George prende al laccio la luna. Eroi e antagonisti ne ‘La vita è meravigliosa’ di Frank Capra

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George prende al laccio la luna. Eroi e antagonisti ne ‘La vita è meravigliosa’ di Frank Capra

@ Monica Vincenzi (29-03-2020)

La vita è meravigliosa del grande regista Frank Capra è certamente un classico, adatto a tutti e per questo non invecchia, anzi migliora, dato che le capacità interpretative del pubblico aumentano, per cui può essere compreso più in profondità. Ma non basta per spiegare il suo inalterato successo. Come nel caso delle opere verdiane, siamo in presenza di una rappresentazione artistica che è stata capace di toccare l’universalità dell’animo umano e dei suoi archetipi, descrivendo situazioni simboliche di particolare rilevanza educativa. Non è di sicuro una novità quanto sto affermando, da sempre si è colto il potenziale antidepressivo di questo film, tuttavia io vorrei evidenziare le dinamiche fra eroi e antagonisti, qui magistralmente narrate.

La storia comincia in “medias res”, cioè in un momento cruciale della vita del protagonista, George Bailey, che vive in una cittadina di provincia degli Stati Uniti durante la terribile crisi della banche che si è accompagnata alla storica depressione economica dei primi decenni del secolo scorso. È la vigilia di Natale. Tutti nella cittadina si accingono a festeggiarlo, tranne George Bailey, che è disperato e scoraggiato al punto da tentare il suicidio, per via dello smarrimento di una ingente somma di denaro, proprio mentre gli ispettori delle banche sono venuti a controllare i bilanci della sua società di credito edilizio. La responsabilità è dello zio, che molto incautamente aveva ostentato il meritato trionfo della famiglia, proprio davanti al loro più temibile antagonista, il perfido Potter, un ricco banchiere che da sempre cerca di ostacolare i piani dei Bailey. Qui possiamo immediatamente trarre un grande insegnamento. Mai ostentare i trionfi, specie davanti a persone rigide e bloccate (non a caso Potter è rappresentato immobilizzato sulla sedia a rotelle) che, anche se ricche e potenti, quindi molto realizzate in alcuni ambiti della propria esistenza, possono provare sentimenti di fortissima rivalità verso coloro i quali, magari con minori ricchezze, si dedicano alle proprie passioni in funzione dell’evoluzione di tutti. Capra ci suggerisce prudenza e umiltà, anche nei momenti di successo della nostra vita, per non ferire o umiliare chi può trovarsi a vivere grosse difficoltà e per non suscitare  pericolose reazioni oppressive da parte di chi invece tende a interpretare ruoli da antagonista.

George è un “buono”, si è sempre sacrificato per gli altri, rinunciando a molti dei suoi progetti per porre rimedio a emergenze che sopravvenivano nei momenti in cui aveva deciso finalmente di realizzarli. È un eroe che si lascia bloccare per un eccesso di generosità e di rinuncia a favore di altri. Un altro insegnamento che il regista ci propone è quello di mettere al centro della vita i nostri progetti, perché anche la generosità, se eccessiva, può alla fine rivelarsi dannosa. Infatti posporre sempre i propri desideri alle esigenze altrui, anche se nobilissime, può condurre ad uno stato di esasperazione tale da non essere più affrontabile con le proprie risorse individuali. George, dopo aver salvato la vita al fratellino, sostituito il padre alla guida della società di famiglia, aiutato moltissimi amici e affrontato con coraggio il tentativo di Potter di impadronirsi di tutta la cittadina, con continue incursioni invasive nei vari ambiti economici (dimostrando che l’avidità di ricchezza materiale può essere insaziabile), ad un certo punto crolla e diventa aggressivo e violento, prima con la sua famiglia e poi verso se stesso, arrivando a pensare di togliersi la vita. George fortunatamente non è solo, ma è sposato con Mary ed insieme crescono i loro quattro bambini. Mary è l’eroina, la parte complementare di George, che sa mantenere la calma anche quando il marito, vittima delle terribili oppressioni di Potter, la perde. George durante il film supera tante prove, anche con l’aiuto della “Provvidenza”, che veste i panni di un Angelo sceso sulla Terra per proteggere l’eroe in un momento di particolare pericolo. Il film parla un linguaggio da fiaba, ma proprio per questo più significativo dal punto di vista simbolico.

Il tema della perdita della calma a causa delle oppressioni, che hanno esattamente questo scopo, cioè scoraggiare gli eroi, spaventarli, far loro perdere tempo e di vista gli obiettivi, è descritto con grande maestria e ci mostra quanto sia importante il contributo di Mary, del Femminile, che al termine del film escogiterà il piano vincente per superare ciò che al Maschile, a George, sembrava irreparabile. Il ruolo dell’Angelo e quello di Mary sono complementari, dato che consentono al Maschile di ammorbidirsi e di cogliere l’importanza delle reti relazionali che ci collegano tutti in un sistema indissolubile. Per distogliere George dal proposito di uccidersi, l’angelo utilizza un metodo geniale: gli mostra come sarebbe stata la vita della sua cittadina se lui non fosse mai nato. Per eliminare la sua durezza, la violenza che rivolge contro se stesso, il suo eccessivo Super-Io, o coscienza morale, l’angelo gli fa vedere come in un film (e così anche noi possiamo capire il valore educativo del cinema) quante cose belle ha e quante conseguenze positive hanno avuto le sue azioni. A quel punto George capisce che qualsiasi difficoltà è affrontabile e soprattutto comprende il valore dell’amore e della vita. Questo è un altro grande insegnamento: è importante saper apprezzare gli aspetti positivi, che ci sono sempre, e che a volte diamo per scontati, concentrandoci unicamente sulle difficoltà, sugli insuccessi, con la sola conseguenza di deprimerci.

Potter, il malvagio antagonista, definisce George e la sua famiglia “illusi, eterni sognatori”; come lo Scrooge di Dickens, si giustifica razionalizzando che la nobiltà che mostrano alcune persone sia una illusione, frutto di un distacco dalla realtà o peggio di finzione. Senza questo alibi non potrebbero continuare ad agire per il male, hanno bisogno di giustificarsi scaricando la responsabilità sulla natura umana, che a loro avviso non può che essere malvagia, se non vuol soccombere sotto il peso dell’illusione di un mondo migliore. George ripete il copione paterno, è altruista al punto da soffocare sempre le sue esigenze a favore degli altri, è tuttavia più combattivo del padre, il quale con grande imprudenza lascia che Potter divenga socio delle loro attività, consentendogli di torturarlo continuamente. Il padre di George sottovaluta la pericolosità del suo avversario, che è un predatore particolarmente spietato, al quale non va concesso per nessun motivo di entrare nella propria vita. George farà di peggio, arriverà addirittura a chiedergli aiuto nel momento di estrema difficoltà, sperando di ottenerlo, consentendogli così di indurlo al suicidio mostrandolo come unica soluzione per un persona che varrebbe più da morta che viva. Il sadismo di Potter è estremo, il suo comportamento sarebbe ora considerato un reato grave, ma la descrizione che ne fa il regista è molto precisa e ci permette di imparare a diffidare delle persone che non conosciamo bene, e a non consentire loro di diventare intime troppo in fretta. Potter è un antagonista particolarmente abile, usa tutti gli stratagemmi possibili, cerca sia di sedurre George con una proposta di lavoro ben remunerata, sia di spaventarlo per abbattere le sue difese e quindi invaderlo, dato che è l’unico baluardo che si oppone al suo predominio.

Il grande valore della solidarietà e dei legami invisibili, ma imprescindibili fra gli esseri umani è messo in evidenza continuamente, ad esempio nell’episodio del farmacista che, sconvolto dalla notizia della morte del figlio, scambia inavvertitamente la medicina per un cliente con un veleno e George, seppur ancora fanciullo, lo salva e mantiene il segreto, evitando così all’anziano ogni conseguenza della sua disattenzione. Ciò suggerisce che non ha senso giudicare i nostri simili, specie se l’errore è stato compensato dall’amore di un altro essere umano, consapevole del contesto nel quale si era verificato. Del resto, come dice lo psichiatra Assagioli nel suo “Psicosintesi”, è l’intenzione che qualifica le nostre azioni e il nostro protagonista lo comprende a pieno, fermando la spirale di dolore che si dipanava dalla tragedia della morte del figlio del suo datore di lavoro. Ovviamente il farmacista sarà riconoscente, dimostrandoci che è importante ricambiare l’aiuto ricevuto: anche se può sembrare una banalità, non lo è affatto. Proprio nella farmacia il nostro eroe compie fin da bambino un atto scaramantico: utilizzando un accendino da tavolo posto sul bancone, ogni volta che entra nel locale prova a farlo funzionare, associando lo sprigionarsi della fiamma ad una profezia positiva, per sottolineare il valore che ha il pensiero sul succedersi degli eventi della nostra vita. Non a caso la fiamma ha grande valore simbolico, sia come sprigionarsi di energia, che di spiritualità.

George e Mary sono una coppia che con il suo esempio fa da guida agli altri, specie per il loro rapporto con il Femminile. All’inizio della relazione tra i due, George propone di “prendere al laccio la Luna”, in apparenza per regalarla a Mary, ma in realtà per se stesso, per integrarla nella sua personalità che, senza il Femminile, simboleggiato appunto dalla Luna, sarebbe violenta e disarmonica. Infatti George pur essendo una persona di grande valore e umanità, senza l’amore di sua moglie e soprattutto senza accettare le caratteristiche femminili, scivolerebbe verso l’autodistruzione, anche a causa delle eccessive rinunce, come abbiamo spiegato in precedenza. L’episodio della “Luna” è fondamentale nella vita nella coppia, tanto da dare avvio alla relazione tra i due e mostrare come i progetti di Mary siano vissuti con maggiore determinazione, risultando vincenti su quelli del ragazzo, che ha ancora sogni da esploratore, mentre lei ha già il desiderio di una famiglia. Mary è un personaggio che mostra ottima integrazione tra caratteristiche maschili e femminili, in quanto è sia dolce che determinata: per questo è più evoluta nei confronti del suo innamorato, che ha ancora sogni e progetti adolescenziali anche a causa della sensazione di prigionia degli eventi a cui deve sempre far fronte fin dall’adolescenza. Si può ipotizzare che la relativa immaturità del protagonista maschile sia provocata dalla necessità di porre rimedio alle conseguenze dell’ingenuità del padre che ha consentito a Potter di entrare nelle attività di famiglia, problema che Mary non ha, tanto da permettersi, a differenza di George, di completare i suoi studi superiori. Il regista dimostra quindi di avere già nel 1946, in un film ambientato nel 1929, una visione moderna del valore dell’istruzione femminile.

Il punto di svolta della vicenda avviene quando lo zio mette involontariamente nelle mani di Potter un grande quantitativo di denaro appartenente alla Società, esponendo  il nipote al rischio di una condanna penale. Il protagonista ha una reazione di rabbia esplosiva, come coloro che hanno tollerato soprusi e rinunce troppo a lungo. A questo punto compare l’angelo, che paradossalmente ha anche lui bisogno di aiuto per evolvere ed escogita il piano decisivo. Piano che richiama molto bene le moderne teorie di Fisica sugli universi paralleli, intesi come dimensioni che coesistono senza comunicare fra loro.

Nel film compaiono spesso anche animali e piante come veri personaggi partecipi delle vicende narrate: i petali della rosa di una delle figlie di George e Mary, simbolo della vita che scorre e del suo valore; un uccello nero sempre presente negli uffici della società per evidenziare i momenti di pericolo della storia. Tutto ciò per mostrare il legame inscindibile tra tutti gli esseri viventi nel cosmo.

In conclusione, il film mette in evidenza come lo scoraggiamento possa essere più pericoloso di una malattia fisica, e come il pensiero di un gruppo teso ad un unico scopo possa aiutare una persona in difficoltà. Inoltre spiega quanto sia essenziale “vedere”, osservare le situazioni, per allargare la comprensione della realtà e le consapevolezze. Più diveniamo consapevoli di noi stessi e del mondo che ci circonda, e meno corriamo il rischio di essere preda di ostacoli di ogni genere. La vicenda narrata dimostra chele nostre vite sono tutte collegate e che il passato può condizionare il presente, inteso come conseguenza delle decisioni prese, sia positive che negative e degli avvenimenti significativi che si sono succeduti. Ciò ovviamente stimola oltre che la presa di coscienza, la responsabilità che abbiamo nei confronti della nostra vita,impedendoci di scaricare sempre all’esterno la causa di tutto quello che ci riguarda. Si sottolinea inoltre quanto il rispetto di se stessi e delle proprie esigenze, in primis la dignità, siano importanti. Anche la persona più equilibrata ha dei limiti fisici e spirituali: è importante che ognuno di noi sappia riconoscere i propri.

Questo gioiello cinematografico può essere considerato un vero “rimedio d’emergenza” per i momenti di scoraggiamento. Nessuno può rimanere indifferente ai forti messaggi positivi che il regista riesce a trasmetterci. Consigliamo di tenerlo sempre nella propria videoteca.

Autore: Monica Vincenzi

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