Giovedì 2 aprile Massimo Popolizio legge Leopardi e Monica Demuru i versi di Anedda sui social del Teatro di Roma

  

#TdRonline

il Teatro di Roma va in scena sul web

Giovedì 2 APRILE su tutti i canali social del Teatro di Roma:

 

MASSIMO POPOLIZIO LEGGE l’infinito di Giacomo Leopardi

Monica Demuru porta in voce Historiae di Antonella Anedda

Nel palinsesto social del Teatro di Roma continuano ad alternarsi inediti contributi immaginati da artisti che ci regalano una raccolta di volti, voci e parole, per creare e condividere insieme uno spazio virtuale, da cui guardare la realtà e tenere vivo il desiderio di teatro.

Con l’#TdROnline, per la campagna #iorestoacasa e #laculturaincasa, giovedì 2 aprile è in programma un doppio appuntamento virtuale su tutti i canali social (Facebook, Instagram e YouTube). Inizia Massimo Popolizio (alle ore 12) che ci conduce dentro L’Infinito di Giacomo Leopardi, per riscoprirne la bellezza e il valore universale, un luogo da visitare, seppur immateriale, ripercorrendo l’esperienza vissuta dal poeta e narrata nella poesia. Reduce da un’altra collezione di sold out al Teatro Argentina con il suo Nemico del Popolo, Massimo Popolizio raccoglie l’invito che il Teatro di Roma sta rivolgendo ad artisti, autori, registi e attori a condividere una pagina di ciò che stanno leggendo in queste giornate. Il regista e attore sceglie, così, uno dei testi poetici più rappresentativi della lirica italiana, un classico in endecasillabi che ci ricorda come sia il limite del nostro sguardo a spalancare la visione dell’assoluto, anche in quello che ci appare nient’altro che un panorama asfittico.

Monica Demuru (alle ore 16), dopo aver letto La Cornice del Decamerone, apre un ciclo di letture tratte da Historiae di Antonella Anedda, una delle poetesse più rappresentative e profonde degli ultimi anni sin dal suo esordio del 1992. Una raccolta di paesaggi e destini, collettivi e individuali, tra disordine, crudeltà e inganni, che traghettano il senso di comunità e delle sue relazioni, sempre sul punto di disgregarsi. Sono soprattutto le immagini a far procedere le Historiae, che riportano alla luce ciò che non si vuole vedere. Nessuna differenza tra pubblico e privato, tra storia, geografia e geologia.

Autore: Redazionale

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