccola quando i suoi si sono separati, ma che rimpiange con una nostalgia struggente. E’ lei che commenta gli episodi ed esprime il suo desiderio ripetendo a se stessa: “Magari”.

Il punto di vista preferito nel corso di tutto il film è proprio quello tenero e sofferto della piccola che guarda al mondo degli adulti con stupore e sospetto ma con una maturità trasognata più forte di quella del padre – più immaturo degli stessi figli –, della madre – succube del rigorismo morale del nuovo compagno –, della nuova compagna del padre – donna eterea, fuori ruolo come madre, dolce nei suoi sorrisi smarriti ma inconcludente.

L’imperfezione degli adulti poco cresciuti o cresciuti per forza, la voglia di vivere e di amare malgrado tutto, la ricerca di un nido, anche nuovo, anche ricomposto in ruoli reinventati, sono i temi di un racconto delicato dove i silenzi sostituiscono spesso i dialoghi ma ci dicono più delle parole.

Alcune scene appaiono come un omaggio a Nanni Moretti, La stanza del figlio, con la famiglia che viaggia in macchina e canta a squarciagola una canzone di Julio Iglesias.

E’ facile pensare che la vicenda abbia un forte sapore di autobiografia (due fratelli maschi e una piccola femmina sognatrice, più due genitori separati, proprio come Margherita Agnelli e Alain Elkann, i genitori della regista).

Alla presentazione del film a Locarno l’autrice ha però negato con fermezza ogni riferimento personale, affermando: «Magari si basa sui ricordi e sulla nostalgia».

In una narrazione frammentaria, risulta molto credibile Riccardo Scamarcio nel ruolo del padre incapace, che non conosce per niente i suoi figli ma ne pretende il rispetto; delicata nella sua fragilità la diafana Alba Rohrwacher, che con la sua voce rauca e interrotta a volte consola i bambini e a volte li sconvolge. Molto bravi i tre ragazzi, vivaci, veri, pertinenti nel ruolo, toccanti nei momenti di maggiore pathos. Luminosa la regia e con tagli ampi nei paesaggi ma anche negli interni ispezionati con frequenti piani sequenza.

Nel complesso il racconto risulta slegato, forse per una scelta voluta, con qualche evidente vuoto di trama che denuncia la necessità di una maturazione di alcune potenzialità che la Elkann sicuramente ha.

MAGARI

titolo internazionale:

IF ONLY

regia di:

Ginevra Elkann

Interpreti:

Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Milo Roussel, Ettore Giustiniani, Oro De Commarque, Céline Sallette, Benjamin Baroche, Brett Gelman, Luigi Catani

sceneggiatura:

Chiara Barzini, Ginevra Elkann

Autore: Loredana Pitino

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