Giullari del XXI secolo: gli svelamenti della satira con Elio Crifò al Centro Zo di Catania

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Giullari del XXI secolo: gli svelamenti della satira con Elio Crifò al Centro Zo di Catania

di Anna Di Mauro 05-09-2019

CATANIA – Elegante, garbato, soft nei gesti e nel dialogo con il pubblico catanese (ahimè, non fitto come ci si aspettava), l’autore, regista e attore, nato a Roma, corredato da un curriculum più che qualificato, sulle frasi agguerrite di un testo anonimo siciliano del XVIII sec. rielaborato da Dario Fo e successivamente cantato da Domenico Modugno “Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghja nu bastuni e tira fora li denti…”, apre lo spettacolo che sta portando in giro per l’Italia, per la prima volta a Catania “La classe diGerente”, iniziando in sordina una disamina dei vizi e difetti della mala informazione, dei misteri e delle ombre del mondo della politica, punzecchiata da margini di riflessione sui contorcimenti ipocriti del Potere, per poi lentamente, inesorabilmente stringere il cappio snocciolando a raffica gli storici mali endemici del malgoverno italiano. Chiesa e Stato uniti in un’aberrante carrellata degli orrori e delle nefandezze ai danni di chi voleva far conoscere la verità e risvegliare le coscienze aprono scenari devastanti, laddove l’immaginazione si ritrae per pudore, lasciandosi dietro il sapore di un’amara consapevolezza. Per capire i dirigenti di oggi occorre conoscere i dirigenti di ieri. Così in un format riproposto in 3 diverse edizioni, con inizio e finale uguali, Elio Crifò ci trasporta nel sapore corrosivo della satira, brillante e ironico quanto preciso e spietato, con un forte ed emozionante crescendo che testimonia della sincera e appassionata volontà di svegliare le coscienze diseducate e addormentate dalla cattiva TV, da Internet, dall’intontimento dei cervelli. Bisogna aprire le cortine della mente di un popolo sempre più ignorante, come i suoi dirigenti, educare i giovani al riconoscimento del criminale che si può nascondere dietro un abito talare o una cravatta, dialogare con gli stessi criminali, ponte di comunicazione insolito ed efficace. Il teatro può ancora esercitare la sua funzione storica che alle origini era l’educazione del popolo. Spettacolo di qualità, coraggioso e senza veli, “La classe diGerente” diverte lasciando una profonda traccia nell’animo degli spettatori. Il “Noi vi chiediamo scusa” a raffica del governo italiano sugli errori commessi dal 1946 ad oggi negli ultimi otto minuti di spettacolo fa saltare gli argini di una commozione sottesa. Un omaggio alla ricerca della verità che auspichiamo possa essere accolta con una presenza più massiccia (lo meriterebbe) dal pubblico catanese rimasto a casa a guardare la TV. L’ignoranza e l’ignavia hanno colpito ancora.

LA CLASSE DIGERENTE

di e con Elio CrifòAl Centro ZO di Catania

Autore: Redazionale

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