La Milanesiana a Firenze per Sergio Claudio Perroni. Una mostra con i disegni di Leila Marzocchi per i bambini dell’Ospedale Pediatrico Meyer

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La Milanesiana a Firenze per Sergio Claudio Perroni. Una mostra con i disegni di Leila Marzocchi per i bambini dell’Ospedale Pediatrico Meyer

Fino al 23 luglio vanno in mostra a Firenze, all’Ospedale Pediatrico Meyer, luogo che ai bambini è dedicato anima e corpo, i bozzetti originali e le illustrazioni di Leila Marzocchi che accompagnano “La bambina che somigliava alle cose scomparse”, l’ultimo libro di Sergio Claudio Perroni, poetica fiaba diventata il saluto al mondo del suo autore, editor, traduttore, agente letterario, raffinato scrittore, scomparso il 25 maggio scorso a Taormina. La favola è centrata sulla figura di Pulce, bambina ribelle di sette anni che scappa di casa, curiosa, intelligente, che ha una grande dote che usa a fin di bene: può assumere l’aspetto di quello che vuole. Ne abbiamo discusso con Cettina Caliò – moglie di Sergio – che, insieme a Elisabetta Sgarbi, Edoardo Nesi, la stessa Laila Marzocchi, il pianista Ramin Baharami, Gianpaolo Donzelli (direttore dell’ospedale) e con le letture di Michela Cescon, ha appena inaugurato la mostra di Firenze.

 

Da cosa nasce l’idea della mostra in un ospedale per bambini? Il tema della Milanesiana di quest’anno – ci dice Cettina Caliò – è la speranza: speranza è tre sillabe, la perfezione. San Paolo insegna che bisogna essere allegri nella speranza, e si tratta di un invito alla forza, perché speranza è qualcosa che sostiene, che sogna e qualche volta trova e tocca; in ultima istanza, ci consente di raggiungere noi stessi. La mia idea di speranza ha la forma del verbo essere al modo indicativo, perché la speranza è certezza. ”E i bambini rappresentano comunque la speranza. Si. Sergio diceva che l’importante è essere sempre bambini in qualcosa, perché i bambini sanno stupirsi davanti alle piccole cose che fanno più grande e più bella la vita. La Bibbia, uno dei capolavori della letteratura di ogni tempo, ci ricorda che a chi è come i bambini appartiene il regno di Dio. Se riuscissimo a essere come i bambini, a prenderci cura dei bambini e del bambino che ognuno di noi si porta dentro, avremmo vinto in questo breve percorso che è la nostra vita.”  Pulce, dunque li rappresenta tutti: insomma un personaggio attraverso il quale Sergio Claudio Perroni racconta il mondo “da sotto in su”, con gli occhi di un bambino. Pulce, la bambina che somigliava alle cose scomparse, è il bambino che Sergio Claudio Perroni si porta dentro. Un bambino che accoglie in sé anche l’alito del vento perché sa che anche in quel soffio c’è una storia degna di essere raccontata e alla quale assomigliare per un poco. Pulce se ne va per la vita a regalare speranza con un pelouche nello zainetto, e come lei Sergio: il pelouche che lui teneva nel suo zainetto si chiamava Cencio: il mio primo regalo per lui.” Ma Sergio non ci lascia: ci sono degli inediti – ci conferma Cettina Caliò – che presto saranno pubblicati.

LEILA MARZOCCHI e SERGIO CLAUDIO PERRONI “LA BAMBINA CHE SOMIGLIAVA ALLE COSE SCOMPARSE”

OSPEDALE PEDIATRICO MEYER, VIALE PIERACCINI 24, FIRENZE, IN COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE MEYER.

La Milanesiana 2019, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è patrocinata da Comune di Milano, promossa da Regione Lombardia e organizzata da IMARTS International Music and Arts e Fondazione Elisabetta Sgarbi.

Autore: Giuseppe Condorelli

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