Una porta sull’irrazionale. Torna nei cinema Vertigo di Hitchcock, in versione restaurata. All’Odeon CineHall di Firenze il 9 e 16 dicembre

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Una porta sull’irrazionale. Torna nei cinema Vertigo di Hitchcock, in versione restaurata. All’Odeon CineHall di Firenze il 9 e 16 dicembre

@ Lucia Tempestini (09-12-2019)

Firenze, Odeon CineHall – In La donna che visse due volte (Vertigo, 1958 dal romanzo “D’entre les morts” di Boileau e Narcejac)  Hitchcock attua una mise en abyme delle sue ossessioni più intime, aiutato in questa operazione dal tormento di cui Stewart sa innervare ogni sguardo di Scottie. L’ex poliziotto protagonista di questa storia – a tratti curiosamente proustiana -, malato di acrofobia, oppresso dal senso di colpa per la morte di un collega, appare fin dalle prime battute destinato a cadere nel controllato e sapiente dilagare dei simboli, nel labirinto della passione per l’enigmatica, forse folle, “donna fantasma” Madeleine. La paura/desiderio del vuoto e della perdita – di sé e delle persone amate –, rappresentata dall’immagine ricorrente del vortice, del gorgo, della spirale (che affiora ovunque: nel bouquet che Madeleine copia dal ritratto di Carlotta Valdes, nei cerchi concentrici della sequoia, nel lampadario dell’Hotel McKittrick, nelle sedie di Midge, nei capelli di Madeleine), confluisce nel trasporto smarrito, conflittuale, interrogativo, che Scottie prova per il luminoso, biondazzurro, mistero di Madeleine.

Un chiarore fisico che circonfonde l’identità labile, mutevole della donna (che infatti si duplicherà nella figura, bruna ma altrettanto inafferrabile, di Judy) e diventa rapidamente una porta sull’irrazionale, sull’incomprensibile; sull’aspetto più estremo, buio, pericoloso della natura femminile. Così come l’accordo di prospettive illusionistiche creato da Hitchcock fa scivolare lo spettatore dentro una dimensione rovesciata del reale che altera la percezione degli spazi e dilata in senso anamorfico i significati. L’eco di Vertigo attraversa gran parte del cinema dagli anni ’60 fino ai giorni nostri. Lo possiamo avvertire in tutti i film di Polanski – particolarmente nel diabolico gioco di specchi di Le locataire, 1976 – e persino in alcune sequenze de La sconosciuta di Tornatore, 2006. Un esplicito omaggio a Vertigo (e ad altre pellicole di Hitchcock) viene reso da Olivier Assayas con Personal shopper nel 2016.

Le caratteristiche del film – il ritmo lento, ipnotico, la complessità angosciosa della vicenda, l’aspetto onirico, il raffinato cromatismo, la ricerca formale  (i filtri, le luci al neon, la famosa carrellata all’indietro combinata con lo zoom in avanti nella scena del suicidio di Madeleine) – determinarono l’insuccesso di pubblico e di critica che fu all’origine della rottura artistica fra Hitchcock e Stewart.

 

Ringraziamo Odeon CineHall per la gentile collaborazione.

Autore: Lucia Tempestini

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