‘Pinocchio’ di Matteo Garrone: una lettura tra influssi apuleiani e romanzo di formazione

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‘Pinocchio’ di Matteo Garrone: una lettura tra influssi apuleiani e romanzo di formazione

@ Marco D’Alessio (30-12-2019)

Matteo Garrone, nella nuova trasposizione cinematografica di Pinocchio, celeberrimo protagonista del romanzo ottocentesco di Carlo Collodi, ripropone fedelmente le avventure del burattino di legno costruito da Mastro Geppetto, personaggio interpretato da Roberto Benigni, che nel 2002 aveva firmato un altro adattamento per il grande schermo di questo capolavoro della letteratura italiana. Esiste, e forse rimane la più plausibile e affascinante, anche una versione televisiva di Pinocchio, realizzata nel 1972 da Luigi Comencini.

Il piccolo burattino subito dopo la sua creazione comincia a correre per il mondo, passando da un’avventura all’altra. Scappa da scuola per vedere il teatro dei burattini, dove viene imprigionato da Mangiafuoco che tuttavia, mosso a compassione dalle preghiere di Pinocchio, lo libera e gli dona cinque zecchini d’oro. Queste monete diventano l’oggetto del desiderio del gatto e la volpe che convincono il burattino a piantarli nel Campo dei Miracoli per poi impossessarsene. Infine, liberato dalle grinfie dei due ladri, Pinocchio viene tratto in salvo dalla Fata Turchina che decide di prendersi cura di lui. Purtroppo delude anche la Fata, facendo scelte sbagliate al punto da ritrovarsi trasformato in asino dopo i bagordi nel Paese dei Balocchi e venduto al direttore di un circo che lo usa per i suoi numeri, per sbarazzarsene in modo crudele dopo un incidente.

Riacquistata la forma lignea, mentre scappa a nuoto finisce nelle fauci di un pescecane. Nel buio del ventre, Pinocchio ritrova suo padre, Geppetto, che era stato inghiottito dopo aver preso il mare alla ricerca del suo figliolino. I due, ormai ricongiunti, architettando un fuga rocambolesca riescono a evadere dallo stomaco del pescecane e ritornare sulla terra ferma. Lì, accanto a un Geppetto ormai invecchiato, Pinocchio diventa responsabile e si dedica alla cura del padre ottenendo finalmente il perdono e la trasformazione in essere umano da parte della Fata Turchina. La fotografia materica dà allo spettatore la sensazione di toccare con mano i personaggi, come se li avessi vicini. Suggestiva l’interpretazione di Roberto Benigni nei panni di Mastro Geppetto, ruolo che ne mette in luce la maturità artistica. Benigni mantiene il suo personaggio in equilibrio tra la disperazione per la miseria, il desiderio di paternità e un innato amore per la sua creatura nonostante le continue disillusioni.

Arguta l’interpretazione del gatto e la volpe di Massimo Ceccherini e Rocco Papaleo che, dispensando illusioni al burattino, definiscono in maniera ironica la cialtroneria e la furbizia dell’animo umano. Il paesaggio svolge un ruolo primario, a iniziare dai colori caldi della campagna toscana fino al bosco tenebroso dove Pinocchio viene impiccato.

Di questa storia cupa e toccante Matteo Garrone coglie la natura di allegoria della vita umana. Pinocchio, immagine di una concezione malintesa del libero arbitrio, sceglie sempre la via apparentemente più facile, il sotterfugio, la fuga incontro a possibilità spesso insidiose anziché la dura e onesta fatica. Immediati i rimandi al romanzo di formazione – genere nel quale Pinocchio è stato ascritto in più occasioni -, dove il protagonista nel corso della vicenda acquisisce consapevolezza e maturità, imparando dagli errori commessi. A tratti, il burattino può persino ricordare Renzo de I promessi sposi.

Infine, nella storia di Pinocchio è impossibile non trovare parallelismi con l’opera latina Le metamorfosi di Apuleio, in cui il protagonista Lucio spinto dalla curiosità e dal desiderio di praticar magia, dopo aver bevuto una pozione magica si ritrova trasformato in asino, proprio come succede a Pinocchio in quel sinistro e illusorio Paese dei Balocchi dove pensava di aver finalmente trovato un luogo privo di regole e doveri. Dopo aver mutato sembianze, Lucio peregrina da un padrone all’altro, sfruttato e costretto. Solo alla fine, una volta raggiunta attraverso le sofferenze la coscienza dei propri errori, la dea Iside gli restituisce l’aspetto umano, facendone un sacerdote del suo culto; sono evidenti le affinità con la trasformazione di Pinocchio in bambino ad opera della Fata Turchina. Questi influssi dimostrano come l’opera di Collodi, seppur nata inizialmente per un pubblico infantile, sia diventata nel corso della stesura un testo per adulti nutrito di importanti esempi diretti o meno agli auctores antichi. Proprio queste contaminazioni hanno reso l’opera immortale e apprezzata da tutti in ogni tempo, ancora oggi nel 2019 con il nuovo ed emozionante adattamento di Matteo Garrone per il cinema.

Pinocchio

Data di uscita: 19 dicembre 2019

Genere: Fantasy, Avventura

Anno: 2019

Regia: Matteo Garrone

Attori: Roberto Benigni, Federico Ielapi, Marine Vacth, Gigi Proietti, Rocco Papaleo, Massimo Ceccherini, Alida Calabria, Alessio Di Domenicantonio, Maria Pia Timo, Davide Marotta, Paolo Graziosi, Gianfranco Gallo, Massimiliano Gallo, Marcello Fonte, Teco Celio, Enzo Vetrano, Nino Scardina

Paese: Italia, Francia

Durata: 120 min

Distribuzione: 01 Distribution

Sceneggiatura: Matteo Garrone

Fotografia: Nicolaj Bruel

Montaggio: Marco Spoletini

Produzione: Archimede con Rai Cinema e Le Pacte, in associazione con Recorded Picture Company in associazione con Leone Film Group

Autore: Marco D'Alessio

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