Il kung-fu danzante: “Sutra” al Torinodanza Festival 2019

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Il kung-fu danzante: “Sutra” al Torinodanza Festival 2019

TORINO – Sutra, lo spettacolo nato dalla collaborazione tra il coreografo belga Sidi Larbi Cherkaoui e l’artista inglese Antony Gormley ha aperto l’edizione 2019 di Torinodanza Festival. Sul palcoscenico del Teatro Regio i monaci Shaolin, maestri nell’arte del Kung-fu: uno degli stili più antichi delle arti marziali asiatiche, nonché patrimonio della cultura e della tradizione del popolo cinese. Eredità millenaria di cui tutt’oggi è depositario il Tempio Shaolin, ai piedi della montagna Songshan, vicino alla città di Dengfeng nella Cina centrale. Sutra – cui nel 2009 la rivista tedesca Ballet Tanz ha conferito il premio Production of the Year Arward – è uno spettacolo ieratico, ammantato di alone mistico.

Indaga la fede nella tradizione cinese, innestando due differenti modalità di “pensare” il corpo: la danza contemporanea occidentale e la pratica del Kung-fu. Sospeso tra coreografia e performance di prodezza militare, il lavoro di Sidi Larbi Cherkaoui trasforma il palco di un teatro in un luogo intriso di sacralità, in cui i monaci sono chiamati ad interpretare se stessi. Alla scenografia materica e duttile di Icon – una delle produzioni presentate a Torino lo scorso anno – fatta di argilla, impastata dagli stessi ballerini – creatori di oggetti totemici e di idoli – da venerare e profanare – Sutra contrappone una composizione modulare, mobile, costituita da 21 casse di legno che, sospinte all’unisono dai 21 monaci, disegnano architetture lineari, figure geometriche e simboli – il fiore di Loto, una barca che porta in salvo, primitive costruzioni funerarie – legati alla storia del Tempio e alla sua fondazione, quando, nel Medioevo cinese, i monaci buddisti furono chiamati a difendere le loro terre nella provincia di Henan, trasformandosi in incarnazioni dell’ira delle divinità del Tempio. Anche qui, come già in altri lavori dell’artista fiammingo, ritorna la cifra coreografica della costruzione-decostruzione, dell’unità-moltiplicazione, del rimando alla geometria molecolare a cui ha dichiarato di ispirarsi: “Le nostre cellule si sdoppiano (…) le scale musicali si sdoppiano, il codice binario per il computer è uno sdoppiamento, le reazioni nucleari, i quadrati e le radici quadrate, tutto è uno sdoppiamento”. Come già in Noetic, presentata a Torino nel 2018, anche nella partitura coreografica di Sutra sono inserite lunghe aste flessibili, che consentono una più agile interazione tra il corpo del danzatore e lo spazio scenico, consentendo rapidi giochi di equilibrio e movimenti energici, che si radicano nella pratica quotidiana del Tai chi. Le note struggenti della composizione musicale di di Szymon Brzoska – per violino, viola, violoncello, pianoforte e percussioni – creano un netto contrasto con l’intensa fisicità dei movimenti dei monaci.

SUTRA

direzione e coreografia Sidi Larbi Cherkaoui

creazione visiva e scene Antony Gormley

musiche Szymon Brzóska

con Sidi Larbi Cherkaoui i Monaci del Tempio Shaolin

Sadler’s Wells London Production

Spettacolo inserito in MITO SettembreMusica Teatro Regio Torino

Autore: Monica Schirru

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