Jolanda Insana, Mario Rigoni Stern, Ben Pastor: tre autori preziosi riproposti da Edizioni Le Farfalle

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Due volte sette sono le parole

di JOLANDA INSANA

GENERE: POESIA

COLLANA: VIOLA

PAGINE: 72

PREZZO: 10,00 €

ISBN: 978-88-98039-40-1

La plaquette inedita Due volte sette sono le parole, che qui si presenta, è una breve raccolta di testi, datati tra il 2002 e il 2005, composti da Jolanda Insana a margine del lavoro di traduzione sulle tragedie di Eschilo condotto in quegli anni.
Una nota autografa dell’autrice, riconducibile all’estate antecedente alla sua morte, destina il testo, da lei stessa impaginato, alla pubblicazione presso la casa editrice dell’amico poeta Angelo Scandurra.
Con la raccolta si propongono alcuni frammenti tratti dalla traduzione di Insana delle poesie di Saffo, risalente al 1985 e pubblicata dalla casa editrice &stro e, a chiudere, un’intervista inedita di chi qui scrive, del 2003, che verte sulla resa della voce nella sua poesia.
Intervallano i testi alcuni disegni di mano dell’autrice, a testimonianza di un’attività che ha costantemente affiancato la scrittura poetica.
Il volumetto, così concepito, vuole offrire al lettore, seppure per cenni, le tracce di una storia poetica fatta di percorsi incrociati e l’evidenza dell’incessante ricerca e attraversamento di linguaggi diversi attuata da Insana per dar voce al pensiero e all’esperienza.


dalla prefazione di Anna Mauceri

 

ERINNI

Erinni, Erinni siamo. Sfiguranti.
figlie oscure della notte
siamo noi le Erinni nerovestite
con gli occhi impiastricciati.

Spogliate dei candidi pepli
siamo noi le Erinni maleodoranti,
vecchie bambine raggrinzite
ornate e cinte di serpenti,
attaccate alle costole del matricida.
Oh non ronfiamo, non dormiamo, noi.

Jolanda Insana (Messina 1937-Roma 2016) dopo la laurea in filologia greca con una tesi sui frammenti de La Conocchia di Erinna, ha insegnato lungamente nei licei. Ha tradotto testi classici e moderni: Poesie di Saffo, Carmina Priapea, De amore di Andrea Cappellano e, per il teatro, La Casina di Plauto e Le Fenicie di Euripide. Ha inoltre curato la versione poetica di La passione di Cleopatra di Ahmad Shawqi e Per diritto di memoria di Aleksandr Tvardovskij. In riviste e antologie ha pubblicato traduzioni di Alceo, Anacreonte, Ipponatte, Callimaco, Lucrezio, Marziale. Esordisce nel 1977 con la silloge di poesie Sciarra amara a cui fanno seguito le raccolte Fendenti fonici (1982), Il collettame (1985), La clausura (1987), Medicina carnale (1994), L’occhio dormiente (1997), La stortura (2002), La tagliola del disamore (2005), riunite nel 2007 in Tutte le poesie 1977-2006 (Gli Elefanti-Garzanti). Del 2009 è Satura di cartuscelle e del 2012 Turbativa d’incanto (Garzanti). Nel 2017 esce postumo Cronologia delle lesioni (Luca Sossella editore).

 

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Il poeta segreto

di MARIO RIGONI STERN

GENERE: NARRATIVA

COLLANA: ROSSA

PAGINE: 64

PREZZO: 12,00 €

ISBN: 978-88-98039-45-6

La neve è forse l’elemento che più di ogni altro possiamo eleggere a metafora della scrittura di Mario Rigoni Stern; infatti, nella levità del suo materializzarsi, esprime simultaneamente lucentezza di riverberi e abbagli di rifrazioni.
Rigoni Stern ama raccontarsi e raccontarci con una semplicità di linguaggio esemplare, affidando alla parola quel carico di significati e significanti che nessuno strumento è ancora capace di restituirci. Ogni frase pare adagiarsi sulla pagina con gli stessi movimenti e ritmi di un fiocco di neve: apparentemente in balia di tutto ciò che lo circonda esso invece va ad incastonarsi in un posto preciso per diventare “spessore” esatto che “appare” mentre “nasconde”: è percettibile che l’evidente assorbe, copre e camuffa un’infinità di strati. Così anche in questi racconti, intitolati Il poeta segreto, i personaggi, le cose, gli accadimenti, sono svariati, ma con unità di stile e di intenti (che è poi la coerenza artistica e umana dell’autore) alimentano e si misurano con le trame eterne.

Mario Rigoni Stern nasce ad Asiago nel 1921. Nel 1938 si arruola volontario nella Scuola Militare di Alpinismo di Aosta per frequentare un corso di sciatore-rocciatore. Dal 1940 viene coinvolto dalla guerra sui fonti di Francia, Albania e Russia con il 6° Reggimento Alpini. A seguito delle vicende dell’8 settembre viene catturato dai tedeschi e internato per 20 mesi in vari lager per non aver voluto aderire alla R.S.I. Nel maggio del 1945 rientra a casa, a piedi, dall’Austria.
Ha pubblicato: Il sergente nella neve, Il bosco degli urogalli, Quota Albania, Ritorno sul Don, Storia di Tönle, Uomini boschi e api, L’anno della vittoria, Amore di confine, Il magico Kolobok e altri racconti, Arboreto salvatico, Le Stagioni di Giacomo, Sentieri sotto la neve, Inverni lontani, Tra le due guerre, L’ultima partita a carte, Aspettando l’alba, Stagioni.

È scomparso nel giugno del 2008.

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Il diavolo a Concord e altre storie

di Ben Pastor

TRADUTTORE: LUIGI SANVITO

GENERE: NARRATIVA

COLLANA: ROSSA

PAGINE: 144

PREZZO: 13,00 €

ISBN: 978-88-98039-33-3

Ben Pastor è nota soprattutto per la saga di Martin Bora, il soldato-detective costantemente alle prese con il crimine e la propria coscienza. Tuttavia, esiste anche un’altra Ben Pastor – forse più appartata ma non per questo meno originale –, ed è quella delle ghost stories, di cui Il diavolo a Concord costituisce un esempio illuminante.
Dettati da un estro che rifiuta i luoghi comuni, i racconti fantastici della Pastor compongono un mosaico della nostra interiorità più riposta, colma di dubbi e stupori, dove l’heideggeriano “essere nel mondo”, con tutta l’angoscia che ne deriva, trae conforto dalla coscienza che l’universo sfugge a ogni spiegazione esaustiva, e dal convincimento che laddove c’è mistero può esserci dannazione, ma anche salvezza.
Memore di Bierce, Bradbury e Serling, tra miracoli domestici e talismani leggendari, tempeste nel Vermont e nebbie sulla Marna, bambine sensitive e streghe bonarie, soldati fantasma e animali parlanti, Ben Pastor ci seduce con le sue cartoline dai confini della realtà, raccontandoci storie ora ironiche, ora malinconiche, ora allucinate, ma sempre rivelatrici di una squisita arte narrativa, che prende il lettore per mano e non lo lascia più.

Luigi Sanvito

Nata a Roma ma trasferitasi ben presto negli Stati Uniti, Ben Pastor ha insegnato Scienze Sociali presso numerose università americane. Oltre a Lumen, Luna bugiarda, Il signore delle cento ossa, Il cielo di stagno, La strada per Itaca, Kaputt Mundi e I piccoli fuochi (ovvero il ciclo di Martin Bora, pubblicato da Sellerio), è autrice dei gialli mitteleuropei I misteri di Praga e La camera dello scirocco (Mondadori), nonché de Il ladro d’acqua, La voce del fuoco, Le vergini di pietra e La traccia del vento (Mondadori). I suoi libri sono pubblicati in quindici Paesi. Il suo
sito è: www.benpastor.com

Autore: Redazionale

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