Milano Teatro Elfo Puccini 7-12 gennaio: ‘La resa dei conti’ di Michele Santeramo

  

7 – 12 gennaio | sala Bausch

La resa dei conti

atto unico di Michele Santeramo

regia Peppino Mazzotta

con Daniele Russo, Andrea Di Casa

scene e costumi Lino Fiorito, luci Cesare Accetta

coproduzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini,

Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

Peppino Mazzotta è noto al grande pubblico come interprete di uno dei principali personaggi del Commissario Montalbano, ma è anche un regista teatrale sensibile e impegnato. È stato ospite dell’Elfo Puccini alcuni stagioni fa con lo spettacolo Ombretta Calco, interpretato da Milvia Marigliano, e in questa stagione torna nella sala Bausch del teatro con un testo originale di Michele Santeramo, La resa dei conti, dirigendo due attori potenti, Daniele Russo e Andrea Di Casa che agiscono nella scena elegante e rarefatta di Lino Fiorito.

La pièce parte da un interrogativo senza tempo: di che pasta sono fatti gli uomini? Possono avere fiducia gli uni negli altri? «La domanda – osserva il regista Peppino Mazzotta – è sempre attuale. Ognuno se la pone quotidianamente a proposito delle persone che incontra e prima ancora, a proposito di sé stesso. Di fronte alla scelta tra il bene e il male come ci comportiamo? Perché all’uomo capita di scegliere il male? Anche il proprio male?». Si portano in scena questi interrogativi attraverso un lungo dialogo tra due uomini che si confrontano sulla propria condizione cercando di trovare un modo per affrontarla. «In un luogo preparato ad arte – conclude il regista – come si potrebbe fare a teatro, cercano una possibilità altra, un’ occasione di salvezza. Tentano di inventare una fede a proprio uso e consumo, che renda possibile credere che l’uomo può guarire l’uomo».

Dalla rassegna stampa

«Come ci si sentirebbe a svegliarsi in una stanza chiusa insieme a Gesù? Un Gesù tutto contemporaneo, che parla col “padre suo celeste” rimproverandolo per avergli assegnato un compito troppo gravoso come quello di salvare gli uomini “uno alla volta”.

A (il salvatore) e B (il salvato) dialogano. Il primo incalzante, sentenzioso, è un Gesù Cristo del popolo, troppo umano, come forse lo vorremmo. Il secondo è un uomo finito, disperato, che ha tentato il suicidio. Il dialogo tra i due è quotidiano nei toni e nei modi, filosofico nella sostanza: la libertà come maledizione vs la vita come valore prezioso, il senso della sofferenza vs la capacità di salvarsi rinascendo. Ma è davvero così? A è davvero Gesù? B è stato davvero abbandonato dalla moglie senza motivo? […]

Con un’invocazione inevitabile (Bianco o nero di Cormac McCarthy) e con la schiettezza che gli è propria, l’autore mette in scena due personaggi veri, umani, fragili, a un passo dalla disfatta eppure resistenti, capaci di alzare il proprio flebile grido di ribellione alla durezza dell’esistenza. Una regia, quella di Peppino Mazzotta, che riesce a percepire le sfumature del testo, estraendone tutta la dolorosa umanità senza perdere in leggerezza, grazie a un’ambientazione sospesa, indefinita, riscaldata da luci morbide».                                                                             Ilaria Angelone, Hystrio

TEATRO ELFO PUCCINI, corso Buenos Aires 33, Milano Orari: mart/sab 19:30, dom 15:30 Prezzi: intero € 33 / martedì posto unico € 22 / rid. giovani e anziani € 17,50 / under18 € 13.50 – Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org.

Autore: Redazionale

Condividi