76. Mostra del Cinema di Venezia | Oggi in concorso Robert Guédiguian con ‘Gloria Mundi’

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76. Mostra del Cinema di Venezia

Oggi in concorso Robert Guédiguian con ‘Gloria Mundi’

 

Robert Guédiguian

Viene presentata oggi in concorso la nuova opera di Robert Guédiguian Gloria Mundi. Rigoroso e appassionato cantore del cinema social-politico d’oltralpe, il regista marsigliese ha fatto della città natale la forma e il linguaggio del suo cinema. Oggi inglobato nel gigantesco scalo del capoluogo provenzale, l’Estaque, un tempo porticciolo circondato dalle fabbriche, reso noto dagli impressionisti e i cubisti, è il set naturale della sua infanzia.

Per me” ha dichiarato Guédiguian “uno dei problemi più seri della società odierna è il fatto che non esista più una coscienza di classe. Nel senso che non si può nemmeno più parlare di ‘classe operaia’, è per questo che parlo di ‘povera gente’. Eppure, la coscienza di far parte della ‘povera gente’ non esiste”. Per il suo ventesimo film La Villa, in concorso a Venezia 74, riunì tutti i suoi amori: attori, temi, luoghi per raccontare i sogni di ieri e di oggi.

In Gloria Mundi una famiglia si riunisce a Marsiglia per la nascita della piccola Gloria. Nonostante la gioia, per i giovani genitori sono tempi duri. Mentre lottano per uscire dalla difficile situazione, si ricongiungono con il nonno di Gloria, un ex carcerato.

Paul Cézanne, La baie de Marseille

Parafrasando Marx: ovunque regni, il neocapitalismo ha schiacciato relazioni fraterne, amichevoli e solidali, e non ha lasciato altro legame tra le persone, se non il freddo interesse e il denaro, annegando tutti i nostri sogni nelle gelide acque del calcolo egoistico. Ecco cosa vuole dimostrare questo crudele racconto sociale attraverso la storia di una famiglia ricostituita, fragile come un castello di carte. Guédiguian pensa da sempre che il cinema dovrebbe commuoverci, a volte donandoci un esempio del mondo come potrebbe essere, altre volte mostrandoci il mondo così com’è. In breve, abbiamo bisogno sia di commedie sia di tragedie per continuare a mettere in discussione il nostro stile di vita. E dobbiamo continuare a interrogarci più che mai in questi tempi difficili, per non soccombere all’illusione che ci sia qualcosa di naturale nelle società in cui viviamo.

pagina curata da Sergio Cervini 05-09-2019

Autore: Redazionale

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