76. Mostra del Cinema di Venezia | L’ignara Ellen Martin di Meryl Streep nella rete dei conti offshore e i dissidenti cubani di Assayas

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76. Mostra del Cinema di Venezia

L’ignara Ellen Martin di Meryl Streep nella rete dei conti offshore e i dissidenti cubani di Assayas

Dopo un’apertura incerta, terza giornata consecutiva di grandi film al Lido. Meryl Streep e Steven Soderbergh con The Laundromat portano alla Mostra del Cinema le disavventure finanziarie della povera Ellen Martin. Quando la sua vacanza idilliaca prende una piega inattesa, Ellen comincia a fare ricerche su una polizza assicurativa falsa, per ritrovarsi in un giro infinito di loschi traffici, riferibili a uno studio legale di Panama specializzato nell’aiutare i cittadini più ricchi del mondo ad accumulare fortune ancora più grandi.
Gli affascinanti – ed elegantissimi – soci fondatori Jürgen Mossack e Ramón Fonseca sono esperti nel trovare soluzioni seducenti, attraverso società fittizie e conti offshore, per aiutare i ricchi e potenti a prosperare. Ci mostreranno che il problema di Ellen è solo la punta dell’iceberg dell’evasione fiscale, delle tangenti e di altre assurdità con le quali i super ricchi sostengono il sistema finanziario corrotto del mondo. Il film – un adattamento di Secrecy World: Inside the Panama Papers Investigation of Illicit Money Networks and the Global Elite del reporter investigativo e vincitore del premio Pulitzer Jake Bernstein – sfreccia attraverso un caleidoscopio di comiche deviazioni in Cina, Messico, Africa (via Los Angeles) e Caraibi, fino all’incidente dei Panama Papers del 2016, occasione in cui i giornalisti fecero trapelare i documenti segreti criptati dei clienti di alto profilo di Mossack Fonseca.

Basato su un episodio realmente accaduto nel 1990, il secondo film in concorso della giornata, Wasp Network di Olivier Assayas, ricostruisce la vicenda di René González, pilota di linea cubano. Gonzàlez ruba un aereo e fugge dal Paese, lasciando moglie e figlia. Comincia una nuova vita a Miami, presto raggiunto da altri dissidenti, tutti impegnati nella destabilizzazione del regime di Castro.

Nel corso della conferenza stampa il regista francese ha fatto alcune riflessioni sulle illusioni della Storia.

La politica, come Shakespeare scrisse a proposito della vita, è un racconto narrato da uno stolto, pieno di rumore e furore, che non significa nulla. Ma è di questa passione che gli uomini vivono. E muoiono. I conflitti della Guerra Fredda hanno definito la mia generazione e delineato i contorni del presente. Le ceneri sono ancora accese e ci si può facilmente bruciare. Tuttavia, mi pare che oggi la distanza storica permetta di discuterne. Non certo con distacco, ma con la libertà e il rigore di un’analisi magnanima, seppur prudente. Senza farsi ingannare dalle maschere dell’ideologia. Mi interessa la storia moderna vista attraverso la lente della sua umanità, per come rivela nei suoi attori l’intima verità che definisce le azioni, la fede e gli errori. C’è un motivo per cui facciamo ciò che facciamo? Chi può essere giudice? Trascinati dalla ruota della storia, preda di demoni e illusioni, ma anche vittime di entrambi, gli attori nel dramma della politica sono nostri fratelli, così come noi siamo loro complici.

pagina curata da Sergio Cervini 01-09-2019

Autore: Redazionale

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