‘Vecchia sarai tu!’ Chi non ha tempo se lo prenda

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‘Vecchia sarai tu!’ Chi non ha tempo se lo prenda

@ Mattia Aloi (27-12-2019)

Firenze – Antonella Questa, assistita dalla regia di Francesco Brandi, ci propone la storia di tre generazioni in conflitto con il tempo che passa: Armida intrappolata in una casa di riposo nella quale non vuole stare nonostante le sue condizioni di salute, la nuora Sabine, in continua lotta contro gli effetti fisici del tempo che passa; la nipote Monica, sovraccarica di impegni e ossessionata dal non avere tempo per portarli a termine.

Armida è una signora anziana che inizia a subire i danni del decadimento fisico e cognitivo, pertanto la nuora – il cui marito è espatriato e non dà più notizie di sé da tempo – la fa ricoverare in una struttura sanitaria assistenziale. Armida è una donna combattiva, testarda e anche un po’ razzista, non intenzionata ad accettare la sua condizione e quindi decisa alla fuga per tornare alla vita che non vuole lasciarsi alle spalle. Sabine è una donna in carriera che si tiene in forma e fa largo uso di prodotti cosmetici: ha bisogno di costanti conferme riguardo al suo aspetto, conferme che il marito, trasferitosi all’estero, non può darle, quindi la donna le cerca nel tradimento consumato con un collega di lavoro. La nipote Monica è coinvolta nello stile di vita ultraveloce che la società odierna impone: non può concedersi il tempo per gli affetti perchè trascinata dagli impegni; nonostante sia consapevole che il tempo fugge e con esso la giovinezza, travisa la questione impegnandosi e correndo a destra e a sinistra senza pensare a vivere i giorni con soddisfazione.

La relazione con la malattia e la vecchiaia è un tema difficile: spesso si tende a marginalizzarla o a rimuovere il pensiero che tutti (ci auguriamo) siamo destinati a invecchiare, quindi per scansare la paura cerchiamo di mantenere a distanza un fenomeno naturale. La casa di riposo, se venissero salvaguardate la dignità e le memorie individuali, potrebbe anche essere una risorsa contro l’isolamento e la deriva interiore di tante persone, la nostra Armida però fuori ha trovato qualcosa di speciale per cui “Villa Serena” è diventata un luogo inospitale dal quale scappare.

Lo spettacolo scritto a quattro mani da Francesco Brandi e Antonella Questa scorre piacevolmente e riesce a trattare temi difficili senza risultare pesante, ma non per questo svilendoli. Bravissima la Questa a mantenere da sola il controllo delle varie psicologie e dello spazio scenico. Il personaggio di Armida è veramente ben studiato e sfaccettato, il suo carattere riesce a coinvolgere lo spettatore che finisce per provare compassione e perdonarle le uscite razziste (anche se è forse discutibile la scelta di chiudere lo spettacolo con una di queste battute). Sabine risulta perfetta come antagonista di Armida; snob e ipocrita, arriva ad accusare la propria figlia di egoismo, riversando su di lei una colpa che le appartiene. Viene da chiedersi come si risolve il momento di rabbia isterica rivolto contro la rivale in amore, ma possiamo solo immaginarlo. La conclusione ci regala un lieto fine degno di Roald Dahl grazie all’intervento della nipote Monica, che in virtù del rapporto ritrovato con la nonna ne comprende il vero valore. Seneca nel “De brevitate vitae” scriveva: “Non exiguum temporis habemus, sed multum perdidimus”. Non abbiamo poco tempo, bensì ne perdiamo molto.

La Q-Prod | Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi

VECCHIA SARAI TU!

Progetti

di e con Antonella Questa
in collaborazione con Francesco Brandi
regia Francesco Brandi
coreografie Magali B. “Compagnie Madeleine&Alfred”
disegno luci Carolina Agostini

Autore: Mattia Aloi

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