‘Magari’ il debutto felice di Ginevra Elkann

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‘Magari’ il debutto felice di Ginevra Elkann

@ Chiara Marconi (30-05-2020)

Un film sospeso, struggente, che straccia il cuore e ti sconquassa, con un ritmo lento o a volte frenetico di battiti che dettano i tempi dei vari climax. Con Magari la giovane neoregista supera il suo primo banco di prova ritraendo atmosfere e personaggi senza dubbio a lei familiari. Il delicato racconto dei tre fratelli legati da fili invisibili che vanno ben oltre il rapporto di sangue, si esplicita in una trama reticente che li fa vivere, fino alla fine con un sospiro di sollievo, li rende vivi ma li fa anche morire e rinascere. La scena è per lo più un luogo di mare reso evanescente dall’inverno, come il paesaggio raffigurato su una cartolina sbiadita dal tempo, ed è volutamente irrilevante la collocazione della storia negli anni ’80; l’atemporalità, le parole soltanto suggerite, segnano l’indecifrabilità dei sentimenti in quei giorni come nei nostri, come in ogni epoca umana.

Magari si presenta come un prisma da cui raccogliere lo spettro di dispersione delle emozioni, dal riso al pianto, dalla passione al tormento interiore e fisico, dal grido “voglio uscire” all’incantamento che porta all’amore. Una piccola fabula sommessa, nello stile di Natalia Ginzburg, dove un vento d’acqua ci porta a fonderci con il desiderio dell’io “bambino”. Possiamo dire che si tratta di un’opera non banale, mai scontata che ti prende e ti lascia in bocca un sapore doceamaro, anche nel finale attraversato dalla speranza e dal disincanto dei bambini. Nel film, dai possibili riferimenti autobiografici, sono sempre le donne, le protagoniste, ad alimentare il gioco di ruolo per mezzo di un’infinita gamma di simboli e riflessi, di “oggetti di scena” che pervadono l’intera pellicola, impercettibili segnali che la regista ci regala per indicare quello che sarà il cammino, il sogno, attraverso una fotografia di indiscussa magia che inonda d’azzurrino il finale parallelo. Il sogno lucido della piccola Alma lascia lo spettatore sull’orlo del dubbio, facendo da sponda alla tensione che si allenta solo alla fine. Come a voler liberare chi osserva di un peso diventato nel frattempo anche suo.

MAGARI

  • Regia: Ginevra Elkann
  • Cast: Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Céline Sallette, Benjamin Baroche, Oro De Commarque, Ettore Giustiniani, Milo Roussel
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 104 minuti
  • Produzione: Italia, Francia, 2019
  • Distribuzione: Bim Distribuzione

Autore: Chiara Marconi

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