I Protocolli dei Savi di Sion. ‘Il complotto’ di Will Eisner, ed. Einaudi

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I Protocolli dei Savi di Sion. ‘Il complotto’ di Will Eisner, ed. Einaudi

 @Pierluigi Pedretti (12-10-2019)

Riprendiamo in mano i libri di Will Eisner. Ce n’è bisogno in questi tempi di mai domo antisemitismo nazista. L’autore americano ci ha lasciato ormai da diversi anni (2005), morendo dopo una vita dedicata alla creazione di storie disegnate. Era il 1940, quando, poco più che ventenne, ideò il suo personaggio più famoso, The Spirit. A renderlo, però, famoso fu alla fine degli anni ’70 un nuovo genere da lui praticamente creato, il graphic novel (A contract with God), cioè il romanzo disegnato, fatto di storie mature e concettualmente complesse sia sotto l’aspetto della narrazione che del disegno. Il suo ultimo lavoro fu Il complotto. La storia segreta dei protocolli dei Savi di Sion (Einaudi Stile Libero, pp.136, euro 15). Finito poco prima di morire, è una sorta di testamento spirituale, che compendia la sua vita, il suo lavoro: appassionare, divertire, ma anche educare. Figlio di ebrei europei, emigrati negli Stati Uniti, Eisner chiuse significativamente il suo percorso di vita e di arte con una storia che voleva essere un contributo nel disvelare i pregiudizi antiebraici diffusi non solo tra minoranze violente e radicali. Più volte nel corso degli ultimi anni, l’autore americano aveva raccontato vicende di ebraismo, di pregiudizi e di razzismo a cui erano andati contro i molti immigrati ebrei che erano giunti dopo la Grande Guerra in America. Storie semplici, quasi minimaliste, che mostravano però il contributo dato dagli ebrei europei alla costruzione del “sogno americano”. Il racconto di un’America urbana, di vicoli e caseggiati in cui – tra autobiografismo e narrazione – si muove un’umanità semplice ma pulsante di vita, fatta di sogni e desideri, spesso inappagati, di fortune e sfortune, di vita e di morte (Piccoli Miracoli o Verso la tempesta). Mai però si era impegnato così intensamente, come in questo suo ultimo lavoro, nel ricostruire le origini dell’antisemitismo novecentesco. Le origini dell’odio antiebraico sono lontanissime nel tempo. Accusati di essere gli “uccisori di Cristo”, per secoli gli ebrei hanno subito emarginazione e persecuzione fino alla tragedie del Novecento, quando l’antisemitismo alimentato dalle complesse trasformazioni della moderna società industrializzata e capitalista, è divenuto genocidio.

Sull’ostinazione degli ebrei a conservare religione e tradizioni proprie, in un mondo tutto cristiano o musulmano, è stato facile costruire, data la loro presunta diversità, la categoria del “nemico”. Farli divenire capro espiatorio e accusarli delle peggiori nefandezze è stata la prassi normale per molto tempo. Nei paesi slavi, dove nell’Ottocento frequenti erano le crisi sociali, era più facile additare l’ebreo come il pericolo. Proprio in Russia, in ambienti zaristi, venne preparato un famigerato documento, noto come “I protocolli dei Savi di Sion”, che rivelerebbe le intenzioni ebraiche di conquista del mondo. Nonostante nel 1921 il Times ne svelasse filologicamente e storicamente la falsità, riconfermata poi negli anni da altri seri studi, colpisce il riaffiorare periodico del Protocollo come documento ritenuto attendibile anche in ambienti apparentemente lontani da ogni estremismo razzista. Come ci ricordava nella sua precisa introduzione al libro Umberto Eco. La storia di per sé sembrerebbe non prestarsi al “racconto disegnato”, ma Eisner è un maestro ed evita con cura la trappola della noia e dell’erudizione. L’autore è abile a non cadere nella trappola del tema ostico (e della noia), perchè, nonostante i mesi di ricerca e di rigore documentario, riesce ad appassionare incanalando l’attenzione dei lettori verso pochi personaggi, che ricostruiti attraverso una sapiente drammaturgia e accompagnati da un fine e caratterizzante disegno, rendono infine il suo Complotto un capolavoro. E Eisner un gigante della letteratura.

Autore: Pierluigi Pedretti

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