Lo slapstick poetico di Familie Flöz. ‘Hotel Paradiso’ alla Sala Umberto di Roma

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Lo slapstick poetico di Familie Flöz. ‘Hotel Paradiso’ alla Sala Umberto di Roma

di Simona Almerini 03-04-2019

ROMA – L’Hotel Paradiso è un piccolo albergo, a gestione familiare, situato sulle Alpi, dove troneggia un’anziana signora. I figli, un giovane sognatore e una donna dal piglio manageriale, sono perennemente in contrasto per acquisire la leadership. Fanno da contorno numerosi personaggi tra cui un macellaio pazzo, che oltre agli animali si diverte a macellare anche essere umani e una cameriera cleptomane, innamorata segretamente del figlio della padrona.

Una sinossi che non rende l’idea dell’aspetto peculiare dello spettacolo. Gli attori infatti, dotati di una maschera (ormai riconoscibile come il loro marchio autoriale), recitano senza utilizzare dialoghi, ma solo attraverso i movimenti del corpo. I gesti sono tecnicamente precisi (perché fanno comprendere la narrazione senza bisogno di parole), ma anche acrobatici e poetici come quelli di Buster Keaton. Ci sono infatti tanti momenti divertenti, creati da capitomboli, urti, porte che si aprono e si chiudono sbattendo sui corpi ovvero da tutti quei numeri circensi diventati famosi nel cinema muto. Il ritmo è veloce e gli incastri perfetti come nelle pièces di Feydeau, e anche i cambi dei personaggi avvengono in tempi così vorticosi, che invece di quattro attori sembra ce ne siano in scena dieci.

La creazione del testo ruota intorno a due elementi: corpo e maschera. In questa visione la fase di lavoro fondamentale è quella di preparazione, in cui attraverso l’improvvisazione si individuano i temi principali che poi saranno sviluppati. Ogni elemento del gruppo (attori, regista, scenografo e creatori delle maschere) collabora attivamente alle operazioni preliminari, e solo successivamente nasce la maschera, che non è un mero oggetto scenografico, ma contiene in sé il nucleo drammaturgico di ciascun carattere.

La Familie Flöz è una compagnia teatrale internazionale, con sede a Berlino, formatasi nel 1994. La peculiarità della loro ricerca è coniugare differenti discipline teatrali quali il teatro di maschera, il mimo, l’acrobazia, l’improvvisazione e la danza. Ricordiamo che i suoi fondatori hanno studiato all’Università di Essen, dove insegnava anche Pina Bausch.

Drammaturgia: S. Kautz, A. Kistel, T. Rasher, F. Rohn, H. Schüler, M. Vogel, N. Witte

Regia: Michael Vogel

Attori: Matteo Fantoni, Daniel Matheus, Marina Rodriguez Llorente, Fabian Baumgarten

Scene: Michael Ottopal

Maschere: Thomas Rascher, Hajo Schüler

Costumi: Eliseu R. Weide

Produzione: Familie Flöz, Theaterhaus Stuttgart, Theater Duisburg

 

Autore: Simona Almerini

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