Frammenti di solitudine. ‘Il Natale di Harry’ di Steven Berkoff al Teatro del Canovaccio di Catania

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Frammenti di solitudine. ‘Il Natale di Harry’ di Steven Berkoff al Teatro del Canovaccio di Catania

@ Loredana Pitino (16-11-2019)

Catania – Capita di rado di commuoversi a teatro. Questa sera gli spettatori catanesi hanno potuto provare un momento di commozione pura, assistendo al monologo interpretato da un attore che la città conosce già bene come regista per le sue numerose rivisitazioni di testi e messe in scena sempre personali e originali; un artista libero che lavora per diverse realtà teatrali catanesi.

Stavolta Orofino si è cimentato in prima persona recitando un monologo di solitudine e tristezza, una tristezza devastante, definitiva.

Il Natale di Harry racconta la storia di un uomo solo, quarantenne, nell’Inghilterra degli anni Ottanta, gli anni dell’edonismo sfrenato, del conformismo, nel quale Harry non si ritrova, che non condivide, rinchiudendosi in un isolamento che diventerà insopportabile in prossimità del Natale, il momento dell’anno in cui tutto diventa più duro, più difficile, più falso. “Il Natale è una valanga che ti viene addosso, se il tuo Natale vale zero spaccato è perchè questo è quello che vali tu…”

Harry si sfoga, ha bisogno di parlare; unico suo interlocutore l’albero di Natale che addobba coi biglietti di auguri ricevuti prima delle feste (antica, allegra abitudine dei natali di una volta), l’albero che rappresenta la sua coscienza, la sua consapevolezza. In un angosciante appello a Gesù Cristo, Harry chiede “Sei nato per farmi contare i biglietti d’auguri?”, una conta di biglietti sull’albero che segna i frammenti della sua solitudine. Pochi biglietti, quelli dei familiari stretti, che non contano; pochi amici, falsi, nessun amore.

Il telefono è per l’uomo il gancio a cui si aggrappa, l’apparecchio rosso con la rotella attaccato al filo (un attacco di nostalgia per quegli oggetti di un tempo…), che egli usa per riallacciare i fili dei rapporti perduti nel tempo o, forse, mai allacciati. Una vecchia madre al telefono, la televisione con la sua sit-comedy preferita e il ricordo di un amore: Clara. Clara vorrebbe Harry con sé nella sera della vigilia, quando tutti sono allegri e festeggiano coi marmocchi che corrono per casa e il cenone da preparare. Ma Clara non risponde nemmeno al telefono, non è che un sogno per un omone grande come un gigante ma piccolo come un bambino che piange disperato nella sua vecchia vestaglia, abbracciato all’albero di Natale e che chiama la sua Clara, il suo amore perduto.

“Ho tutto questo mio corpo, ho tutto questo mio volume, che occupa uno spazio, e nessuno a darlo…”

E in questo momento Orofino commuove e si commuove. Di fronte alla platea le sue lacrime sono autentiche quando raccoglie l’applauso di un pubblico che vorrebbe abbracciarlo. La solidarietà di tutti i suoi collaboratori – Bernava, La Mendola – che lo raggiungono sul palco al momento dell’applauso, in vestaglia come lui; una trovata affettuosa che non può che rivelare la complicità di questa Compagnia.

 

IL NATALE DI HARRY

Da un racconto di Steven Berkoff

Diretto e interpretato da Nicola Alberto Orofino

Voce fuori campo Francesco Bernava

Scene e costumi di Vincenzo La Mendola

Compagnia MezzARIA

Per la rassegna Olodrammi, Dell’amore e di altre solitudini, al Teatro del Canovaccio di Catania

Autore: Loredana Pitino

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