“Sciaranuova”: apre la rassegna teatrale “in vigna” alle pendici dell’Etna. Quattro appuntamenti con la drammaturgia contemporanea

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“Sciaranuova”: apre la rassegna teatrale “in vigna” alle pendici dell’Etna. Quattro appuntamenti con la drammaturgia contemporanea

Contrordine: il teatro italiano non è in crisi. Parola di Ottavia Casagrande, nuovo direttore artistico di Sciaranuova Festival, la rassegna teatrale alla quinta edizione, promossa da Planeta – nel proprio “Teatro in Vigna” a Sciaranuova, Passopisciaro, nelle vicinanze di a Castiglione di Sicilia, sull’Etna – che apre all’insegna di tante novità. Ottavia Casagrande, ha scelto per i quattro spettacoli in programma un filone preciso, un’identità coerente legata alla drammaturgia contemporanea: autori giovani, ma soprattutto tematiche attuali. Non a caso, per la prima volta il Festival ha anche un sottotitolo, “Lupus in fabula”: temi scottanti, cruciali, di quelli che, come il proverbiale lupo delle favole, interrompono la conversazione e ne divengono il centro.

Abbiamo sentito Ottavia Casagrande, a pochi giorni dall’inizio della kermesse. Dimenticate la crisi endemica del teatro italiano – ha detto Ottavia – magari l’economia, la politica, la società, i giornali, il cinema sono in crisi, ma il teatro no. Non l’ho mai visto così vivo, estroso e turbolento il teatro italiano. Nell’ultimo anno, ho girato la penisola a caccia del teatro più interessante da portare ai piedi dell’Etna. Ho visto moltissimi spettacoli e molti di questi erano straordinari. Scegliere (solo!) quattro spettacoli è stata dura. Perché il teatro italiano non è mai stato così innovativo, spigliato, provocatorio. E’ vero, questo rinnovamento radicale nella forma, nella lingua, nello stile e nei contenuti segue un Armageddon. Anni di tagli, d’indifferenza glaciale se non aperta ostilità da parte delle istituzioni e la concorrenza spietata di altre forme d’arte, cultura e intrattenimento. Molte compagnie sono sparite. Molti teatri hanno chiuso. Chi è sopravvissuto e tutt’ora lotta per sopravvivere è costretto a farlo in un ambiente inospitale a qualunque forma di vita e d’arte. Eppure, contro ogni logica e buonsenso, i risultati sono entusiasmanti.” – Sciaranuova unisce Cultura e Territorio… Certo. Prima di ogni spettacolo accompagneremo gli spettatori nella passeggiata “Storia e Paesaggio”, per degustare i nostri vini al tramonto, insieme al racconto delle nostre vigne, immersi nel panorama del vulcano, della valle dell’Alcantara e dei Monti Nebrodi che si stagliano sullo sfondo.” – Quali sono stati i criteri per la scelta degli spettacoli? In questi anni il mondo, l’Italia e la società sono profondamente cambiati e al momento -annus domini 2019- non c’è altro luogo/mezzo/linguaggio che sappia raccontare meglio questi cambiamenti. Anni di confusione, conformismi e estremismi che il teatro ha saputo annusare e rielaborare con estro, originalità e qualche pugno nello stomaco. Senza salire in cattedra. Senza prendersi troppo sul serio. Per questo abbiamo scelto solo scritture contemporanee, originali e per la scena. Il nostro “classico”, Gli alti e bassi di Biancaneve di Emma Dante, è stato scritto nel lontano 2011. Tutti gli altri testi sono più giovani. Drammaturgia contemporanea, quindi. Non solo all’anagrafe, ma soprattutto nella forma (Quarta parete? Personaggi? Lontani ricordi del giurassico. Qui si parla punk, baby!) e nei temi. Ed ecco spiegato il nostro sottotitolo, Lupus in fabula. Temi attuali, scottanti, cruciali. Eppure in nessun altro contesto – né in TV, né sui giornali, né sul web- ne sentirete parlare così!”

SCIARANUOVA FESTIVAL 2019

Venerdì 19 luglio

PEDIGREE

di Enrico Castellani e Valeria Raimondi

con Enrico Castellani e Luca Scotton

produzione Babilonia Teatri / La Piccionaia centro di produzione teatrale

Prima regionale

Pedigree è la storia di un giovane uomo, della sua famiglia con due madri, del padre donatore e dei suoi cinque fratelli di sperma sparsi per il mondo. Pedigree racconta le difficoltà di una nuova generazione alle prese con genitori biologici e genitori di fatto, con nuove problematiche di identità e di coscienza. Pedigree riflette sulle prospettive di determinate scelte, dei diritti, dei desideri, delle aspettative di una generazione in provetta alla ricerca di nuove radici e alle prese con nuove paure. Un lavoro che è allo stesso tempo un pugno allo stomaco e una carezza, dotato di una scrittura che scivola leggera ma si attorciglia alle budella, carico di umanità.

Sabato 20 luglio

NEGRI SENZA MEMORIA

di e con Alessandro Berti

produzione Casavuota

Anteprima nazionale

Qualche anno fa, un rapper nero newyorkese disse che italians are niggaz with short memory, gli italiani sono dei negri dalla memoria corta. Si riferiva al difficile cammino di integrazione dei nostri emigrati nella società americana, cammino spesso impervio, a volte umiliante, a volte esaltante.

Lo spettacolo, tra musica e poesia, racconta il rapporto tra italiani e afroamericani. Partendo dal Sud Italia, approda nell’America di inizio ’900 fino a toccare i giorni nostri.

Venerdì 26 luglio

ZIBALDINO AFRICANO

Acqua di colonia – prima parte

di e con Elvira Frosini e Daniele Timpano

Compagnia Frosini Timpano

Finalista Premio Ubu 2017 come miglior nuovo testo italiano

Il colonialismo italiano. Una storia rimossa e negata, che dura 60 anni, inizia già nell’Ottocento, ma che nell’immaginario comune si riduce ai 5 anni dell’Impero Fascista. Cose sporche, da nascondere sotto il tappetino, tanto erano altri tempi, non eravamo noi, chi se ne importa! È acqua passata, acqua di colonia, cosa c’entra col presente?

Sabato 27 luglio

GLI ALTI E BASSI DI BIANCANEVE

Favola per bambini e adulti

regia di Emma Dante

con Italia Carroccio, Davide Celona, Daniela Macaluso

Compagnia Costa Sud Occidentale

C’è l’alto che si fa basso e il basso che si fa alto nel mondo di Biancaneve. Al contrario di Alice nel paese delle meraviglie che cresce e rimpicciolisce continuamente, Biancaneve vede alzarsi ed abbassarsi il mondo intorno a lei circondato da creature buone e cattive che l’aiutano a diventare grande. Biancaneve fa esperienza, nello stesso tempo, della vigilia e dell’indomani, del più e del meno, del troppo e del non abbastanza, della causa e dell’effetto. Viene punita dalla matrigna prima di essere colpevole, ancora bambina inconsapevole viene accusata di vanità e fuggendo nel bosco scopre nella statura dei nani e nelle sproporzioni delle cose i veri valori della vita. I nani le insegnano ad abbassare lo sguardo e ad essere umile mentre la regina madre le insinua nell’anima il pericolo di uno sguardo diritto verso l’esaltazione del proprio io. C’è uno specchio che riflette tutto, sogni e paure, azioni malvagie e fughe verso la libertà.

Autore: Redazionale

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