Dalla stasi a un nuovo inizio: ‘La Dea Fortuna’ di Ozpetek

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Dalla stasi a un nuovo inizio: La Dea Fortuna di Ozpetek

@ Marco D’Alessio (22-12-2019)

Un rapporto ormai stanco, senza una meta, senza una bussola con cui orientarsi è la condizione in cui vivono Arturo e Alessandro dopo quindici anni di relazione. All’improvviso, proprio come nella “fortuna” in senso latino, cioè nell’accezione di caso o sorte, la loro vita si incrocia con quella di Martina e Alessandro, i figli piccoli di Annamaria, amica dei due protagonisti sin dall’inizio, essendo stata lei a farli incontrare. Dovendo sottoporsi a degli esami clinici, la donna affida i due bimbi alla coppia per qualche giorno. I quattro destini incrociati esplodono in un coacervo di dolori, incomprensioni, tradimenti per la coppia matura che pensa di esser giunta ormai dalla fase di stallo al capolinea, mentre per i due fratelli il groviglio è rappresentato dai dubbi e dal senso di abbandono suscitati dall’assenza della madre. Arturo e Alessandro, visto il prolungarsi della degenza della ragazza, decidono di affidare i piccoli alla nonna, tanto temuta da Annamaria, intraprendendo un viaggio che sembra inverare il naufragio del loro amore, annunciato dallo struggente monologo di Arturo – ripreso in primo piano, con una spalla della piccola Martina a fungere da cornice, utilizzando una luce smorzata per sottolineare lo smarrimento dell’uomo – che riflette sul senso della propria esistenza, delle rinunce fatte per amore, sulla mancanza di audacia nelle scelte professionali, sul venir meno del progetto comune e la coscienza che tutto ormai si sia ridotto ad attendere insieme la vecchiaia. Quando sembra che la sorgente carsica del sentimento si sia prosciugata e dell’antico fuoco siano rimaste solo le ceneri, i due, in un impeto di lucida follia, decidono di riprendere i bambini strappandoli alle macabre punizioni della nonna, per attingere alla loro linfa vitale e dare forma a un possibile dolce domani. I quattro, ormai riuniti, tenendosi per mano e guardandosi negli occhi, fanno scivolare nell’anima l’essenza di ciascuno di loro, e la catturano stringendo le palpebre, come narra la leggenda della Dea Fortuna.

La pellicola dipinge un affresco della contemporaneità, focalizzando l’attenzione su quelle difficoltà di coppia che solo un’incessante rielaborazione e trasformazione del sentimento amoroso può far superare, permettendo ai soggetti coinvolti di cancellare i confini segnati dall’abitudine e dall’orgoglio per riprendere un cammino avventuroso, senza timore. La Dea Fortuna ha un’immediatezza che tocca l’animo dello spettatore, spingendolo a riflettere sul presente e sul futuro della propria parabola esistenziale, sulla ricerca, soprattutto di connessioni umane profonde, cui dare forma per mezzo della concentrazione dello sguardo, per conoscere davvero l’Altro, e nello stesso tempo conoscersi ascoltando, orecchio a terra, le proprie reazioni.

Si può considerare La Dea Fortuna l’opera della maturità di Ferzan Ozpetek, suo tredicesimo film, dove il ritmo viene mantenuto per l’intera narrazione senza i vuoti e le cadute stilistiche di alcune opere precedenti. La natura duttile, cangiante, infinitamente mobile del cinema di Ozpetek, assimilabile all’hydrargyrium, spande la sua luce bianca e transeunte anche in questo film: la sentiamo posarsi sui colori vividi, sulle grandi tavolate, sul terrazzo che diventa zona di riferimento conviviale per il vicinato, irradiare la morfologia omosessuale della vicenda e il quartiere popolare di Roma che fa da sfondo a tutte le storie. Fra i vari elementi spicca la colonna sonora, punto di forza di ogni film di Ozpetek, strettamente connessa agli avvenimenti narrati e agli stati psicologici dei personaggi. In questo caso la canzone Luna diamante, scritta da Ivano Fossati e interpretata da Mina, trasforma il viaggio in traghetto della coppia con i bambini in tempo esperienziale, dilatandone la struttura affinché possa accogliere riflessioni e rimpianti. E’ un testo denso che definisce e accompagna la crisi vissuta da Arturo ed Alessandro, il silenzio che sostituisce le parole, la sensazione che la parte migliore della storia e della vita sia ormai alle spalle, che passione delle origini sia spenta, ma che da qualche parte si trovi un sentimento forse diverso, mutato, eppure vivo, in cerca di una via per arrivare in superficie. Parole in continuum, a tratti, con Due destini del gruppo musicale Tiromancino – e sembrano rappresentarne la fase matura -, colonna sonora de Le fate ignoranti, nel cui testo l’incontro casuale diventa una costante, un paradigma: due linee si intersecano in un disegno che diventa dipendenza e speranza.

La Dea Fortuna

Data di uscita: 19 dicembre 2019

Genere: Drammatico

Anno: 2019

Regia: Ferzan Ozpetek

Attori: Stefano Accorsi, Edoardo Leo, Jasmine Trinca, Serra Yilmaz, Barbara Alberti, Sara Ciocca, Pia Lanciotti, Edoardo Brandi, Cristina Bugatty, Filippo Nigro

Paese: Italia

Durata: 118 min

Distribuzione: Warner Bros. Pictures

Sceneggiatura: Ferzan Ozpetek, Silvia Ranfagni, Gianni Romoli

Fotografia: Gian Filippo Corticelli

Montaggio: Pietro Morana

Musiche: Pasquale Catalano

Produzione: Warner Bros. Entertainment Italia, R&C Produzioni e Faros Film

Autore: Marco D'Alessio

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