Novità Adelphi in libreria dal 26 settembre: il legame tra gioielli e bellezza e le pagine giornalistiche di Poe

,   

Novità in libreria dal 26 settembre, già disponibili su adelphi.it

 

Wendy Doniger

L’anello della verità

Traduzione di Svevo D’Onofrio
Il ramo d’oro, 70
2019, pp. 397
isbn: 9788845934100
Temi: Mitologie, Simbolica

Grace Kelly in un’inquadratura del film di Alfred Hitchcock La finestra sul cortile (1954).

 

Perché sesso e gioielli sono così spesso correlati? Perché gli anelli si insinuano di continuo nelle storie di amore e tradimento, matrimonio e adulterio, perdita e ritrovamento, identità e maschera? Per rispondere a queste domande, Wendy Doniger segue il filo conduttore del simbolismo dei gioielli circolari nel suo dipanarsi tra i miti, il folklore, le fiabe, le canzoni, i film e la grande letteratura di tutti i tempi e di tutte le culture, dall’India antica ai romanzi cavallereschi, dal teatro greco alle saghe norrene, dalla Francia rivoluzionaria a Hollywood. È un intreccio di generi, un oceano di racconti in cui si naviga sotto la guida sicura di una grande studiosa dallo stile arguto, ironico e affabulatorio, che, nel consueto rigore dell’argomentazione, affianca Gli uomini preferiscono le bionde e Siegfried, Salomone e Shakespeare, Shakuntala e Maria Antonietta – in un infinito cerchio ipnotico.

 

 

 

Edgar Allan Poe

Marginalia

Traduzione di Cristiana Mennella
Postfazione di Ottavio Fatica
gli Adelphi, 572
2019, pp. 249
isbn: 9788845934148
Temi: Aforismi e frammenti, Prose saggistiche

Illustrazione di Harry Clarke tratta da Tales of Mystery and Imagination, George G. Harrap & Co., London, 1923.

Queste pagine, in parte giornalistiche, in parte da diario segreto, ci consentono di penetrare nell’officina del sommo maestro americano, «meraviglioso cervello sempre all’erta» da cui Baudelaire diceva di aver imparato a pensare. Capzioso e oltranzista, impasto di razionalità ancora settecentesca, ruvido pragmatismo «di frontiera» e geniale nevrosi già tutta moderna, Poe, con lo sguardo implacabile di «un anatomista che sezioni un gatto» (D.H. Lawrence), impugna il bisturi e scruta all’interno di un cuore, di un personaggio, di una poesia, di un verso, di una parola, anche solo di una lettera dell’alfabeto. Così armato, va «al massacro delle banalità», allora come adesso troneggianti, e proprio l’inconsistenza di tanti nomi che qui s’incontrano, bersagli contro cui si scaglia, mostra per contrasto l’entità della battaglia da lui combattuta. Per questa azione di guerriglia usa la misura quanto mai elastica della nota in margine, che va da poche righe a qualche foglio, dall’aforisma-lampo al mini-saggio, e può così lasciarsi andare a bizze e ghiribizzi, plausi e insofferenze, fantasie, satire e paradossi. Per suadente contagio il lettore proverà, come scriveva Giorgio Manganelli, «la delizia maniacale del perdersi nel margine del libro, muoversi accanto alle idee».

Autore: Redazionale

Condividi