Caso Henri Pick: giallo alla biblioteca dei “libri rifiutati”

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Caso Henri Pick: giallo alla biblioteca dei “libri rifiutati”

@ Giuseppe Tumminello (03-01-2020)

Le variabili che concorrono a determinare il successo di un libro sono tante, ma quando fattori diversi arrivano miracolosamente a congiungersi la fama per l’autore è assicurata, e talvolta si può gridare al capolavoro – caso molto raro e riservato ai geni immortali da Dante a Proust –, o trovarci anche davanti a un’operazione puramente commerciale.

Uno scrittore sconosciuto è normale che ambisca alla notorietà, scendendo persino a compromessi ambigui pur di ottenerla; tuttavia c’è chi preferisce vivere nell’ ‘intimità’ la propria arte e morire anonimo, folle e nella totale miseria, sperando di godere di una gloria postuma, dopo la dipartita.

Potrebbe essere il caso di Henri Pick, un pizzaiolo bretone che si presume abbia scritto in segreto un grande romanzo mai pubblicato, divenuto un best seller, due anni dopo la sua morte. Il favorito dalla sorte è il protagonista ‘assente’ dell’ultimo film di Rémi Bezançon – noto per Le premier jour du reste de ta vie (2008) – che adatta, insieme alla co-sceneggiatrice Vanessa Portal, l’omonimo libro di David Foenkinos, Il mistero Henri Pick (Éditions Gallimard, 2016).

Difatti, la trasposizione cinematografica, a differenza dell’opera originale, pone il focus su uno dei personaggi, e cioè il critico Jean-Michel Rouche (interpretato da Fabrice Luchini), il quale di fronte al caso letterario si rifiuta di credere alla palese messinscena editoriale, esprimendo nel corso di una trasmissione televisiva tutti i sospetti nutriti sul misterioso Henry Pick che – secondo le dichiarazioni della vedova – “non ha mai letto, né scritto nulla oltre alla lista della spesa!”. Per di più, il romanzo del pizzaiolo Pick, Le ultime ore di una storia d’amorenon è un libro di ricette afrodisiache, ma racconta, con una ‘forte tragicità’ in equilibrio tra Eros e Thanathos, la fine di una storia d’amore intrecciata con l’agonia del grande poeta russo Aleksandr Puškin, ferito mortalmente in duello.

“Chi poteva scrivere un libro simile e decidere di restare nell’anonimato?” “Chi è davvero Henri Pick?” Sono le domande ossessive alle quali Jean-Michel Rouche cerca di dare una risposta, indagando sulla vera paternità del manoscritto che fin dalla sortita gli ha causato danni, tra cui il licenziamento con un sms dal programma Infinitif, l’abbandono da parte della sua compagna e il discredito come critico letterario. Per scovare le prove si trasferisce addirittura nel luogo del misfatto, a Crozon – piccolo paese di mare in Bretagna, sulla punta di Finistère –, dove Daphne Despero (Alice Issaz), rampante giovane editor della casa editrice Grasset, ha trovato il capolavoro di Pick, per caso, tra gli scarti editoriali dell’unica Biblioteca dei libri rifiutati esistente in Francia. [1]

La trama del film avanza con modalità hitchcockiane, tra falsi indizi e depistaggi da perfetto giallo deduttivo: un thriller senza cadaveri, ma con corpus di rifiuti letterari riciclati, dove l’investigatore Rouche/Luchini, come il detective Sherlock Holmes o Auguste Dupin, o Hercule Poirot, non cerca “chi l’ha ucciso” ma “chi l’ha scritto?”. Il regista Bezançon costruisce un avvincente intrigo letterario, un’indagine colta, intelligente, ironica e divertente, dove il mistero, al centro della vicenda, cattura l’attenzione del pubblico, avvinto dal  ritmo della suspense. Il mistero Henri Pick è altresì una satira dall’interno al mondo dell’editoria e alle sue scelte basate più sul valore monetario di un testo che sul talento dell’autore. La sceneggiatura rivolge critiche acuminate pressoché continue alle recensioni spazzatura, puramente promozionali e dettate dall’interesse a conservare buone relazioni con case editrici, autori, editor, uffici stampa, ecc. ecc.

Fabrice Luchini nella parte dello snob parigino, pomposo, riluttante – prima critico temuto per i suoi giudizi/oracoli, poi defraudato del potere di influencer letterario -, è come sempre un perfetto interprete, sostenuto in questa circostanza dalla reale passione per la letteratura, che lo contraddistingue quale attore/comédien colto e preparato. Persino la sua chiara dizione – a volte un po’ affettata – è qui un elemento caratterizzante che contribuisce alla resa eccellente del personaggio, anche quando si rilassa con una canna liberatoria. Nella risoluzione dell’enigma, Luchini è affiancato da Camille Cottin che interpreta Josephine, la figlia di Henri Pick: insegnante, topo di biblioteca, indipendente, con un figlio da crescere, è intenta anche lei a scoprire la verità sul padre, pur proteggendo soprattutto la madre Madeleine (una brava Josiane Stoleru), appena catapultata sotto le luci dei riflettori “inebrianti e insopportabili” dei mass media. Dà un ottimo contributo alle ricerche investigative anche la trepida bibliotecaria dal cuore ferito Magali Roze (Marie-Christine Orry), che ama definirsi la “Madre Teresa degli scrittori mancati”. Degno di nota è il cammeo di Hanna Schygulla (nel ruolo di Ludmila Milotchka Blavitsky): da antica musa di Fassbinder disorienta le indagini, ma forse è anche l’ispiratrice di Henry Pick – che dedica a M. il suo libro.

Alla fine si scoprirà il vero autore, il quale – impossibilitato a rivendicare la paternità del romanzo a causa degli effetti disastrosi che provocherebbe lo svelamento del suo stesso inganno, o forse perché preferisce l’amore al successo – è costretto a nascondersi come un “animale perseguitato” dietro la sua “creatura” e accettare umilmente di essere un famoso scrittore ‘sconosciuto’. Con un gesto che simboleggia la volontà di rinuncia definitiva, il vero Henry Pick inizia il pellegrinaggio laico verso il “santuario dell’anti-posterità”, portando a piedi e di persona – come da regolamento – il suo ultimo libro-confessione, L’uomo che dice la verità (La Révélation), per trovargli il giusto loculo nel cimitero dei ‘falliti’ e sacrificarlo tra gli scaffali della biblioteca degli scartati, espiando così la colpa prima di essere dimenticato per sempre.

[1] Ispirata allo scrittore americano Richard Brautigan che la descrive nel suo romanzo del 1971 L’Aborto, la Brautigan Library – nata nel 1990 a Burlington, nello Stato del Vermont e spostata nel 2010 a Vancouver, nello stato di Washington dove è aperta al pubblico al Clark County Historical Museum – raccoglie tutti i libri scartati dagli editori, ndr.

IL MISTERO HENRI PICK

Titolo originale Le mystère Henri Pick

Titolo edizione italiana Il mistero Henri Pick

Lingua originale Francese

Paese Francia

Anno 2019

Genere Commedia

Durata 100 minuti

Data di uscita italiana: 19 dicembre 2019

 

Regia Rémi BEZANÇON

Sceneggiatura Rémi BEZANÇON e Vanessa PORTAL

Adattamento dal romanzo Le mystère Henri Pick di David FOENKINOS, Editions Gallimard (2016), pubblicato in Italia da Mondadori Libri (2017)

Prodotto da Isabelle GRELLAT DOUBLET, Éric ALTMAYER, Nicolas ALTMAYER

Fotografia Antoine MONOD – AFC

Montaggio Valérie DESEINE

Scenografia Maamar ECH-CHEIKH

Sonoro Marc ENGELS, Olivier WALCZAK, Anne GIBOURG, Emmanuel CROSET

Musiche originali Laurent PEREZ DEL MAR

Trucco Michelle CONSTANTINIDES

Acconciatura Stéphane MALHEU

Costumi Marie-Laure LASSON

Segretaria di edizione Isabelle PERRIN-THEVENET

Primo assistente alla regia Jean-Louis FRÉMONT

Direzione di produzione Pascal BONNET

Direzione di post-produzione Patricia COLOMBAT

Casting Nadia NATAF

una co-produzione MANDARIN PRODUCTION, GAUMONT, France 2 Cinéma, Scope Pictures

con la partecipazione di Canal+ , Ciné+, France Télévisions

con il sostegno di Région Île-De-France

e la partecipazione di Entourage Pictures

Vendite Gaumont

Distribuzione italiana I Wonder Pictures, Unipol Biografilm Collection

Ufficio stampa PUNTOeVIRGOLA

 

CAST ARTISTICO

Jean-Michel Rouche (il critico letterario) Fabrice LUCHINI

Joséphine Pick (la figlia di Henri Pick) Camille COTTIN

Daphné Despero (la giovane editor della casa editrice Éditions Grasset & Fasquelle) Alice ISAAZ

Frédéric Koska (il giovane scrittore compagno di Daphné Despero) Bastien BOUILLON

Madeleine Pick (la vedova, moglie di Henri Pick) Josiane STOLERU

Inès de Crécy (la direttrice della casa editrice Éditions Grasset & Fasquelle) Astrid WHETTNALL

Jean-Pierre Gourvec (il fondatore della Biblioteca dei libri rifiutati a Crozon, solo nel video documentario) Marc FRAIZE

Magali Roze (la bibliotecaria della Biblioteca dei libri rifiutati) Marie-Christine ORRY

Gérard Despero (il padre di Daphné Despero) Vincent WINTERHALTER

Brigitte Rouche (la compagna di Jean-Michel Rouche) Florence MULLER

Bénédicte Le Floch (la direttrice del Club dei lettori di Crozon) Annie MERCIER

Cugino di Gourvec (uomo sulla sedia a rotelle, nella casa di riposo, con laringofono) Jean KERGRIST

Professoressa di russo Youlia ZIMINA

Proprietari della crêperie (nuova gestione del ristorante di Henri Pick) Muriel RIOU, Hervé MAHIEUX

Barman Hôtel Bristol Clément VIEU

Aleksandr Puškin Pierre BOUREL

Henri Pick (solo nelle foto) Jean-Claude TAGAND

 

e con la partecipazione straordinaria di

Hanna SHYGULLA nel ruolo di Ludmila (Milotchka) Blavitsky (amante di Jean-Pierre Gourvec)

Autore: Giuseppe Tumminello

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