Roberto Strano ricorda Enzo Sellerio nel suo “Fotografi siciliani sparsi per il mondo”.

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E’ in corso a Roma “Sicilians” la mostra dedicata agli scatti di Roberto Strano, della quale ci siamo occupati. Per gentile concessione dell’autore pubblichiamo un suo breve testo tratto da “Fotografi siciliani sparsi per il mondo” edito da PostCard, dedicato ad Enzo Sellerio.

Roberto Strano ricorda Enzo Sellerio nel suo “Fotografi siciliani sparsi per il mondo”

In ricordo di Enzo Sellerio

Era il 22 febbraio 2012, giunse al cellulare una telefonata, dall’altra parte con un filo di voce Giuseppe Leone disse: ”E’ morto Enzo!” Enzo Sellerio, grande intellettuale e uomo di spessore, uno tra i fotografi più eleganti che io abbia mai conosciuto, uno dei grandi della fotografia Neorealista Italiana. Con la moglie Elvira fondò la prestigiosa casa editrice “Sellerio editore”. L’amore per la fotografia continuò a persistere a tal punto che la sua casa editrice, pur mantenendo lo stesso nome, nel 1983 si suddivise in due entità distinte: una si dedicò alla saggistica e alla narrativa, l’altra a volumi di arte e di fotografia.

Avevo avuto il piacere di incontrarlo qualche volta presso la sua casa editrice e proprio qualche mese prima della sua morte andai a trovarlo. Mi accolse con affetto e mi invitò a pranzo. Scolpita nella mia mente la sua immagine: folti capelli bianchi, grandi mani, camicia bianca, bello ed elegante; era non solo un grande narratore ma anche un ottimo ascoltatore. Parlammo di molte cose e naturalmente del nostro amore comune per la fotografia; non mancò anche qualche sua battuta su Scianna e su Minnella. Dopo pranzo mi invitò a ritornare presso la casa editrice per bere un amaro e continuare la nostra conversazione. Quella fu l’ultima volta che vidi e feci una foto ad Enzo: lui con il bicchiere in mano, il capo chino davanti alla sua scrivania. La sera prima del funerale partii con Peppino Leone per Palermo. Andammo direttamente alla casa editrice, dove tutto era apparentemente uguale: la scrivania antica, il divanetto dove sedeva Leonardo Sciascia, la raccolta di cartoline e gli innumerevoli libri. Attorno ad Enzo i figli Antonio ed Olivia e gli amici cari. Non mi sentii di fotografare nulla, solo dentro l’ascensore il nostro silenzio fu interrotto dal clic della macchina fotografica. Feci a Peppino un ritratto: la sua immagine sdoppiata nello specchio rifletteva la sua tristezza.”

Roberto Strano

Autore: Redazionale

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