#RFF 2019 | Un canto corale contro la paura della morte: ‘Military Wives’ di Peter Cattaneo

,   

#RFF 2019 | Un canto corale contro la paura della morte: ‘Military Wives’ di Peter Cattaneo

@ Anna Di Mauro (26-10-2019)

Roma – Scritto da Rosanne Flynn e Rachel Tunnard, diretto da Peter Cattaneo, famoso per il cult “Full Monty”, ancora un suo film dove è protagonista la musica. “Military Wives” è ispirato a una storia vera. Obiettivo sulle mogli dei soldati e sui loro sentimenti, sul loro sacrificio solitamente trascurato, quando non ignorato. La guerra vista dal desco familiare. Le donne dei militari impegnati in rischiosissime azioni di guerra che fanno mentre i loro uomini sono al fronte? Come trascorrono quel terribile tempo dal momento in cui li salutano in partenza per le missioni? Come possono sostenere, chiuse in una base militare, l’angoscia dell’attesa? Facendo la calza? Noioso… e i pensieri non si arrestano. Facendo shopping? Sì, magari compulsivo, ma solo online. Leggendo? Occupandosi dei bambini? Of course, ma non basta per dimenticare che forse tra un minuto verranno a comunicarti, con tatto e delicatezza, che tuo marito, tuo padre, tuo figlio, sono “eroicamente” caduti sul campo. Ogni telefonata, ogni suono alla porta è un balzo al cuore. La paura le attanaglia giorno e notte. Cattaneo ha saputo sollevare con sensibilità il velo che copriva questa atroce realtà mescolando il dolce e l’amaro in un mix ben calibrato. Il film è ambientato in una di queste basi militari, durante la guerra in Afghanistan, considerata inutile dalla stampa e dall’opinione pubblica. Kate, moglie del colonnello, dall’instancabile, apparente attivismo eppure attraversata dal dolore devastante per la morte del figlio caduto in un’azione di guerra, propone alle altre mogli di trovare un modo per domare la tigre dell’ansia. Si fa strada l’idea ambiziosa di cantare. Un coro per stare insieme in un progetto piacevole, ma anche impegnativo, occupando la mente e placando i sussulti del cuore. Tra morti annunciate, prove di canto, tentativi di esibizioni pubbliche più o meno riuscite, liti furibonde tra le leader, il coro arriverà umanamente unito ad esibirsi nella cornice prestigiosa della Royal Albert Hall, cantando una intensa e struggente canzone dedicata ai loro uomini, un puzzle dalle loro vere lettere d’amore, che suscita negli spettatori l’inevitabile commozione e amare riflessioni. Pulito, semplice, profondo, questo dramma tinto di rosa intenerisce e accora. Una trincea leggiadra e intensa di donne dove con coraggio e speranza indomiti strenuamente si combatte la dura battaglia della vita contro la morte.

Nella realtà, durante le missioni soprattutto in Afghanistan, per reagire al mostro divorante della guerra e al conflitto lacerante di cui erano protagoniste, non potendovisi opporre, “… perché lo abbiamo sposato”, come dirà una delle mogli nel film, diedero vita a un primo coro che poi a catena si propagò in tante parti del mondo, dando un senso e una direzione alle loro attese con un canto che è di tutte le donne di tutti i tempi, in un commovente abbraccio di solidarietà femminile e umana contro le atrocità e la violenza devastante della guerra, dove anche i vincitori perdono.

Nel film gli ingredienti per toccare le corde dell’animo umano ci sono tutti, ben orchestrati. La guerra, lontana ma estremamente vicina in queste famiglie dove tutto è ricondotto alla presenza-assenza del padre e dove coraggiosamente, ogni giorno di lontananza è vissuto con il terrore di ricevere una brutta notizia. Le donne, coraggiose, sfaccettate in ritratti vivaci e convincenti, che convivono con tutto questo. Le vittime, i militari che perderanno forse la vita e le probabili vedove e gli orfani, scoprendo il dolore temuto o arrivato in un’angolazione insolita e toccante.  Il gelo di Kate, la sempre impeccabile Kristin Scott Thomas, non più madre, ma forte e determinata nel non volersi arrendere a tanta perdita, ingessata in un dolore invivibile, è insieme a Lisa, una convincente Sharon Horgan, il perno di questa meravigliosa avventura corale, dove la scoperta del canto collettivo sarà una straordinaria risorsa per queste vite drammaticamente straordinarie.

Un film senza retorica, delicato e toccante, ben diretto, un cast sinergico, un ritmo sostenuto, una tematica avvincente che inevitabilmente dentro di noi fa risuonare il verso petrarchesco: “… ‘I vo gridando pace, pace, pace”.

MILITARY WIVES

Film in Concorso – Selezione ufficiale alla Festa del Cinema di Roma 2019

Al cinema dal 12 marzo

UK 2019

Regia di Peter Cattaneo

Con Kristin Scott Thomas, Sharon Horgan, Jason Flemyng

Autore: Anna Di Mauro

Condividi