Un racconto di Murakami e la sintassi cinematografica sudcoreana in ‘Burning’ di Lee Chang-dong, al cinema dal 19 settembre a cura di Tucker Film

  

Burning

Magnifico.
The New York Times
Ipnotico.
The Guardian

Jongsu, un giovane fattorino con aspirazioni letterarie, incontra Haemi facendo una consegna. I due iniziano a frequentarsi e la ragazza, prima di affrontare un viaggio in Africa, gli chiede di occuparsi del suo gatto. Jongsu accetta, ma quando Haemi ritorna non è più da sola: ha conosciuto Ben, tanto ricco quanto misterioso, e ora sta per conoscerlo anche lui. Niente sarà più come prima.

Burning deriva da un’ibridazione fra Giappone e Corea del Sud: il Giappone di Murakami, autore del breve racconto alla base del film (Granai incendiati), e la Corea del Sud di Lee Chang-dong, regista del memorabile Poetry, che ha saputo trasformare quelle poche pagine in un grande “romanzo cinematografico”. Un bruciante dramma dell’anima che osserva la sintassi del mystery-thriller, scavando dentro le inquietudini e le ombre di uno strano triangolo (amoroso?). Ieri e oggi, ricchezza e povertà, presenza e assenza, dovere e piacere: tutto è doppio, tutto può doppiamente ingannare gli occhi e il cuore.

Premi e festival

2018 – Festival di Cannes – In Concorso
2018 – Vulcan Award per la miglior scenografia a Shin Jum-hee
2018 – FIPRESCI Award per il miglior film
2018 – National Board of Review per il miglior film straniero dell’anno
2018 – Grand Bell Award per il miglior film
2018 – APSA Awards – Gran premio della giuria a Lee Chang-dong
2019 – Asian Film Award per il miglior regista
2019 – National Society of Film Critics Award per il miglior attore non protagonista (Steven Yeun)

  • Titolo originale: Beoning

  • Regia: LEE Chang-dong

  • Cast: Steven Yeun, Yoo Ah-In, Joong-ok Lee

  • Sceneggiatura: Lee Chang-dong e Oh Jung-mi, da un soggetto di Haruki Murakami

  • Fotografia: Hong Kyeong-pyo

  • Colonna sonora: Mowg

  • Anno: 2018

  • Paese: Corea del Sud

  • Durata: 148′

 

Autore: Redazionale

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