Di sera, con Marcello Allegrini e Fabio Baronti

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Di sera, con Marcello Allegrini e Fabio Baronti

@ Lucia Tempestini (05-01-2020)

Marcello Allegrini

All’improvviso, nel terzo atto, irrompe fra i maneggi i bisticci e i languori di una Firenze d’altri tempi la fauna stralunata dell’Ispettore gogoliano, e quella stessa atmosfera isterica, quegli sgargianti fantocci umani in bilico sulle voragini dell’assurdo. Il reportèr del Fieramosca acquerellato da Marcello Allegrini inquieta più che indurre al sorriso, è un notabiluccio in completo a quadretti che risplende di follia unidimensionale, un predatore di fatti altrui ilare come lo Stregatto e futilmente suscettibile come la Regina di Cuori di Carroll. Gli intrighi di questa pur memorabile Acqua cheta si dissolvono nell’aria, soffiati via dai venti che arrivano dalla Prospettiva Nevskij e da certe cittadine della provincia zarista.

I rapidi fuochi celestini che rivelano per qualche istante il rovescio del mondo e una vocazione alla malinconia lieve, poetica, offerta all’interlocutore con discrezione, quasi scusandosi, sono il segno distintivo di questo attore speciale. Racconta con garbo e piacevoli digressioni il suo incontro fatale con il Teatro, anzi con la Scuola del Teatro dell’Oriuolo – chiuso purtroppo da anni, si potrebbe disegnare una topografia dell’Invisibile, di ciò che permane solo nel ricordo, enumerando strada per strada tutto quello che Firenze ha perduto nel corso del tempo.

Per Allegrini fu un biennio di apprendistato, dal 1981 al 1982, con insegnanti di rilievo: Gino Susini e Vanna Spagnoli per la recitazione, Rossana Sieni per la danza, Maurizio Pratelli per il canto. All’Oriuolo nel 1982 incontra per la prima volta Fabio Baronti, che in seguito darà vita a quella Compagnia delle Seggiole cui nel 2003 entra a far parte anche Allegrini.

Il primo ruolo di Fabio Baronti, anziché un frate agostiniano com’era previsto, fu, nel ‘Lutero’ di Osborne, Tetzel, il venditore di indulgenze, a causa dell’indisponibilità di Guido Paolo Marziali. Baronti rimase affascinato dalla forza del testo, e racconta che dal punto di vista attoriale, rileggendo in momenti successivi il monologo che mi ero trovato a interpretare, capivo di volta in volta sfumature e sottotesti che nella mia interpretazione giovanile non avevo colto. Questo mi è servito a comprendere come il teatro possa svelare sempre nuove emozioni ed intenzioni, e quanto l’inesperienza e la fretta possano limitare la prestazione di un attore. Dovetti sostituire il collega per problemi di salute e studiare il monologo con un solo giorno a disposizione. Ancora oggi, ogni tanto, mi diverto a rileggerlo con calma, cercando nuovi livelli di lettura e nuove sfumature. Mi ricorda quanto poco basti a rovinare tutto, teatralmente parlando.

Fabio Baronti

Prima del felice connubio con le Seggiole, Marcello Allegrini ha recitato in vari spettacoli con Giovanni Nannini, figura simbolo del miglior teatro vernacolare fiorentino. Controllando con eleganza un lievissimo rimpianto, rivela anche di essere stato a un passo dalla Bottega di Gassman. Dopo l’ottimo risultato conseguito al primo provino, fu tradito dall’ansia durante l’improvvisazione oggetto della seconda fase ed emerse quell’accento toscano che gli costò l’ammissione.

Arriva alle Seggiole nel periodo dei radiogialli dai titoli irresistibili: L’uomo che raddoppiava i diamanti, La scomparsa di James Phillimore, L’indizio invisibile, Il mistero delle falene assassinate, L’avventura degli uomini dimenticati, L’avventura della bambina cattiva, L’avventura della grotta infestata, Sherlock Holmes e il caso dell’avventuriera assassinata, L’avventura della donna in nero, Il rasoio di Napoleone. Testi arricchiti, come avveniva per le trasmissioni radiofoniche vere e proprie, da una serie di suggestioni  e suoni particolari proposti dal vivo da un rumorista e che, per la stretta connessione fra letteratura e rappresentazione, alto artigianato teatrale ed esplorazione dei misteri della psiche, fruibilità e angolazione ricercata, possono essere considerati i prodromi di quei percorsi iniziatici nelle viscere della Pergola che da anni questo sorprendente gruppo di artisti elabora nel nome di Edgar Allan Poe.

 

I gialli di Poe

Autore: Lucia Tempestini

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