Addio a Rutger Hauer, l’androide malinconico di ‘Blade Runner’

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Addio a Rutger Hauer, l’androide malinconico di ‘Blade Runner’

La scomparsa dell’attore olandese Rutger Hauer (Breukelen, Amsterdam, 1944 – Beetsterzwaag, Opsterland, 2019), avvenuta il 19 luglio, è stata confermata solo oggi dal suo agente. Dopo numerose esperienze in teatro e in televisione, nel 1973 ottiene il ruolo da protagonista di Turkish delight (Fiore di carne). Negli anni Ottanta debutta a Hollywood con Nighthawks (I falchi della notte, 1981), raggiungendo in seguito il successo planetario con la sua interpretazione dell’androide in Blade Runner (1982, film cult di Ridley Scott, modello per le successive pellicole di fantascienza). In seguito Hauer ha dimostrato la propria versatilità cimentandosi in ruoli molto diversi; ricordiamo Ladyhawke (1985), La leggenda del santo bevitore (1988, di E. Olmi) e i più recenti Sin city (2005) e Barbarossa (2009). Tra gli ultimi film interpretati: The rite (2011), Hobo with a shotgun (2011), Dracula 3D (2011), 2047: Sights of death (2014), The Broken Key (2017), 24 hours to live (2017), Samson (2018), Corbin Nash (2018), The Sisters Brothers (2018).

E’ comunque il Roy Batty di Blade Runner ad averlo trasformato in un’icona cinematografica. La Los Angeles notturna e piovosa di Scott, in bilico tra degrado e tecnologia, incrocio monumentale di architetture dagli stili più disparati, memore tanto del Metropolis langhiano quanto del noir degli anni Quaranta, ha segnato una svolta nel cinema di fantascienza, introducendo un pessimismo fino a quel momento assente nelle rappresentazioni futuristiche.

Autore: Redazionale

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