Anteprima dello spettacolo ‘Caterina Artemisia Ipazia e… le altre’, con Laura Curino, 6 agosto ore 21 Sestri Levante

  

Martedì 6 agosto – Sestri Levante

Ex Convento dell’Annunziata – ore 21 – Ingresso gratuito

Anteprima dello spettacolo

Caterina Artemisia Ipazia e… le altre

con Laura Curino

regia e immagini di Consuelo Barilari

Testo collettivo a cura del Gruppo Raggi X

(Rinaldo Cavagnaro, Patrizia De Franceschi, Sabina Desiderato, Carla Podestà, Fabio Zanardelli) condotto da Patrizia Monaco.

Supervisione Consuelo Barilari. Drammaturgia Laura Curino

Introducono Lauro Magnani (Università di Genova), Roberta Bartoli (Kunsthistorisches Institut in Florenz-Max-Planck Institut), Cecilia Frosini e Maria Luisa Reginella (Opificio delle Pietre Dure)

Videografica Sara Monteverde – Organizzazione Luca De Pasquale

Laura Curino

Lo spettacolo Caterina Artemisia e… le altre sarà presentato in anteprima assoluta nell’ex Convento dell’Annunziata di Sestri Levante martedì 6 agosto (ore 21). Laura Curino, una delle più interessanti protagoniste della scena contemporanea europea, è qui interprete e autrice della drammaturgia finale di un progetto di scrittura collettiva guidato da Patrizia Monaco con la supervisione della regista Consuelo Barilari.

L’evento è il punto d’arrivo di un processo laboratoriale iniziato l’autunno scorso, sempre a Sestri Levante, nell’ambito del Premio Ipazia alla Nuova Drammaturgia da anni costola portante del Festival dell’Eccellenza al Femminile diretto da Consuelo Barilari, e tornerà in scena a Genova in novembre durante la XV edizione del Festival (17/11>25/11), che avrà come argomento Il Corpo delle Donne.

Il progetto originario, declinato in una serie di incontri, dibattiti e letture che hanno coinvolto tutta l’area metropolitana genovese, si intitola “In nome di Santa Caterina”. Al centro, la leggendaria figura della Santa di Alessandria d’Egitto, patrona degli Studenti e dei Filosofi, che grazie all’intervento divino vinse il supplizio della ruota e fu decapitata su ordine dell’imperatore Massimino, dopo aver convertito al cristianesimo dotti e sapienti con la sua eloquenza. Il giorno dell’anno a lei dedicato è proprio il 25 novembre, diventato poi nel mondo la Giornata internazionale contro la Violenza sulle Donne.

Un gruppo di appassionati e professionisti provenienti da Genova, Sestri Levante, Lumarzo, Casarza Ligure, Chiavari e Moconesi, si è ispirato alla sua storia per intraprendere un emozionante viaggio attorno all’immagine e al significato del corpo femminile nella storia e nelle arti. Il processo di elaborazione dell’idea testuale passa dalle agiografie di Jacopo Da Varagine alla letteratura storica, e attraversa la vastissima iconografia religiosa che la riguarda. La Santa, con la ruota al suo fianco e la palma del martirio tra le mani, è uno dei soggetti più rappresentati dai pittori di tutte le epoche: anche all’Accademia Ligustica delle Belle Arti di Genova troviamo una statua in marmo che la ritrae (1537/1540), attribuita a Gian Giacomo e Guglielmo Della Porta. Di qualche decennio posteriore è la rappresentazione al femminile che ne dà la grande Artemisia Gentileschi, lei stessa vittima di violenza, con due dipinti molto famosi, uno custodito alla National Gallery di Londra, l’altro alla Galleria degli Uffizi di Firenze.

Il lavoro di ricerca interdisciplinare per costruire una drammaturgia ad intreccio sulla figura della Santa ha portato il progetto fino alle Gallerie degli Uffizi a Firenze che conservano il dipinto di Santa Caterina D’Alessandria di Artemisia Gentileschi. La Radiografia dell’opera, commissionata pochi mesi fa dal direttore Eike Schmidt all’Opificio delle Pietre Dure, ha rivelato in trasparenza un secondo dipinto. Questo evento ha dato il via a nuove suggestioni, in un gioco di sovrapposizioni, identità multiple e riscritture che nella drammaturgia finale si concretizza in una narrazione che accosta la figura di Caterina a quella di Artemisia e di Ipazia, la filosofa pagana martirizzata in epoca bizantina ad Alessandria ad opera dei seguaci di Cirillo: secondo alcuni studiosi “immagine simmetrica e inversa” della santa.

Ad introdurre lo spettacolo, saranno lo storico dell’arte Lauro Magnani (Università di Genova), la studiosa di Artemisia Gentileschi Roberta Bartoli (Kunsthistorisches Institut in Florenz-Max-Planck Institut – Accademia delle Arti del Disegno), la storica Cecilia Frosini e la restauratrice Maria Luisa Reginella, rappresentanti dell’Opificio delle Pietre Dure, l’istituto responsabile del restauro.

Santa Canterina d’Alessandria di Gian Giacomo e Guglielmo Della Porta

La statua in marmo fu realizzata in occasione della costruzione della muova cinta muraria eretta su progetto di Giovanni Maria Olgiati. In origine infatti era collocata in una nicchia posta sulla porta dell’Acquasola, detta anche di Santa Caterina. La porta venne demolita nel 1830 e la statua venne accolta nel palazzo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti. Attribuita da Vasari, Soprani e Ratti e dalla critica piu recente a Guglielmo Della Porta, l’opera e ritenuta oggi frutto della sua collaborazione con il padre Gian Giacomo. La figura della santa, martire sotto l’imperatore Massenzio o Massimino è presentata con ricche vesti e la corona in capo, perché apparteneva a una stirpe regale; con la mano destra regge la palma del martirio, mentre la sinistra e appoggiata ad una ruota dentata che, rompendosi per l’intervento divino, fece in massacro tra i pagani, e divenne il simbolo della vittoria della santa sul tiranno. Ai suoi piedi giace la testa di Porfirio, ufficiale di corte dell’imperatore, inviato in visita alla Santa in carcere. Convertitosi al cristianesimo dopo l’incontro, fu a sua volta decapitato insieme ai suoi soldati.

Santa Canterina d’Alessandria di Artemisia Gentileschi

La raffigurazione di una santa è un soggetto insolito per Artemisia, pittora di grandi scene di forte impatto emotivo e significato, non di ritratti. Sicuramente la pittora, fu affascinata come noi oggi, dalla figura di Caterina, colta, determinata e ribelle nella capacità di scegliere contro le imposizioni sociali dell’epoca e filosofa interessata, come Artemisia, a un mestiere tipicamente maschile in una società patriarcale.

www.eccellenzalfemminile.it

Schegge di Mediterraneo / Festival dell’Eccellenza al Femminile

Via Ponte Calvi 6/1d, Genova

Tel. 010 8540845 – 010 6048277

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Da Caterina Artemisia Ipazia e… le altre

Sulla tela vendicherò il mio stupro. Datemi un esercito, che voglio combattere; datemi un campo di battaglia e sentirete lo schianto della mia forza contro la sua mitezza; il clangore della mia violenza contro il bisbiglio della sua bontà da sacrestia. Datemi una guerra perché, a 21 anni, possiedo armi già ben forgiate, spade da affondare nella lussuria di principi e cardinali in forma di Cleopatre, Lucrezie, Veneri e Susanne; picche da infilzare nelle perversioni dei miei committenti a guisa di Giuditte, Maddalene e Giaele. Tutti desiderabili nudi di donne cui infliggere torture o da cui ricevere dolore: questo mi hanno fatto gli uomini, questo io voglio restituire alla loro impudica bramosia.

Ero in mezzo a due fazioni di luride canaglie e ho pagato per tutti quei miseri uomini che si sono affrontati sul mio corpo non avendo il fegato di sfidarsi apertamente fra loro. ORA IO VI SFIDO. Mi farò vendetta con la pittura, dipingerò quadri potenti come nemmeno ho visto fare a Caravaggio.  Bazzicava in bottega Caravaggio, si intendeva con mio padre. La conosco la sua Giuditta che taglia la testa a Oloferne: l’ho rifatto uguale il movimento delle braccia, ma la mia eroina non ha quell’espressione schifata quando fa zampillare la vena giugulare, né tira indietro il busto per paura di sporcarsi l’abito.  Io affonderò la mia spada con voluttà.

Dove siete, pittorucoli? Io posso uccidere e sgozzare il più grande dei vostri campioni con le vostre stesse armi. IO, la figlia di un farabutto, la disonorata da un delinquente, io non voglio che mi sia concesso dipingere, io lo farò e basta.”

Biografie

Laura Curino

Autrice e attrice torinese, tra i maggiori interpreti del teatro di narrazione, Laura Curino alterna nel suo repertorio testi di nuova drammaturgia e testi classici.

Tra i fondatori del Teatro Settimo ha partecipato come attrice e autrice alla maggior parte delle produzioni nei 25 anni di vita della compagnia. Tra quegli spettacoli: Esercizi sulla tavola di Mendeleev (1984); Elementi di struttura del Sentimento (1985) da Le affinità elettive di J.W. Goethe (Premio Ubu per il miglior spettacolo di ricerca della stagione); La storia di Romeo e Giulietta (1991, Premio Ubu per la drammaturgia). Dal 2001 ha collaborato con Teatro Stabile di Torino, Piccolo Teatro di Milano, Festival, Teatri ed Istituzioni, radio e televisione. Insegna scrittura teatrale all’Università Cattolica di Milano e tiene conferenze, seminari e laboratori in Italia e all’estero, progetti di formazione in azienda. II tema del lavoro, il punto di vista femminile sulla contemporaneità, l’attenzione per le nuove generazioni sono fra gli elementi fondanti della sua scrittura. Tra i tanti testi e spettacoli messi in scena: il dittico sulla storia della famiglia Olivetti; Passione ovvero la scoperta della vocazione teatrale; Il Signore del cane nero su Enrico Mattei; i recenti Santa Impresa sui Santi Sociali torinesi dell’800; Bella e Fiera ovvero la storia di Milano attraverso la storia della sua Fiera; La Diva della Scala, dove la vocazione teatrale diventa mestiere; La lista sul Soprintendente Pasquale Rotondi che salvò migliaia di capolavori d’arte; L’anello forte progetto che si ispira alla grande opera di Nuto Revelli; Natasha ha preso il bus di cui ha curato la regia sul mondo delle badanti. È inoltre interprete di numerosi spettacoli per la regia di Alessandro D’Alatri, Luca Micheletti, Simone Derai, Ivana Ferri, Cristina Pezzoli, Marco Sciaccaluga, Laura Sicignano, Serena Sinigaglia e Gabriele Vacis. Dal 2015 è stata nominata direttore artistico del Teatro Giacosa di Ivrea. Tra i numerosi riconoscimenti: Premio Ubu (con Teatro Settimo) 1993, Premio Anct – Ass. Naz. Critici di Teatro 1998, Premio Hystrio per la drammaturgia 2003.

Roberta Bartoli

La dottoressa Roberta Bartoli è tra le massime esperte in Italia sull’argomento delle donne artiste tra il Rinascimento e il Rococò, le artiste dimenticate o solo di recente tornate alla ribalta: vite rimaste nell’ombra, vittime perfino di oltraggi estremi, ma anche protagoniste coraggiose, fiere delle proprie capacità, che rifiutarono la discriminazione e il silenzio. Ha studiato Storia dell’Arte alle Università di Firenze, Pisa e Parigi. Esperta di Rinascimento italiano, ha organizzato grandi mostre come quella riminese “Il potere, le arti, la guerra. Lo splendore dei Malatesta”, del 2001.È stata curatrice al Metropolitan Museum di New York, che ha diretto per un anno, e al Getty Museum di Los Angeles. Per quattro anni è stata curatrice al museo di Minneapolis, dove ha contemporaneamente ricevuto la carica di professore di storia dell’arte Medioevale e Moderna all’università del Minnesota. Per le sue numerose pubblicazioni e libri sulla pittura e scultura del Rinascimento italiano, nel 2003 è stata nominata membro della prestigiosa Accademia delle Arti del Disegno di Firenze (la donna più giovane ad essere nominata dal 1563, anno della sua fondazione). Nel 2016 ha scelto di seguire il marito e tornare in Italia, dove ha ripreso la professione di ricercatrice presso l’Istituto Tedesco di Storia dell’Arte Max Planck Institut di Firenze, con un progetto sui mobili dipinti del Rinascimento.

Opificio delle Pietre Dure

L’Opificio delle Pietre Dure (noto anche con la sigla OPD) è un Istituto autonomo del Ministero per i beni e le attività culturali afferente alla Direzione generale educazione e ricerca, la cui attività operativa e di ricerca si esplica nel campo del restauro delle opere d’arte. L’Istituto ha origini composite, frutto di una antica e illustre tradizione e di una moderna e articolata attività, già evidenti nella sua insolita denominazione, Nato per volere di Ferdinando I de’ Medici, come manifattura per la lavorazione di arredi in pietre dure, l’Opificio venne trasformando la sua attività lavorativa, negli ultimi decenni del secolo XIX, in attività di restauro, prima dei materiali prodotti durante la sua plurisecolare storia, per poi ampliare la propria competenza verso materiali affini.

In seguito alla grande catastrofe dell’alluvione del Novembre 1966 e alla legge istitutiva del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali del 1975, vennero fusi in unica entità l’antico Opificio mediceo ed il Laboratorio restauri della Soprintendenza, tra l’altro il vero protagonista dei restauri dell’alluvione. A questo nucleo furono annessi i laboratori minori sorti in seguito all’emergenza dell’alluvione. L’attuale ordinamento dell’OPD è stato approvato con DM del 7 ottobre 2008

L’OPD pubblica una rivista annuale OPD Restaurocollane monografiche e pubblicazioni su restauri specifici. E’, inoltre, sede di: una Scuola di Alta Formazione (vedi il regolamento), un museo della produzione artistica in pietre dure, un laboratorio scientifico, una biblioteca altamente specializzata nel campo del restauro, un ricchissimo archivio dei restauri compiuti, un centro di ricerca sulla climatologia, laboratori di restauro all’avanguardia. L’attività dell’Istituto si articola per settori di restauro e di ricerca individuati in base ai materiali costitutivi delle opere d’arte. Molta parte dell’attività si svolge anche all’esterno, sia sotto forma di cantieri operativi che di consulenze tecnico-scientifiche, su tutto il territorio nazionale ed in ambito internazionale.

Lauro Giovanni Magnani

Lauro Giovanni Magnani è professore ordinario presso l’Università degli Studi di Genova dove insegna Storia dell’arte moderna per il Corso di Laurea in Conservazione dei Beni culturali. Ancora presso la Scuola di Scienze umanistiche tiene gli insegnamenti di Storia dell’arte moderna nei paesi europei, per la Laurea magistrale in Storia dell’arte e valorizzazione del patrimonio artistico e, presso il Politecnico – Ingegneria, per il Corso di Laurea specialistica in Elettronica, l’insegnamento di Artistic Image and Narrative Structures for Virtual Worlds. E’ responsabile dell’indirizzo di Dottorato in Storia e conservazione dei beni culturali artistici e architettonici e direttore della Scuola di Specializzazione in Beni storico artistici della stessa Università. Prima del rientro a Genova è stato docente di Storia dell’Arte veneta presso l’Università di Padova. Le problematiche di ricerca affrontate muovono nell’ambito della produzione pittorica e scultorea tra XVI e XVIII secolo, con particolare attenzione all’opera di artisti genovesi e attivi a Genova, analizzata nel rapporto con la committenza laica e religiosa, nelle scelte iconografiche, nell’articolazione del fenomeno decorativo tra spazi architettonici e illusivi. Anche il fenomeno della villa e del giardino, affrontato in numerosi studi e nella monografia pubblicata nel 1987 (II edizione 1988, III edizione aggiornata 2005), è visto in una dimensione di unità delle arti,sia sul versante dell’organizzazione architettonica di quegli spazi, sia su quello dei significati per la committenza, come interpretazione della natura e ad un tempo come perseguita immagine di magnificenza. E’ stato coordinatore di progetti di interesse nazionale che hanno goduto di finanziamenti del C.N.R e del Ministero dell’Università, l’ultimo (PRIN 2008), di cui è stato coordinatore nazionale, era dedicato allo Spazio del collezionismo è si è concluso nel 2013 con la pubblicazione di due volumi dedicati a quella tematica. Le problematiche della produzione artistica di soggetto religioso dopo il Concilio di Trento e negli sviluppi seicenteschi e settecenteschi, le scelte iconografiche dei diversi Ordini, religiosi, il rapporto immagine artistica, meditazione, estasi sono stati affrontati in diversi saggi, monografie, convegni (1983-85, 1990, 2000, 2002, 2009, 2012). Parallelamente sono stati indagati i temi del collezionismo e della committenza laica specie nell’ambito delle scelte dell’aristocrazia genovese (1988, 1998, 2006, 2011, 2013). Tra gli studi sugli artisti, la monografia su Luca Cambiaso (1995) è stata seguita dalla cura, in collaborazione, delle mostre dedicate all’artista genovese a Austin (Texas) nel 2006, a Genova, nel 2007 e, nello stesso anno, a Osnabrueck, fino alla cura degli Atti del Convegno internazionale del 2008. Recentemente ha affrontato temi relativi alla committenza e alla produzione di Correggio (2011,2012), Barocci (2009), Rembrandt (2007), Caravaggio (2011). Nell’ambito degli studi dedicati alla scultura (1988) si inseriscono saggi realizzati per le mostre “Genova nell’età barocca” (1992) e “Pierre Puget” Marsiglia – Genova (1994-95) delle quali è stato tra i curatori. E’ stato anche co-curatore di mostre dedicate alla grafica (2002, 2007) e alle tematiche mitologiche nelle dimore aristocratiche (2003). Nel 1997 fu Summer Fellow presso il Dumbarton Oaks di Washington, Studies in Landscape Architecture, chiamato a svolgere una ricerca sugli apparati del giardino a Genova. Presso l’Istituzione americana tornò nel 2001 e con questa ha collaborato recentemente con la partecipazione all’International Forum on Garden City di Wuhan in Cina (2006) e a successive pubblicazioni (2008). Suoi contributi sono stati pubblicati in sedi scientifiche in Francia, Spagna, Olanda, Inghilterra, Germania, Polonia, Stati Uniti, Cina. Dal 2000 ha potuto seguire, in rapporto con colleghi di Dipartimenti della Scuola Politecnica di Ingegneria dell’Università di Genova, una serie di sperimentazioni relative all’utilizzo di nuove tecnologie applicate allo studio del patrimonio artistico. Membro di comitati scientifici di riviste nazionali, è stato fino al 2012 Direttore del Centro di Studi per le arti, l’architettura e la letteratura del manierismo e del barocco, istituito presso il Dipartimento DIRAAS dell’Università di Genova. E’ stato fino al 2014 Delegato del Rettore per la valorizzazione del patrimonio artistico dell’Ateneo di Genova: nell’ambito delle attività promosse si pone la pubblicazione di un volume dedicato alle sedi storiche dell’Università di Genova (Città Ateneo Immagine, 2014).

Autore: Redazionale

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