Un altro addio: si spegne Valentina Cortese, ultima Diva

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Un altro addio: si spegne Valentina Cortese, ultima Diva

Valentina Cortese, 1942

Nata il 1° gennaio 1923 a Milano, Valentina Cortese è una delle pochissime dive italiane ad essere approdata a Hollywood e aver conosciuto splendori e stravaganze dello studio system. Lo ha fatto con successo, alla fine degli anni Quaranta, in fuga da una realtà che le stava troppo stretta, sposando nel ’51 l’attore Richard Baseheart, per poi tornare in Italia e, grazie al sodalizio con Giorgio Strehler, diventare anche un’icona del teatro (ambito «dove tutto è possibile»).

Ammantata di fragranze e vestimenti gabrieldannunziani, e nello stesso tempo evanescente e illanguidita da quel tedium vitae degno di Elina Makropulos che caratterizzava le sue interpretazioni sul palcoscenico, va ricordata in particolare per Il giardino dei ciliegi del 1973, regia di Strehler, e Maria Stuarda del 1982, regia di Zeffirelli.

Più asciutte e interessanti le prove cinematografiche: Le amiche di Antonioni (1955), grazie al quale vinse il Nastro d’argento come miglior attrice non protagonista, La ragazza che sapeva troppo di Mario Bava (1963), Giulietta degli Spiriti di Fellini e La vendetta della Signora di Wicki (accanto a Ingrid Bergman) entrambi del 1964, Quando muore una stella di Aldrich, insieme a Kim Novak e Peter Finch (1968) e, soprattutto, Effetto notte di Truffaut, Oscar miglior film straniero nel 1973.

10-07-2019

Autore: Redazionale

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