76. Mostra del Cinema di Venezia | Finalmente Polanski! L’affaire Dreyfus del maestro polacco e, fuori concorso, la biografia di Jean Seberg con Kristen Stewart

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76. Mostra del Cinema di Venezia

Finalmente Polanski! L’affaire Dreyfus del maestro polacco e, fuori concorso, la biografia di Jean Seberg con Kristen Stewart

Si pensava che fanatismi e roghi appartenessero a periodi storici ormai archiviati e fa male doverne osservare la recrudescenza ad opera di sette come #MeToo e simili. La Signora Martel, in quanto presidente di una giuria, non può permettersi dichiarazioni di biasimo nei confronti della vita privata di un artista, essendo stata chiamata ad analizzare il valore estetico delle opere presentate. Roman Polanski è presumibile che non perda il sonno per il mancato plauso della Signora – autrice di tre imbarazzanti lungometraggi ‘aurali’ vissuti l’espace d’un matin all’interno del circuito festivaliero -, tuttavia l’episodio è di gravità inaudita e la stessa Biennale Cinema avrebbe dovuto chiedere le dimissioni immediate di Lucrecia Martel o ancor meglio esautorarla dall’incarico. Alla luce di questa inopportuna caduta di stile, appare saggia la decisione di Woody Allen di presentare A Rainy Day in New York al Festival di Deauville e dilettantesca quella della Mostra di affidare un ruolo di grande prestigio e responsabilità a una regista di dubbie qualità e scarso equilibrio emotivo.

Ciò premesso, il nostro entusiasmo per il ritorno del maestro Polanski con J’accuse, è difficilmente descrivibile. Il film è basato sull’affaire Dreyfus, argomento cui il regista pensava da molti anni. In questo scandalo di vaste proporzioni, forse il più clamoroso del diciannovesimo secolo, si intrecciano l’errore giudiziario, il fallimento della giustizia e l’antisemitismo. Il caso Dreyfus divise la Francia per dodici anni, causando una vera e propria sollevazione in tutto il mondo, e rimane ancora oggi un simbolo dell’iniquità di cui sono capaci le autorità politiche, nel nome degli interessi nazionali.

Il 5 gennaio 1895 il capitano Alfred Dreyfus, giovane e promettente ufficiale dell’esercito francese accusato di essere un informatore dei tedeschi, viene degradato e condannato alla deportazione a vita nell’Isola del Diavolo nell’Oceano Atlantico, al largo delle coste della Guyana francese. Tra i testimoni della sua umiliazione c’è Georges Picquart, promosso a capo dell’unità di controspionaggio che lo ha accusato. Quando però Picquart scopre che le informazioni riservate continuano a essere passate ai tedeschi, viene attirato in un pericoloso labirinto di inganni e corruzione, che minaccia non soltanto il suo onore, ma la sua stessa vita.

Kristen Stewart a Venezia 76

Arriva oggi al Lido, fuori concorso, anche il biopic Seberg di Benedict Andrews, insieme alla sua protagonista, il fenomeno mediatico Kristen Stewart. Ispirato a fatti realmente accaduti, il film narra la storia di Jean Seberg, protagonista di À bout de souffle (Fino all’ultimo respiro) e beniamina della Nouvelle Vague francese, che sul finire degli anni Sessanta finì nel mirino del programma di sorveglianza illegale dell’FBI, COINTELPRO. Il coinvolgimento politico e sentimentale dell’attrice con l’attivista per i diritti civili Hakim Jamal la rese un obiettivo dei tentativi spietati del Bureau di arrestare, screditare e denunciare il movimento del Black Power. Un giovane e ambizioso agente federale, Jack Solomon, viene incaricato di sorvegliare l’attrice; i destini dei due si troveranno a essere pericolosamente intrecciati.

Presentando il film Andrews ha spiegato i motivi della sua scelta.

Ho scoperto Jean Seberg al liceo quando il mio professore di francese proiettò À bout de souffle per la classe. Fui letteralmente stregato e da allora non ho più potuto dimenticare la sua incredibile recitazione. Seberg ridefinì i parametri della presenza e della verità scenica. Mi affascinano le contraddizioni di Jean, il suo incarnare allo stesso tempo fiera indipendenza e apertura emotiva, tristezza e ingenuità, idealismo e gioia di vivere. Sotto lo sguardo spietato dell’FBI, la trama della vita di Jean si sgretola. Come il personaggio di Giovanna d’Arco interpretato per Otto Preminger, Jean attraversa il fuoco. Sopravvissuta all’esaurimento nervoso e alla perdita, trasforma l’instabilità in grazia duramente conquistata.

pagina curata da Sergio Cervini 30 agosto 2019

Autore: Redazionale

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