Roma Festival inDivenire | Grandi appuntamenti dall’8 al 12 ottobre

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Spazio Diamante 20 settembre | 12 ottobre 2019

Festival inDivenire – terza edizione

Teatro/ Danza/Arte

un progetto di Alessandro Longobardi 

direzione artistica di Giampiero Cicciò

E’ in corso fino al 12 ottobre 2019 – allo Spazio Diamante – la terza edizione del Festival inDivenire, l’ormai atteso evento nato nel 2017 dalla volontà di Alessandro Longobardi, con la direzione artistica di Giampiero Cicciò.

Questi gli spettacoli in scena dall’8 al 12 ottobre

Martedì 8 ottobre – TEATRO

Ore 19:30 compagnia PianoinBilico

LE NOTTI BIANCHE

di Lìvia Castiglioni, Dario Merlini
musiche di Gipo Gurrado
con Silvia Giulia Mendola, Paolo Garghentino
Coreografia Lara Guidetti

Regia Silvia Giulia Mendola, Paolo Garghentino

Un uomo e una donna. Che si incontrano. Un notturno cittadino. Un paesaggio urbano, chiaroscurale e che risuona qua e là di rumori e passi. Una collisione fortuita di due anime erranti per i vicoli di una città senza nome. Una città che non è né San Pietroburgo come nel romanzo originale, né Livorno come nel noto film di Visconti. Un non luogo del destino. In questo gomitolo di strade che si snodano e si intrecciano tra palazzi e luci al neon, i due protagonisti camminano come equilibristi sul filo del loro incontro. Scambiandosi e raccontandosi le loro storie per quattro notti.

Ore 21:00 Compagnia Raizes Palermo

ROSE SELVATICHE

con Irene Ciani, Elisa Novembrini, Jacopo Provenzano

Testo e regia Alessandro Lenzi

ROSE SELVATICHE liberamente ispirato alla vita, alla lotta e alla dignità di Nasrin Sotoudeh, giovane e coraggiosa avvocatessa di nazionalità iraniana, condannata a quasi quattro decenni di carcere e a 148 frustate, per essersi distinta nella sua attività di affermazione e diffusione dei diritti umani nel suo paese, in cui la sospensione degli stessi si risolve in una soppressione delle libertà democratiche e dei diritti civili e politici, relegando, in particolare le donne, in una posizione più che marginale. Moglie e madre di due figli, Nasrin, non ha interrotto la propria attività legale e di tutela neanche a seguito di diverse condanne, che l’hanno tenuta lontana dalla famiglia e costretta in stato di detenzione. L’ultima condanna ha determinato l’insorgere di proteste internazionali e dimostrazioni di solidarietà da parte di Amnesty International e di Consigli dell’Ordine degli avvocati, di diverse città italiane.

ROSE SALVATICHE nasce con il naturale intento di dare voce, mediante il teatro, ad una vicenda che seppur conosciuta, rimane soffocata dalla bagarre di inutili commenti su altre vicende attinenti alla negazione dei diritti umani che vede oggi il nostro Stato e le nostre istituzioni massimi protagonisti di strumentalizzazioni propagandistiche degli stessi. ROSE SELVATICHE si inserisce, dunque, in questo solco in cui la negazione dei diritti umani costituisce privilegiato strumento di pubblicità mediatica e vuole, costituire una valida alternativa di riflessione sul punto. La ricerca teatrale sarà incentrata sulla scrittura di un testo inedito e originale, e nella creazione di immagini e atmosfere, che diano voce ai luoghi interiori ma mai colmi di pietismo, che appartengono a questa vicenda e a questa voce. Gli attori sul palco privi di qualunque appiglio, privi di scenografie, si avvarranno dei propri corpi, delle proprie voci e interpretazioni per costituire una storia collettiva somma di tante storie individuali. ROSE SELVATICHE è la storia di Nasrin e di chi con garbo si oppone alla prepotenza del più forte e con pazienza tenta di costruire una realtà fondata su principi opposti da quelli veicolati dai più; è la storia di chi fa del silenzio una grande voce; la storia di chi è capace di rinunziare senza fare della rinunzia una propaganda; è la storia di chi accetta ma non si arrende; la storia di una donna, che lotta per le donne ma si presenta come un essere umano e non come una comune femminista. ROSE SELVATICHE, si pone l’obiettivo di narrare con garbo l’urlo di vita di Nasrin.

Alessandro Lenzi

Ore 22:30 Compagnia Patti/De Liberato con il sostegno del Gruppo della Creta

PASSANDO LA NOTTE SOTT’ACQUA

di Lorenzo De Liberato

con Giorgia Ferrara Federica Valloni

progetto sonoro Filippo Lilli

scene Giovanna Marino, assistente alla regia Laura Morelli, foto Morris Paganotti

regia Stefano Patti

con il sostegno del GRUPPO DELLA CRETA un ringraziamento a Maura Teofili e Francesco Montagna di Carrozzerie n.o.t

Kay dorme poco, da qualche tempo il sonno fugge da lei senza una spiegazione concreta, almeno così sembrerebbe, lasciandola in balia della notte, una notte che la stritola e riesce ad alienarla come nessun’altra cosa. L’insonnia è venuta dal nulla e, per quanto ne sappia, a nulla è dovuta. Eppure in un certo momento l’orologio di Kay deve essere impazzito. Accoccolata nel suo tacere, Kay non riesce ad ammettere né ad ammettersi: non confessa paure, timori, desideri o debolezze. Recrimina e si nasconde… e perde. Sintonizzata sull’unico programma radio capace di confortarla, ascoltando il cupo cinismo di “Billie The Beast”, Kay annega con un’unica, insaziabile voglia in corpo… Respirare.

Mercoledì 9 ottobre

Ore: 21.00

GABRIELE LAVIA AL FESTIVAL INDIVENIRE

VITA E TEATRO/TEATRO E VITA

Conduce la serata Giampiero Cicciò, direttore artistico del Festival inDivenire

Giovedì 10 ottobre – TEATRO

Ore 19:30 Ass. Culturale Cicolocchio

CITY SIMCITY

di Jordi Casanovas

Lucia Bianchi, Luisa Casasanta, Piero Grant, Thomas Santu

Regia Alessandro Gorgoni

CITY/SIMCITY, che richiama alla mente il famoso videogame in cui il giocatore può guidare un personaggio ricostruendo le dinamiche della vita reale, racconta la storia di quattro trentenni alle prese con le difficoltà della realtà aziendale, tra compromessi e fallimenti della meritocrazia.

I quattro giovani, di fronte all’ennesima delusione, non sono più disposti a rimanere passivi e decidono così di incontrarsi in ufficio di notte e sabotare la multinazionale per la quale lavorano. Accade però, proprio come nel gioco, qualcosa di inaspettato che influenzerà i comportamenti del gruppo. La struttura creata da Casanovas, fatta di continui flashback e flash forward, accompagnata da un ritmo percussivo, efficacemente giocato su l’imponderabile e l’imprevedibile, ripropone le stesse scene come in un incubo e ci ricorda che la “city”, come City/SimCity, è malleabile come un videogioco, davvero troppo reale.

Ore 21:00 compagnia Gruppo Tàpodes

NON SO NEMMENO SE SONO FELICE Dalla vita e dai i racconti di Irène Némirovsky

con Paola De Crescenzo, Aura Ghezzi, Roberta Infantino, Carla Recupero

Costumi Lucia Mariani

Luci Marco Laudando

Scene Valeria Mangiò

Assistente alla regia Michele Castelli Gattinara

Regia Luca De Bei

Anni ’30. La scrittrice Irène Némirovsky vive ormai a Parigi da alcuni anni, è diventata famosa grazie al suo romanzo “David Golder”, è felicemente sposata e madre di due bambine. Irène vive del suo lavoro, si interroga sull’alchimia della scrittura e sulla difficoltà di tradurre in linguaggio artistico le sfumature e i colori della vita. Sulla scena prendono corpo i suoi personaggi, tutti al femminile, con frammenti delle loro storie: una donna che vuole separarsi dal marito ma non riesce a lasciarlo, una ragazza ricca e viziata che vuole fuggire da una famiglia soffocante, una prostituta che si illude di trovare una soluzione al fallimento della sua vita, una “cocotte” che ritrova una figlia data a balia da bambina la quale vorrebbe seguire le orme della madre. Le storie di queste donne con i loro drammi si intersecano con la storia di quegli anni e con il vissuto di Irène: all’orizzonte si profila il pericolo di una nuova guerra e prendono forma le contraddizioni di una donna e di una scrittrice che si trova a dover affrontare l’ondata di antisemitismo che si abbatte sull’Europa e che inizia a creare problemi anche ad una intellettuale celebre come lei. Mentre continua a scrivere e a dar vita ai suoi personaggi, Irène è costretta a interrogarsi sul destino che l’attende e che, inesorabile, si compirà.

Ore 22:30 compagnia La bottega del pane

HEAVEN

Con Chiara Cianciola, Aurora Miriam Scala, Maria Chiara Pellitteri

Drammaturgia e regia Chiara Cianciola e Aurora Miriam Scala

Se dovessimo stare fermi in un solo luogo avremmo le radici al posto dei piedi”

Questo è il mantra di Gloria una venticinquenne di un piccolo paesino della campania che da sempre le sta stretto. Troppo stretto.

E’ proprio per scapparne che è in perenne viaggio. Ovunque. Indipendente, come solo la zia Jaja, alla quale è molto legata, le ha insegnato ad essere. Gira il mondo sola, con il suo zaino e le sue scarpe da trekking che non abbandona mai. Nel suo ultimo viaggio , si reca in Brasile, scala il Corcovado e si gode la vista dal Cristo Redentore. Uno spettacolo la vista da lì. “ Devo immediatamente raccontarlo alla zia” e ne belmezzo di questo pensiero che viene interrotta da una fastiidiosissima voce proveniente da un interfono e una donna Pina Passalacqua che le annuncia di essere “trapassata, morta, defunta”. Tra l’incredulità, la rabbia, e la disperazione ,inizia un altro viaggio di Gloria, quello vero. Quello tra le donne uccise ognuno le racconta la propria storia, passando attraverso un’ironia sottile e quasi cinica ,tipica delle donne, tutt’altro che rassegnate alla loro condizione di essere vittime del “femminicidio”.

Venerdì 11 ottobre – DANZA

Ore 21:00 Black Reality-SemiVolanti

BOLEROeuropa

Studio sul Bolero di Ravel

a cura di Gianluca Riggi, Valerio Gatto Bonanni, Riccardo Cananiello

con Riccardo Cananiello e Mohamed Kamara, Boutros Popos Geras, Daouda Traorè

Il Bolero è una danza popolare di origine spagnola nata verso la fine del 1700, caratterizzata da un ritmo netto ossessionante, spesso scandito da tamburi o da strumenti a percussione, il tempo è in ¾, e questo ne scandisce la sua origine probabilmente ben più lontana nel tempo come musica popolare della penisola iberica. Ravel con il suo Bolero nel 1928 realizza un capolavoro dove suono, musica, ritmo, in una ripetizione ossessiva per ben 19 volte, coinvolge e stravolge l’ascoltatore e lo spettatore, la coreografia originaria prevedeva una danzatrice su di una pedana, attorno un numero imprecisato di uomini che progressivamente con l’aumentare del ritmo e della strumentazione si fanno avanti per possedere la donna. Maurice Bejart nella sua coreagrafia sostituisce la donna con un uomo, è una danza ritmica, dove la parte inferiore del corpo con la ripetizione ossessiva del passo batte il tempo, e la parte superiore del corpo interpreta la grazia, ne è l’espressione, i danzatori sotto la pedana, uomini e donne, quasi divorano il danzatore al termine di un rito che sembra orgiastico.

Il progetto “Bolero” a cura di Gianluca Riggi, Valerio Bonanni parte da queste premesse musicali e visive, Riccardo Cananiello è il giovane danzatore ed interprete, bianco sulla pedana circolare, in un’alternanza di chiaro scuri visivi, interpreta l’Europa, sotto la pedana i migranti che vogliono entrare nell’Europa, vogliono viverla. L’Europa li ammalia prima e li respinge poi, ha necessità di uomini e donne giovani per ringiovanirsi lei stessa, ma poi li teme. Riccardo Cananiello ne è l’interprete accompagnato da un gruppo di giovani migranti. I Migranti circondano la pedana, isola, il danzatore ne è oppresso, schiacciato, li attira e li respinge, danza e si muove con loro. Infine emerge l’umanità dei “viaggiatori”.

Il corpo conduce l’azione di ogni singolo interprete, la messa in scena lascia che siano i corpi a parlare a raccontarci delle storie. L’impatto visivo ed emotivo è forte e sempre vivo. Lo spettacolo pur nella sua rigida struttura, determinata dalla musica e dalle coreografie, si presenta con un processo in continua evoluzione in stretta connessione con il quotidiano.

Infine la fusione tra la maschera del Capitano (disegnata e realizzata da Ascanio Celestini) e la coreografia di Bejart è praticamente senza forzature, si rinforzano anzi vicendevolmente, e si completano.

Sabato 12 ottobre

Ore 21.00

PREMIAZIONE PROGETTI SEZIONE TEATRO

con LINO GUANCIALE e MANUELA MANDRACCHIA

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Il Festival inDivenire, organizzato da O.T. I. – Officine del Teatro Italiano, il consorzio presieduto da Longobardi, ha come evento centrale il “Premio inDivenire per il Teatro e la Danza” che nasce con lo scopo di individuare e valorizzare nuove opere presentate in forma di studio che grazie al premio diventeranno spettacoli completi, dando così visibilità all’intensa e vivace attività condotta dalle nuove generazioni. Oltre al Premio rivolto a compagnie e artisti con esperienza (senza un limite di età), da quest’anno OTI promuove la prima edizione del “Festival inDivenire – Lazio per il Teatro” allo scopo di sostenere la crescita artistica di attori diplomati da non più di 5 anni nelle Accademie/Scuole di teatro di chiara fama con sede nella Regione Lazio.

Dal 21 settembre, sarà possibile assistere a tutti gli spettacoli selezionati per le tre sezioni (Teatro, Teatro Lazio, Danza) che compongono il ricco e affascinate cartellone della terza edizione di inDivenire. L’11 ottobre – ore 21.00 – invece sarà ospitato lo spettacolo BOLEROeuropa, Studio sul Bolero di Ravel, un progetto di Black Reality. Il 29 settembre Amedeo Amodio consegnerà il premio al miglior progetto di danza. Il 9 ottobre Gabriele Lavia incontrerà pubblico e compagnie del festival in una serata a lui dedicata. Serata finale il 12 ottobre alle ore 21.00 con altri grandi ospiti, Lino Guanciale e Manuela Mandracchia, per la consegna dei premi al miglior progetto di Teatro e Teatro Lazio.

inDivenire si pregia quest’anno di ospitare un evento di grande rilevanza, che accompagnerà tutta la durata del festival, dal 20 settembre al 12 ottobre: la mostra IO SO(G)NO I Minori Non Accompagnati Stranieri Si Raccontano Attraverso La Fotografia. Si tratta del risultato di un progetto dell’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati e dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA) rivolto a minori stranieri non accompagnati ospiti di due strutture di accoglienza di Roma.

I COMPONENTI DELLA GIURIA 2019

Giuria Sezione Teatro:

Sonia Barbadoro

Massimo De Rossi

Federica Di Martino

Gianni Guardigli

Giuseppe Marini

Luciano Melchionna

Giampiero Cicciò (Presidente giuria)

Giuria Sezione Teatro Lazio:

Sonia Barbadoro

Alberto Bassetti

Riccardo Bocci

Giuseppe Marini

Giampiero Cicciò (Presidente giuria)

Giuria Sezione Danza:

Amedeo Amodio

Vito Di Bernardi

Emanuele Burrafato (anche consulente della direzione artistica per la Sezione Danza)

Elsa Piperno

Gloria Pomardi

Giampiero Cicciò (Presidente giuria)

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SPAZIO DIAMANTE
Via Prenestina 230B – tel 06 6794753

Prezzo biglietti

PROSA

Intero € 10,00

Ridotto (Universitari, Under 30, Over 65, Residenti Municipio V) € 7,00

inDivenire card Prosa 5 spettacoli € 30,00

DANZA

5 euro 1 spettacolo12 euro 3 spettacoli15 euro 5 spettacoli

ACQUISTO BIGLIETTI

  • Presso il botteghino dello Spazio Diamante in Via prenestina, 230b.

Il botteghino apre un’ora prima dello spettacolo.

  • Presso il botteghino della Sala Umberto

Orario:

martedì-venerdì h.12.00/19.00

sabato h.16.00/20.00, domenica h.14.00/18.00

Lunedi chiuso al pubblico con centralino operativo per info e prenotazioni h.12.00/19.00.

  • Presso il botteghino del Teatro Brancaccio

Orario:

martedì-venerdi

sabato h. 12.00-19.00, domenica h. 12.00-18.00

Lunedi chiuso al pubblico con centralino operativo per info e prenotazioni

h.10.00-13.00/14.00-19.00

Info e prenotazioni

tel. 06 27858101 – botteghino@spaziodiamante.it – whatsapp 345 9409718

Trasporto Pubblico

Con l’autobus 150F, N12 – Fermata Prenestina/Conti

Con il Tram 5 / 14 / 19 – Fermata Prenestina/Conti

Con l’automobile È possibile parcheggiare sulla via Prenestina e strade adiacenti.

Taxi Stazione taxi Largo Preneste

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Ufficio Stampa Spazio Diamante

Agenzia Maya Amenduni – @Comunicazione

Maya Amenduni +39 392 8157943
mayaamenduni@gmail.com

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Autore: Redazionale

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